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[10/09/2007] - Ortensie o Hydrangee
Le Ortensie o Hydrangee, che dir si voglia, sono magnifiche piante perenni che regalano ai nostri giardini e, in alcuni casi anche ai nostri terrazzi, stupende fioriture e uno splendido, nonché architettonico, fogliame.
Non c'è giardiniere hobbista appassionato, che non le abbia nel suo spazio verde.
Sono piante antichissime, tant'è che se ne sono trovate tracce fossili, collocabili nell'Era Terziaria (Eocene, Oligocene e Miocene) da circa 70 a 12 milioni di anni fa.
La loro è una storia tutta da scoprire e posso dirvi che in Europa giunsero per la prima volta nel 1736, mentre in America nel 1739.
Ma nei giardini giapponesi, invece, la presenza delle ortensie era già largamente diffusa, durante il XVII secolo.
E' solo grazie ad alcuni botanici europei come Carl Peter Thanberg (allievo di Linneo) e Philipp Franz von Siebold, che le Hydrangee giunsero in Europa sul finire del 1700 e all'inizio dell'800.
Ma è solo nei primi anni del XX secolo, che le ortensie rampicanti, arrivarono in Europa, dal Centro e Sud America.
Da allora, sembrano appartenere di diritto a qualunque giardino e chiunque le abbia, sa quanto facili, quasi mansuete oserei dire, e poco esigenti siano, nella loro coltivazione.
Sono piante acidofile e necessitano, quindi, di un substrato acido per evitare problemi di clorosi, che si manifesta mediante il virare il colore delle foglie, dal verde scuro al giallino, lasciando evidenziate le nervature.
La loro sensibilità al pH del terreno, si testa soprattutto con le Hydrangee macrophylla, dove, con nostro sommo
disappunto, scopriamo di aver comprato un'ortensia a fiori blu/lilla per poi ritrovarcela fiorita in rosa.
Il viraggio del colore è proprio dovuto a questo…il grado di acidità del terreno.
Nei suoli inidonei alla loro coltivazione, come quelli basici o alcalini, i fiori abbandonano il blu/lilla per passare alla gamma dei rosa.
Amano moltissimo l'acqua e, la maggioranza di loro, sta bene in mezzombra.
Per quanto siano conosciute, queste stupende piante, non sono conosciute abbastanza…
Eh già, chi direbbe mai che le Ortensie vantino una famiglia così grande?
Grande? Voi direte…Ebbene sì, sono davvero tante le appartenenti al genere Hydrangea e tante le varietà, così come sono diversificate nel fogliame, nel tipo di infiorescenze, nel periodo di fioritura, nel tipo di suolo di cui necessitano, alcune addirittura nell'esposizione e nel portamento, considerato che ne esistono anche delle specie rampicanti e che, i meno esperti, spesso si stupiscono di come questa pianta, possa assumere così diverse fogge.
Siamo soliti ad associare alla parola Ortensia, l'immagine di quei bei globi sferici delle macrophylla ma, in realtà, le Hydrangee offrono una gamma davvero vasta di diverse forme e colori, che adesso voglio descrivervi.

E cominciamo con la classica, sempiterna Hydrangea macrophylla.
Come dicevamo, è la più conosciuta ma anche una fra le Hydrangee che vanta un ampio numero di cultivar ed è stata introdotta in Europa intorno al 1880.
Le altezze di questa specie, in media, si aggirano intorno al 1,50 – 2.00mt..
Ama stare in un'ombra luminosa, ma ben si adatta anche a posizioni con una leggera esposizione al sole, ovviamente nelle ore meno calde.
Le sue infiorescenze possono essere corimbi globosi e grandi con un gran numero di fiori fertili (mophead) come quelli che vedete nelle foto a sinistra, dove potete vedere quanto decorative siano anche in autunno e come ben si contestualizzino in un bordo misto (foto di destra). Ma l'aspetto delle macrophylla può anche stupire con i delicati ricami di un merletto piatto, con fiori fertili al centro e sterili all'esterno (lacecap), come in questa
Hydrangea macrophylla 'Libelle' che vedete qui, in a sinistra nella foto. In questa famiglia di Ortensie, troviamo fiori di diversi colori: blu/violetto, lilla, rosa, rosso e bianco nelle diverse gradazioni ma ricordiamoci sempre, che nessuna pianta è sensibile alla reazione chimica del terreno come l'Hydrangea e, se vorremo mantenerlo vivo e bello, nonché avere una pianta in piena salute, dovremo assicurarci periodicamente, che il terreno sia sufficientemente acidificato con sostanze adeguate a renderlo tale.
