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[22/04/2008] - L'Acqua del Giardiniere

Un aprile largamente piovoso e il giardiniere non può dedicarsi a tutte quelle attività che tanto lo gratificano e che tanto ha aspettato di poter praticare, così è tempo di osservare…

Vago in giardino malgrado la pioggia e noto che comunque, negli alberi, la foliazione è ad uno stadio avanzato malgrado  le  temperature non così miti relativamente al periodo, e noto anche, che le fioriture si palesano sfidando le intemperanze di Giove pluvio.
Il prato appena falciato è già quasi pronto per un nuovo taglio e sono abbastanza stupita del fatto che, invece che rallentare a causa del poco sole, tutto proceda con estrema vivacità.

Cominciano le domande…Ma perché? Che strana cosa…Come mai questo?
La risposta giunge improvvisa…è l’acqua! Ma certo!

L’acqua, l’acqua che cade copiosa in Inghilterra e rende i giardini un tripudio di bellissime fioriture, di arbusti che mostrano crescite che non corrispondono mai alle nostre, almeno in base a quanto suggeriscono le dimensioni indicate dalla Royal Horticultural Society, che dona quella colorazione verde tenero e rilucente a prati stabili e pascoli in ognidove di quelle terre.

Ricordo bene un piccolo giardino, il cui nuovo impianto era sostanzialmente di erbacee perenni,  tutto ben calibrato e dosato per le dimensioni di quel tutt'altro che grande spazio. Curve studiate, misure delle piante  controllate e pensate, insomma tutto perfetto.
Ma l’acqua fece la differenza…L’impianto di irrigazione utilizzato senza parsimonia, rese quel laborioso studio un fallimento: tutte le essenze divennero enormi, crebbero a dismisura, alterando tutta la struttura che il progettista aveva dato al giardino e annullando ogni risultato.

L’acqua, un bene prezioso per ogni giardino, per ogni essenza che lo componga, benefica per i prati ma anche per gli  alberi, indispensabile per i contadini ma anche per i giardinieri.
Rende vitale il giardino, permette le fioriture e favorisce la crescita.
Lo sanno bene le Rose che il caldo limita fortemente…Quando gli amici del sud mi chiedono quali Rose utilizzare, la prima cosa che chiedo loro è quanta acqua abbiano a disposizione da somministrare. Diversamente è  un’impresa inutile e frustrante: quando fa tanto caldo e c’è scarsità di acqua, le Rose cedono il passo e si addormentano per sopravvivere al caldo e alla siccità.
La loro crescita si ferma e le fioriture si azzerano, insomma non si compra certo una Rosa solo per avere un arbusto verde e per giunta spinoso!

L’acqua…Già, l’acqua…Ma è giusto? Cioè è giusto che i nostri giardini vengano irrigati copiosamente quando questa sta diventando, ogni giorno di più, un bene da conservarsi ad ogni costo?
Inutile negare che i tempi che verranno saranno durissimi in questo senso e, chi vive al nord, ha già visto le differenze tra gli inverni di qualche anno/decennio fa e quelli odierni. Bisognerebbe, allora, fermarsi a riflettere sul fatto che, in un tempo relativamente lungo, un po’ ovunque dovremo utilizzare l’acqua in maniera ragionata. (Qui a lato l'immagine dal sito del Comune di Cernusco sul Naviglio (Mi) che ha aderito alla campagna "50 Comuni per l'Acqua bene comune")

Se ci pensiamo, i nostri giardini, sono per lo più spazi allestiti con una varietà di piante che solitamente hanno un fabbisogno idrico medio-alto.
Non voglio criticare o, tantomeno, biasimare ma spesse volte, un piccolo sforzo che non sia volto solo unicamente alla ricerca del bello o di ciò che piace, di ciò che desideriamo se non addirittura bramiamo, ma anche a qualcosa che abbia un quid in più in relazione al consumo dell’acqua, è qualcosa che può, pian piano, educarci e prepararci al fatto che, inevitabilmente, molti generi e specie son destinati a non trovare più, nemmeno al nord, l’ambiente ideale per vivere.

Proviamo a riflettere anche sulla quantità d’acqua che si utilizza per mantenere costantemente verde il prato…Certo, un  prato rigoglioso e verdeggiante dona respiro nelle estati assolate, ma ha senso?
Certo se si parla di una piccola o piccolissima estensione tenuta a prato, lo spreco è davvero minimo, ma in un prato di grandi dimensioni?

Di sicuro siamo ammaliati e ammalati di anglofilia verde ma l’Inghilterra è l’Inghilterra e la sua posizione geografica le consente, senza ombra di dubbio, scelte che a noi sarebbero quasi proibite se non fossimo corredati di un buon corredo idrico e tutto ciò, a mio avviso, è una forzatura che rientra negli sprechi consumistici di un pianeta che non se lo può permettere e che, oltretutto, eticamente si rivela uno schiaffo in piena faccia a tutte quelle popolazioni che nel mondo non hanno acqua, non per irrigare i campi –figuriamoci i giardini-  ma per sopravvivere.

 



 

Impariamo a guardare con occhi diversi anche le piante che hanno minori necessità idriche. Magari non saranno proprio quelle che ci fan perdere la testa fra tante e tante essenze, ma possono, nel loro piccolo, contribuire ad economizzare una risorsa indispensabile alla vita di ogni essere vivente che popola questo pianeta e, allo stesso tempo, educare ulteriormente il giardiniere.

Solo qualche nome solo per iniziare il percorso: fra i piccoli alberi l’Alloro (Laurus nobilis), il Corbezzolo (Arbutus unedo)  e fra i grandi e medi arbusti, la Buddleja, il Cotynus, l’Hybiscus e ancora la Nandina, il lieve Caryopteris, le meravigliose Spirea, in particolare le
bumalda o japonica, la Phyllirea, il Vitex Agnus-Castus, il Teucrium fruticans

Fra le erbacee perenni le Euphorbia, le Lavandule, la Perovskia, l’incredibile Bergenia -che non chiede mai nulla e si adatta a qualunque clima ed esposizione-, il Centranthus, il Senecio cineraria, l’Helichrysum, la Kniphofia, i versatili Hemerocallis, la meravigliosa Phlomis. Insomma la lista potrebbe continuare per molto e non ha senso, adesso, elencarle tutte, ma basterebbe solo cominciare a pensarci anche per sentirsi parte attiva nel proteggere un grande bene per tutti…l’
Acqua.

Autore: Anna Damiani

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