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[19/03/2008] - Magnolia: Coltivazione e Avversità

 

LE TECNICHE COLTURALI

 

 

Coltivare le Magnolie non richiede particolari cure o necessità se non una minima attenzione alle condizioni del substrato e l'esposizione per quanto attiene ad alcune specie.

Il terreno adatto alle loro esigenze è quello che ha la caratteristica di tendere all'acido (salvo per ciò che riguarda la Magnolia delavayi che invece richiede suoli calcarei) e di essere abbastanza soffice o, comunque, ben lavorato e che abbia la peculiarità di assorbire bene l'umidità e di trattenerla senza creare ristagni. Per quanto attiene alla Magnolia grandiflora, si può con certezza dire che accetta anche suoli un po' più pesanti mentre la Magnolia soulangeana e la Magnolia stellata, vi si adattano con maggior fatica e vanno più incontro alla clorosi.

Per quanto attiene, invece, all'esposizione meglio in assoluto offrire loro una posizione in cui possano anche godere di qualche ora al riparo dal sole cocente ma, qualora non fosse possibile, accettano anche esposizioni soleggiate sempre che, soprattutto nei primi due anni dall'impianto, le si aiuti con costanti e profonde irrigazioni. Soprattutto la Magnolia stellata ama questa condizione di umidità costante del substrato e buoni risultati si ottengono piantumando al piede una tappezzante vigorosa che ombreggia e impedisce un'evaporazione repentina dopo le piogge o le irrigazioni.

Altro suggerimento importante è quello relativo alla buca d'impianto. Soprattutto le specie a portamento arboreo necessitano di profonde e larghe buche che consentono alle radici della pianta di trovare terreno soffice e ben smosso che favorisce il loro attecchimento. Sul fondo della buca è anche consigliabile apporre dello stallatico ben maturo, coprire con uno strato di terra e quindi procedere all'interramento del pane radicale del nostro albero.

Come dicevo poc'anzi, è sempre fondamentale, nel periodo che segue la messa a dimora, che il terreno conservi il giusto grado di umidità; è un dato di fatto che la vigoria della pianta, la salute del fogliame e una rigogliosa fioritura, dipendono molto da costanti e ritmiche innaffiature. Non v'è dubbio che alternanza di irrigazioni o lunghi periodi di siccità provochino parziali arresti della vita vegetativa della nostra Magnolia e la conseguenza è spesso una parziale caduta del fogliame o il suo ingiallimento, oppure possono essere pregiudicate la formazione e la schiusa dei fiori.

Per essere sicuri che non manchi mai il necessario nutrimento è preferibile intervenire in due momenti distinti nell'arco dell'anno: autunno e primavera. In autunno è indicato spargere attorno al piede della pianta, ma ad una distanza dal colletto di circa 5-8cm., dello stallatico maturo e muovere leggermente il terreno sottostante per interrarlo appena. In primavera, invece, già dall'inizio di marzo per tre volte nell'arco del mese, somministrare un secchio d'acqua in cui versare del concime liquido di natura minerale e a questo composto va aggiunto anche solfato di ferro nella misura di 4 grammi per litro d'acqua e ripetere questo trattamento fino all'arrivo del caldo.

Il solfato ferrico, oltre a rappresentare un componente essenziale per il nutrimento dei vegetali, ha la funzione di scongiurare la clorosi che è più o meno una sorta di "anemia" della pianta oltre ad esercitare un'azione disinfettante sulle radici. Tamponando il problema clorosi, mantiene il fogliame di un bel verde vivo.

Nel mio precedente articolo già avevo anticipato che le Magnolie non necessitano di periodiche potature di sorta. Per tutte le Magnolie è sufficiente un taglio di riordino, attento e contenuto, al solo scopo di eliminare i rami deboli, quelli lesionati o che dessero all'esemplare un aspetto poco armonioso se non addirittura disordinato. Va comunque ricordato che le Magnolie grandiflora coltivate in forma libera, non hanno un aspetto compatto e, in taluni casi, potrebbe anche essere leggermente disordinato. Qualunque intervento, va quindi valutato sulla scorta della specie e se si decide di allevarle in forma libera, andrebbe anche tenuto conto di questo fattore.