E' una pianta rustica, che ben sopporta anche i climi rigidi e i suoi fiori, come tutte le Hydrangee del resto, ben si prestano all'essicazione. Questo ci permetterà di poter godere dei suoi fiori, anche nella stagione fredda, in bella mostra dentro casa. 
Continuiamo ora, con l'Hydrangea involucrata ed in particolare con la 'Mihara Mihara Kokonoe Tama'
che qui nelle foto vedete in fioritura.
E' una specie asiatica, più precisamente del Giappone e di Formosa, dove
cresce spontanea come pianta da sottobosco e, anche nei nostri giardini, ama essere esposta nei luoghi ben riparati e ombrosi.
E' un arbusto deciduo, che cresce nel suo habitat naturale dal livello del mare fino ai 1500m..
Il suo nome origina dall'involucro che contiene il boccio, composto da sei foglioline (appunto Tama in giapponese).

Nella foto qui a sinistra, invece, Hydrangea involucrata 'Hortensis', con un'infiorescenza in boccio e nella seconda foto, invece, col fiore quasi completamente aperto..
Il fogliame di questa specie è solitamente verde vellutato, ruvido e tomentoso, ma la sua bellezza è straordinaria per la grazia dei suoi fiori e per la delicatezza del portamento oltre che per i piacevoli e delicati accostamenti cromatici fra fogliame ed infiorescenze.
Non raggiunge mai altezze importanti, si aggira quasi sempre intorno al metro, ma tutta la sua raffinata bellezza, rende le varietà di questa specie, particolarmente interessanti.
Notevole, per un giardino, anche l'epoca di fioritura. A differenza di altre Hydrangee fiorisce tardivamente (da agosto in poi) e persiste fino ai primi geli.
Ed ora parliamo, dell'Hydrangea paniculata. Questa è una specie originaria della Cina e del Giappone ed è stata introdotta in Europa da von Siebold, nel 1860.
Anche le paniculate sono arbusti decidui e raggiungono altezze notevoli. Infatti, se collocate in una posizione ottimale, possono toccare anche i 5mt. di altezza.
E' molto adattabile alle condizioni climatiche, cresce infatti indifferentemente, dalle zone sub-tropicali alle zone temperate e sopporta i rigori invernali. Questo, ovviamente, la rende una pianta di notevole rusticità e versatilità.
Ama la mezzombra, gradisce quindi, una leggera esposizione al sole del mattino o del tardo pomeriggio.
Malgrado le dimensioni, gli arbusti hanno un aspetto leggiadro e raffinato.
Il fogliame ha diverse tessiture, secondo la varietà, ma tutti sono notevolmente belli e armonici, relativamente all'infiorescenza che hanno.
Il nome paniculata, deriva proprio dal loro tipo di fiore: panicoli, appunto infiorescenze più o meno ramificate, di colore quasi sempre chiaro che nella stagione fredda tendono a virare al rosa tenue. Nelle foto potete vedere un'Hydrangea paniculata 'Lime light' in piena fioritura (in alto a sinistra) e all'inizio dell'autunno (qui a destra).
Questa è la sola specie, fra le ortensie asiatiche, ad avere questo tipo di infiorescenza.
Entrano in fase vegetativa più tardi e fioriscono più tardi rispetto alle macrophylla ad esempio, considerato che le prime infiorescenze, si aprono da luglio in poi.
Il loro portamento le rende così belle, lievi ed eleganti, da non potervi rinunciare.
L'Hydrangea quercifolia, invece, è una specie di ortensie di origine americana e più precisamente del sud-est degli Stati Uniti. Fu introdotta in Europa, nel 1803.
A questa specie, appartengono arbusti decidui e di considerevoli altezze (crescono fino a 2m. e, talvolta, anche di più), dal portamento imponente che spesso ruba lo sguardo per il valore estetico del fogliame e dei fiori. Nella foto a destra, potete vedere il fiore di una quercifolia 'Snow Queen' in tutta la sua possenza e la sua delicata bellezza.
Le infiorescenze sono panicoli molto grandi e tutti di colore bianco o bianco-crema che si aprono dalla base del fiore all'apice e che, con i primi freddi, tendono ad assumere una gradevole e delicata sfumatura rosa.

I fiori sono davvero notevoli, per le dimensioni o la quantità e il portamento di alcuni degli arbusti di questa specie che, come nel caso dell'Hydrangea quercifolia 'Harmony' (che qui a sinistra nelle foto, vedete a fioritura iniziata e come si presentano i fiori all'inizio dell'autunno) sotto il peso delle infiorescenze, tende ad avere rami che si flettono fino a sfiorare il terreno.
