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[23/01/2008] - Giardini d'Inverno

Un’insolita malinconia accompagna il giardino in queste nebbiose giornate di gennaio.
E’ inconsueta questa mestizia nel mese in cui, tutto dovrebbe apparire agli occhi come atleti cristallizzati ai blocchi di partenza.
Un cinorrodo di ‘Chapeau de Napoleon’ si protende per mostrarmi quanta altra bellezza rechi in sé.
Magnifica, di una vigoria non facile a trovarsi in una rosa.

Splendidi e sfolgoranti i suoi fiori, curiosi i suoi boccioli, non smette di stupirmi e di colpirmi stagione dopo stagione.
Lei, tacita, si avvicina a me e mi fa capire quanto possano essere magnifiche queste piante quando si impara a capirle, quando le si adagia nel migliore -e a loro più gradito- dei modi, nella nuda terra, quando ancora tutto è freddo.
Lo faccio sempre con deferenza, come se consegnassi un oggetto delicato nelle mani di un energumeno che temo potrebbe urtarne la bellezza. Movimenti delicati ma sicuri, protezione e forza, le stesse che darebbe una qualunque madre ad un figlio da crescere.

Curioso, invece, come questo giardino sappia produrre piccoli segni di qualcosa che è ancora vivo.
Mi rendo conto, percorrendolo in questa giornata bigia e uggiosa, che ho saputo lavorare. Ovunque volga lo sguardo, colgo un segno, il segno di qualcosa che è rimasto, frutto della stagione appena trascorsa.

Ecco qui, il frutto del Cornus florida ‘Rubra’. Piccolo tra i piccoli, non passa inosservato. Vivacemente rosso e lucido, regala al mio sguardo un pezzetto di allegria.
Non ci son più le sue magnifiche brattee ma, di queste, è rimasto questo frutto che campeggia orgoglioso fra i rami spogli, a ricordare il passaggio della meraviglia.

La nebbia avvolge e ingrigisce il giardino, ma solo se non avremo inserito nel nostro giardino, quelle piante che ci possano ricordare ciò che abbiamo appena lasciato.
Quasi una malinconia il pensiero di quanto sfolgorante fosse la bellezza che trionfava un po’ ovunque, quando il tepore della primavera e il caldo dell’estate avvolgevano tutto, ma è un pensiero che subitaneo attraversa la mente e che repentinamente ci abbandona nello scoprirci a pensare che presto la bellezza busserà alla porta.

Un’altra attesa…La Magnolia soulangeana. Da mesi ha preparato le sue gemme a fiore e, giorno dopo giorno, le ha ingrossate nell’attesa.
Lei ed io attendiamo…Attendiamo il tepore che le faccia schiudere, la morbidezza della primavera che ci farà ancora provare meravigliose emozioni e palpitanti sensazioni.

Ma altri segni colpiscono il mio sguardo.
Incredula scopro che nella nebbia un lieve tratto di rosa madreperlato si profila davanti ai miei occhi: è 'New Dawn'. Un improvvido fiore di questa stupenda rosa, ancora cerca di sconfiggere l’inverno, tenta con grande forza di sferrare un fendente al gelo, di bucare il grigiore brumoso, di gridare al mondo che niente può impedire alla bellezza di trionfare.
Questa rosa rampicante non dovrebbe mancare nei giardini meno soleggiati. Accetta di buon grado una collocazione meno felice, cercando di far diventare una qualità quel sacrificio: nella mezzombra, infatti, il suo rosa delicato e pastello si esalta in contrasto al fogliame verde scuro e luminoso, dando valore a quella luce che solo la mezzombra sa dare nel far risaltare i colori più tenui che il sole sbiadirebbe alla vista.

Il fiore di una Yucca mi si para dinnanzi madido di condensa…E’ una mano guantata la nebbia, e avvolge piante e fiori. La carezza che posa sulle corolle, meritatamente aggiunge e nulla toglie alla loro grazia.

Che dire delle spighe leggere di un Pennisetum alopecuroides ‘Cassian Choice’ appena sfiorato da infinitesimali gocce di bruma che lo decorano come se fosse la miniatura di un antico lampadario veneziano? Stupende essenze, piene di grazia e di morbidezza queste Graminacee ornamentali, purtroppo ancora poco usate e conosciute, donano alle nostre bordure un valore inusitato. Erba, dicono in molti, in fondo è solo erba. Vero, ma giudicate voi stessi…

Incauto Tarassaco che hai avuto l’ardire di fiorire in inverno! Ed ora che la nebbia l’ha avvolto, come farà il tuo soffione a far volare lontani i suoi frutti? Questa grande mano ha sfiorato anche il tuo pappo e non potrai lasciare la terra per volare libero e lieve nell’aria e spargere te stesso ovunque. Dissennato Tarassaco, mai avresti pensato di venire al mondo quando la stagione era ostile e mai avresti pensato di nascere libero e morire prigioniero!

E’ una pianta curiosa il Rhus typhina ‘Laciniata’ per quegli strani brividi da cui viene percorsa la corteccia dei rami più nuovi. La mano fredda e umida della nebbia, sembra muovergli un fremito di cui rimane preda per ore ed ore. Un gruppetto delle sue foglie, invece, sembra volteggiare in quella bruma invernale e, come un girotondo di bambini, gioca divertita imprigionandola e lasciandosi avvincere.

Qualcosa è successo, qualcosa è passato, qualcosa è finito…Ma qualcosa si annuncia: è il Ciliegio.
Una foglia, l’ultima foglia dell’albero non è riuscita a toccare terra. E’ rimasta prigioniera del suo sogno, forte di non voler lasciar andare la sua vita, combattiva nel non voler ritornare alla terra. È la vita che vuole vivere e le gemme, già pronte da tempo su ogni rametto, lo testimoniano in questo frammento di vita e morte che ora sembrano congiunte.

E questo spettacolo di sonaglini luminosi che fanno danzare gli aghi del Cedro e del Pino domestico, cos’è mai? È magia? È l’incantesimo di una fata? O sono solo piccole stille festose che salutano colei che, accarezzando tutto, lascia come ricordo del suo passaggio una coltre di infinite goccioline d’acqua? Stupefacente la rivelazione! Malìa di un fenomeno naturale che riesce ad esaltare così tanti piccoli e grandi particolari.

Ma è una rosa a dare maggior pregio al giardino o è il ragno? Forse la rosa o forse il ragno…Ma senza la nebbia che ne sarebbe stato della rosa e del ragno ora, invece, sottile intaglio e trama di cristalli?

Ogni singolo evento, ogni singolo essere rendano vivo e vitale il giardino, ne sono parte integrante e preponderante. Ogni piccolo particolare può essere emozione ed ogni emozione può essere particolare. Infiniti i giochi in un giardino e non solo di parole. Infinite le possibilità di leggerlo come se usassimo una grande lente o di setacciarlo come se lo passassimo al microscopio. Infinite le emozioni…





Non pensate mai, nemmeno un istante, che il giardino si spenga e muoia quando il freddo lo coglie, quando gli alberi e gli arbusti sono nudi, quando la vita sembra sospendersi. Rianimate questa stagione inserendo nel vostro spazio, quelle essenze che sanno portare sui propri rami i ricordi del bel tempo passato, che recano un segno della loro vivace esistenza, che vi rivelano l’Incanto, che vi ricordano ogni giorno che il giardino è Vita.



Autore: Anna Damiani

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