Sempre parlando di questa specie di Magnolia, così come di altre appartenenti al genere e di grandezza considerevole, non bisogna anche dimenticarsi che, pur crescendo lentamente, con l'andar del tempo assumeranno altezze rilevanti e, pertanto, è buona norma -per non dover intervenire pesantemente sull'albero, minandone la salute e la durata della vita- tenere in debito conto che necessitano di ampi spazi per potersi esprimere liberamente e per poter fornire quella bellezza e quelle caratteristiche ornamentali senza che queste creino fastidi o problemi a chi abita lo spazio di casa e giardino. Difficilmente sono invadenti anche in relazione ai vicini ma, ribadisco, meritano sempre un occhio di riguardo per le altezze che raggiungono a maturità.

Sappiamo che molte di queste essenze sono alberi di media e grande altezza ma vi sono anche specie che si possono coltivare in forma arbustiva ed essere utilizzate nei terrazzi o sui grandi balconi. I contenitori che meglio si prestano alla loro coltivazione devono avere un'altezza non inferiore agli 80cm. e devono essere altrettanto larghi. Non bisogna poi dimenticare che simili "vasi" una volta riempiti di terra -e maggiormente quando questa è intrisa d'acqua- acquisiscono pesi notevoli, a volte tali da pregiudicare la struttura portante: la statica di balconi e terrazze va sempre tenuta in grande considerazione per scongiurare pericoli a se stessi e ad altri. Quindi buona norma è sempre quella di chiedere presso l'Amministratore o presso l'impresa costruttrice, i dati relativi alla portata di carico per cui è progettato il balcone e/o il terrazzo.

Per una buona riuscita colturale di questi esemplari all'interno di grandi vasi, è utile collocare sul fondo uno strato drenante costituito da ghiaia mista a carbone di legna oppure ad argilla espansa. Il terriccio deve essere leggermente acido mescolato a torba.

Maggiormente per la coltivazione in vaso rispetto a quella in piena terra, l'ideale è posizionarle in mezzombra e al riparo dai venti mentre è importante che la vostra pianta riceva rugiada e pioggia e che goda di molta luce senza venir raggiunta dai raggi del sole nelle ore centrali della giornata: benefici sono quelli del mattino e del tramonto.

 

LE AVVERSITA'

Pur essendo potenzialmente attaccabili da parassiti di diverso genere possiamo serenamente affermare che nessuno di questi è noto per essere un suo giurato nemico. Stessa cosa per le fitopatologie. Non ci sono funghi tipici o malattie per questo genere che attacchino la corteccia, fiori e foglie.

Solo nel caso della coltivazione in vaso, è preferibile fare dei trattamenti preventivi o mirati al bisogno, stante il fatto che vivendo in vaso, la pianta non è nel suo migliore habitat e, pertanto, è maggiormente esposta agli attacchi di parassiti e malattie. In primavera, quindi, non sarà di certo un danno, una volta ultimata la fioritura per le specie che emettono fiori in questa stagione, procedere ad un'irrorazione con anticrittogamico e altrettanto raccomandibile è irrorare leggermente con un antiafidico (contro gli afidi) e un anticoccidico (contro la cocciniglia) per eliminarli sul nascere. Basterà comunque fare una "passata" con quel che resta delle "pozioni" che utilizzate dopo aver irrorato altri generi di piante presenti sui vostri terrazzi per preservarle quel tanto che basta.

Il possibile deperimento di una Magnolia coltivata in pieno campo, invece, consiste soprattutto negli errori di coltivazione da individuarsi nella scelta del substrato, da annaffiature somministrare in maniera irrazionale o da un clima eccessivamente secco.

Una volta rispettate queste condizioni e apportata la giusta concimazione le Magnolie, siano esse a foglia caduca o sempreverdi, reagiscono sempre positivamente e fioriscono senza risparmiarsi. Una cosa importante che va detta è quella di non aspettarsi una copiosa fioritura il primo anno d'impianto. Difficilmente una pianta, qualsiasi essa sia, nel momento in cui sta adattandosi e sta effettuando l'attecchimento iniziale, fiorirà come vorremmo noi. E' una questione di economia delle risorse. Se la pianta dovesse spendere tutto ciò che ha a disposizione per nutrire radici, foglie e quant'altro e in più dovesse anche fiorire, sa bene che non sopravviverebbe. Così, limita di molto la fioritura privilegiando la sua sopravvivenza.

Non temete quando vi trovate di fronte ad una simile situazione e praticate, invece, la più preziosa delle virtù che un saggio giardiniere deve avere: la pazienza.

Autore: Anna Damiani

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