Le fioriture cominciano in maggio e si protraggono fino ad agosto, con una durata diversa, secondo l'esposizione, la zona climatica e la cultivar.
Il suo nome deriva dalla foglia, il cui aspetto particolare, ricorda appunto quello delle foglie di Quercia. 
I lobi delle foglie, infatti, sono abbastanza profondi e ampi, inizialmente di un verde medio che, con il passare del tempo, va, via via scurendo, fino ad assumere la caratteristica colorazione rosso/vinaccia di fine autunno, come per l'Hydrangea quercifolia 'Snow Queen' nella foto che vedete qui a destra.
Sono arbusti molto belli anche quando sono spogli, grazie al legno di color arancio dei loro rami, che tende a sfogliarsi.
Alcune note importanti di questa specie, risiedono nella sua minor sensibilità al grado di acidità del pH del terreno e al suo minor fabbisogno idrico.
Per fiorire bene, inoltre, hanno bisogno di una certa esposizione al sole, tant'è che ben si adattano a posizioni soleggiate.
Un'altra Hydrangea di origine americana è l'Hydrangea arborescens.
Fu importata in Inghilterra, dagli Stati Uniti, nel 1736.
E' sicuramente la più adattabile fra le specie descritte finora qui, al tipo di scheletro del suolo, all'esposizione ed è anche la più rustica.
Gradisce esposizioni soleggiate, sopportando anche quelle assolate e non si cura granchè dell'acidità del terreno.
Sono arbusti dal portamento eretto, decidui e possono raggiungere anche i 3mt..
L'infiorescenza è formata da un corimbo, che inizia ad aprirsi piatto per poi assumere un aspetto globoso e pieno, di colore bianco.
Fiorisce da metà giugno fino ai primi freddi, con una buona sequenzialità delle fioriture.
Le foglie sono ovate ed hanno una consistenza più leggera delle foglie delle macrophylla.
Ma una specie, bella fra le belle, è, a mio avviso, l'Hydrangea aspera che vedete nella foto qui a sinistra.
Sono piante provenienti dal Nepal, più precisamente dalla zona boschiva ai piedi dell'Himalaya, da dove sono state importate agli inizi dell'800 e dove crescono spontanee nel sottobosco.
Amano quindi essere esposte in un'ombra luminosa senza che i raggi del sole lambiscano i loro vellutati fogliami che riporterebbero ustioni del margine fogliare anche con una minima esposizione.
Hanno una crescita considerevole, tanto da essere ritenute, a ragione, dei piccoli alberi.
I fiori sono lacecap e le fioriture copiosissime.
L'effetto scenico della fioritura di una aspera adulta è straordinario, qualcosa che lascia senza fiato, specialmente per quel che riguarda la aspera Villosa. Fra l'altro, da tempo, i botanici stanno addirittura discutendo se rendere o meno, l'aspera Villosa come specie a sé stante…
Nelle foto che vedete a destra, una aspera Villosa in piena fioritura. Ed è agosto... 
Hanno portamento aggraziato e morbido. Le linee dei loro grandi cespugli sono tondeggianti e l'occhio ne coglie tutta la bellezza.
Le foglie sono splendide…verde pastello, morbidissime e vellutate al tatto, lanceolate e molto aggraziate. Un arbusto di simili dimensioni, è reso al nostro occhio, etereo e leggiadro, proprio grazie alla leggerezza della tessitura delle foglie a cui si aggiunge l'infiorescenza lacecap, di così bella forma e delicati colori.
Fioriscono tutte in piena estate, fra luglio e agosto.
Un'altra fra tutte le specie di Hydrangea, che si distingue per grazia e leggerezza, è l'Hydrangea serrata.
Sono arbusti provenienti dalla Corea e dal Giappone e sono stati introdotti in Europa, intorno al 1843.
Quasi tutte le cultivar e gli ibridi esistenti (e sono davvero molti) hanno dimensioni contenute. La loro altezza, si aggira intorno a 1-1,5mt..
I fiori sono sia lacecap sia mophead, ma di dimensioni raccolte e di colore blu/violetto nei terreni acidi, rosa, invece, in quelli alcalini-basici e compaiono fra giugno ed agosto.
Le foglie sono lanceolate, di un bel verde e, sul finire dell'estate, fino all'autunno inoltrato, assumono una colorazione rossa che è straordinaria e che le rende particolarmente decorative.
