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[30/10/2007] - Balzane Idee

Ogni sera la signora Angela, ormai quasi ottuagenaria, esce a far visita all’orto, assolutamente sontuoso nella sua contadina ricchezza.

Ordinati cespi di lattuga, divertenti e slanciate piante di pomodoro, le lame grigiastre delle piante di carciofo sono tutte disposte con razionalità su un terreno tanto scuro e ricco da palesarsi immediatamente come il regno di mille lombrichi.

Ad ogni modo, da quando non è più lei a prendersene cura, l’orto è sensibilmente cambiato.

Le sue amate Rose da taglio, che proprio in questa stagione continuano a fiorire riccamente su lunghi steli spinosi, non si ergono più solitarie in testa ad ogni coltivazione.

Come rose da taglio ci riferiamo sostanzialmente alle HT (Hybrid Tea, Ibridi di Tea), piante che, ibridate per la prima volta nel XIX secolo, fanno oggi la parte della rosa per eccellenza nell’immaginario collettivo. Sono squisitamente belle per i boccioli allungati e la forma turbinata del grande fiore, quanto sgraziate e veramente irritanti in giardino, per il portamento eretto e rigido dei gambi allungati, per di più pochi, scarsamente ramificati e con fogliame rado e grossolano.

In giardino, ogni pianta dovrebbe entrare a far parte di un insieme organico, diventare parte distinta ma integrata nel tutto, in modo che sia l’insieme ad avere un’identità, e non solamente la pianta presa in sè.

Con le Ibride di Tea tutto questo è pressochè impossibile. Si rifiuteranno di chinare il capo di fronte alla richiesta di armonia del luogo, si imporranno sempre e comunque, arroganti e stridenti.

Tuttavia, le Rose HT sono estremamente utili. Producono fiori perfetti da recidere e, nelle più moderne varietà, anche ben profumati. Ritengo opportuno, per questo motivo, che siano destinate alla dimensione dell’utile per eccellenza, quella dell’orto.

Per cui, torniamo a parlare dell’orto della nostra Angela e di sua figlia che, per quanto si sforzi di concepire quello spazio con un sano materialismo, ha finito col voler mitigare l’aspetto di quelle rose.

A causa delle sue balzane idee, infatti, queste non svettano più come rigidi soldatini sul fronte degli ortaggi.
O meglio, continuano a farlo, ma su una soffice nuvola verde tenero e porpora scurissimo.

Alla base delle Rose cresce ora un tappeto che ricorda delle spumeggianti piume di struzzo: sono le piante di finocchio, Foeniculum vulgare, dal fogliame caduco e finissimo, verde fresco. La leggerezza di questa nuvola verde, riesce in parte a smorzare la staticità delle rose da taglio. Vicino agli ampi gruppi della specie tipo, cresce anche il più vistoso Foeniculum vulgare ‘Bronze’, dal fogliame color porpora scurissimo.



Questa pianta, particolarmente bella, è anche utile: ha buone proprietà terapeutiche e, soprattutto, è ottima in cucina. Se ne possono usare i semi come spezia e le foglie come insalata, ma in Italia se ne mangia soprattutto il grumolo (a cui spesso erroneamente ci si riferisce come bulbo).

Se vorrete usarla essenzialmente come ornamentale, e merita, sarebbe davvero interessante procurarsi Foeniculum vulgare var. dulce, questa è infatti una pianta perenne, mentre la specie tipo usualmente coltivata è biennale, che può crescere anche fino a 1.8 m! Una passata di forbici sarà ben tollerata ogni volta che si renderà necessario ridimensionarla. La varietà ‘Bronze’ che sopra citavo, deriva proprio da questa sottospecie, che non sviluppa il grumolo.

Esistono anche altre varietà, come ‘Smokey’, ‘Giant Bronze’, ‘Purpureum’. Infine, è da segnalare la sua scarsa rusticità: già a –5 °C potrebbe decidere di abbandonarvi. Ma la semina del finocchio è facile e può avvenire direttamente all’aperto, da luglio, o in semenzaio a febbraio-marzo.




Ogni volta che incrocia la figlia a lavorare nell’orto, Angela bofonchia qualcosa contro quell’inutile distesa rigogliosa di scapolini dorati e vaporosi.

Ma ogni sera, quando è finalmente sola nel suo spazio, si siede e si trova a godere del felice connubio tra l’utile e il dilettevole, probabilmente nelle sue più remote convinzioni, inutile, tra le razionali simmetrie contadine e il gruppo di finocchi ornamentali, allegramente sparpagliato sul terreno di fronte alle rose, ora più belle che mai.

(Tutte le fotografie del Foeniculum sono tratte da siti Internet)

Autore: Lorenzo Rebediani

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