E' una specie parecchio rustica, che sopporta benissimo fino a -20°, considerato che nel suo ambiente d'origine, cresce ad altitudini considerevoli: fino a 1.500mt.
Una nota positiva risiede nel fatto che, benché ami l'acqua come tutte le Hydrangee, non ne richiede così tanta come altre specie.
Ed ora parliamo delle ortensie di montagna…Già, proprio montagna, considerato che la specie della Hydrangea heteromalla, cresce spontanea fino ai 3.300m. d'altitudine, sui rilievi montuosi della catena dell'Himalaya.
Si estende fino alla Cina centro-occidentale, fino ad arrivare a Pechino, dove fu rinvenuta per la prima volta.
Ma è solo nel 1825 che venne classificata, dopo essere stata introdotta in Inghilterra, nel 1821.
Sono piante vigorosissime, considerato che possono crescere fino a 7mt. di altezza e quindi creano, in un giardino di medie-grandi dimensioni, un vero punto di riferimento.
Sono arbusti che, come immaginerete, ben sopportano le temperature invernali più rigide ma, se collocate all'ombra, sopportano anche le calure estive.
Sono tutte decidue, le piante appartenenti a questa specie e, le loro infiorescenze sono molto grandi (nella 'Snow cap' raggiungono i 25cm. di diametro) e sono lacecap prettamente di colore bianco-crema, sia i fiori fertili sia i fiori sterili e solo qualche volta, tendenti al rosa.
Le foglie sono spesso morbide e vellutate al tatto, verde più scuro sulla pagina superiore e più chiare nella pagina inferiore.
Un'altra caratteristica della specie, è il peduncolo rosso delle foglie e la corteccia sfogliante, che lascia scoperto il legno color castano.
Ma la vera "chicca" fra le Hydrangee, sono le rampicanti.
Sono tutte bellissime e hanno infiorescenze lacecap molto vaporose e, soprattutto nell'Hydrangea petiolaris, che nella foto
qui a sinistra, potete vedere mentre è ancora leggermente fiorita malgrado la foto sia stata
scattata ad agosto, la sensazione di vedere una serie infinita e ripetuta di merletti di color avorio, fra un denso e bellissimo fogliame verde scuro, è piacevole e armoniosa.
Sono solitamente piante robuste che si attaccano ai muri senza bisogno di supporto. Nella foto a destra, invece, potete vedere quanto sia eterea la sua infiorescenza.
Crescono vigorosamente e amano molto l'ombra, anche se la Schizofragma 'Hydrangeoides', (un'altra appartenente alla famiglia delle Ortensie rampicanti) non disdegna anche una leggera insolazione.
Le altezze di queste piante si attestano fra i 2,50-3,00mt. e sono decidue. Va considerato che, specialmente nella petiolaris, i rami nudi e sfoglianti, creano un bellissimo effetto, permettendo così un suo utilizzo decorativo, anche nei mesi freddi.
Esiste anche un'Hydrangea rampicante sempreverde ed è la 'Seemani', pianta proveniente dal Sud America. E' una pianta che raggiunge le dimensioni della Hydrangea petiolaris, se coltivata in modo ottimale e, a differenza delle altre rampicanti, la sua infiorescenza è un lacecap irregolare.
Necessita di posizioni riparate nel giardino, ma gradisce un'esposizione leggermente soleggiata, considerato che proviene dalla Sierra Madre, dove le temperature sono piuttosto alte.
Le sue foglie splendide, ricordano un po' quelle del Prunus lauroceraso, anche se, le dimensioni sono più ridotte e la forma è più acuminata.
Fioriscono tutte in primavera inoltrata (maggio-giugno) a parte la Seemani e la Anomala Cordata, che fioriscono in giugno-luglio.
Bene, se state leggendo queste ultime righe, significa che il viaggio attraverso il mondo delle Hydrangee o Ortensie, se più vi piace, ha affascinato anche voi.
In tal caso, vi invito a conoscerle ancora meglio, a studiarle un pochino di più e ad adottarne una o più di una, quanto prima…
Vi ricompenseranno nel migliore dei modi, regalandovi momenti di straordinaria bellezza e infinito piacere. 
Però, se posso permettermi un consiglio, non ripagatele mai in questo modo…
Potare un arbusto così antico, nobile e dignitoso, in modo così ridicolo e avvilente, togliendogli quella morbidezza del portamento così naturale e così armoniosa, per ottenere una figura rigida, goffa e sgraziata, è proprio il peggior regalo che si possa fare ad una pianta che tanto dona e poco chiede…
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