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[15/05/2009] - Coltivazione cactacee: Aria e Luce

Premessa
La frase ricorrente che i visitatori delle nostre mostre ripetono è: “Queste piante sono bellissime, mi piacciono tanto, ma non riesco a tenerle. Per quante ne compro, tante ne faccio morire”.
Naturalmente gli amanti delle succulente, sono dispiaciuti di sentire che tante piante muoiano e soprattutto che tanti potenziali “amici delle grasse” si privino del piacere di coltivarle e di vederle crescere e fiorire.Crassula tomentosa - foto di Emilio Capacci
A questo scopo ci siamo proposti di riassumere con parole semplici un piccolo trattato sulla coltivazione delle piante succulente, fornendo le nozioni basilari per una corretta coltivazione.
Prima di tutto si deve prendere in considerazione l’ambiente in cui la pianta che vogliamo coltivare vive in natura, che come si è detto, può essere il più disparato, ma del quale interessano i fattori in comune che principalmente sono: l’aria, la luce, l’acqua, la temperatura, la natura fisica e chimica del terreno.
Gli altipiani del Messico, per esempio, o le altitudini delle Ande, come le zone aride del Sud Africa, sono molto soleggiate, subiscono venti costanti che, oltre a mantenere il suolo arido, abbassano la temperatura corporea delle piante. In queste zone il suolo è arido e quasi esclusivamente formato da una struttura minerale; l’acqua è presente solo in brevi periodi dell’anno.
Se pensiamo a questi ambienti possiamo capire perché una pianta grassa, pur con tutto lo spirito di adattamento di cui è capace, non può vivere sulla scrivania di uno studio, e neanche nell’ingresso di una banca o di una boutique.
Prendiamo ora singolarmente gli elementi sopra menzionati che vanno tenuti in conto per coltivare al meglio le nostre piante.



L’aria
Le succulente, più di ogni altra pianta, hanno bisogno di una buona ventilazione che elimini i ristagni di umidità. Quindi le piante delle nostre collezioni dovranno essere posizionate nella parte più esterna del balcone o del terrazzo, oppure in zone del giardino aperte, evitando angoli chiusi o ripiani addossati al muro a mo di libreria dove le piante sono sapientemente incastrate fra di loro tanto da non lasciar circolare né l’aria né i parassiti.
Con questa sistemazione non sono controllabili i marciumi ma nemmeno gli attacchi dei parassiti che abilmente si annidano sempre sul lato coperto e nella parte della pianta che non si vede.
Sarebbe più opportuno, coltivando piante succulente accontentarsi di avere qualche pianta in meno ma sistemandole in modo che si possano osservare bene su tutti i lati e in luoghi ben ventilati; avremmo piante più sane, più naturali e più piacevoli da vedere e da mostrare.



La luce
E’ molto importante coltivare le piante in piena luce, cercando di imitare l’ambiente in cui vivono in natura, nel quale, data la forte insolazione, hanno sviluppato strategie la cui peculiarità è tanto apprezzata dai collezionisti. Un esempio ne sono la pruina bianca (una patina candida che ne ricopre il fusto e le foglie), la folta peluria, l’arrossamento dei tessuti che si può riscontrare in alcune Crassulaceae o le spine, possenti e intricatissime, talvolta completamente bianche o finementeMammillaria laui - foto di Emilio Capacci pelose, che ricoprono il fusto di molte Cactaceae.
Queste strategie producono conseguenze particolarmente apprezzabili sul piano estetico, il che le rende ancora più apprezzate e ricercate dal collezionista e dall’amatore.
Un formidabile esempio è la candida pruina dell’Echeveria lauii o della Dudleya brittonii. Chi non le apprezza?
Se queste piante però vengono coltivate in ambienti poco luminosi finiscono col perdere le loro caratteristiche e si trasformano in banali rosette, né bianche né verdi.

Un’altra fatale conseguenza della scarsa luminosità è l’eziolamento, cioè l’allungamento innaturale delle piante verso la fonte di luce cui consegue un innaturale assottigliamento del fusto, l’indebolimento dell’epidermide e il ridimensionamento delle spine che diventano sempre più piccole fino a scomparire.
Queste deformità abbondano nelle piante dimorate negli uffici, negli angoli bui delle case o nei negozi di piante e fiori che vendono anche succulente e, più in generale, in tutti gli ambienti poco illuminati o illuminati solo artificialmente per mesi o addirittura per anni.
E’ triste vedere quanto soffrono le succulente nell’“angolino desertico delle piante grasse” che, dopo qualche tempo si trasforma nell’angolino degli obbrobri.
Inutile stupirsi se alle nostre mostre le piante sfoggiano una abbondante fioritura, meglio chiedersi come mai quelle Lithops dorotheae - foto di Emilio Capaccidell’“angolino desertico” non fioriscono mai.
Bisogna ricordarsi che fiore e frutto nelle piante sono sempre il premio di una coltivazione ottimale.
La mancanza di piena luce (che deve essere perpendicolare alla pianta e mai obliqua), non è certamente una condizione ottimale ma è la ragione principale della mancata fioritura di una pianta.
Non è facile in appartamento ricreare le condizioni di luce ottimale per la coltivazione delle piante grasse, così come non è facile su di un balcone o su di un davanzale laddove la luce non arriva perpendicolarmente alle piante ma sempre di lato, così che esse tendono a piegarsi e ad allungarsi verso la fonte luminosa, deformando il fusto con curvature irregolari e innaturali.
Per chi non possiede una serra, l’ambiente ottimale è senz’altro il giardino o il terrazzo esposto alla luce diffusa e uniforme e in cui le piante succulente, per alcune ore della giornata, si trovino in pieno sole.
Con ciò non si preclude il piacere di coltivare piante succulente a chi non dispone di un terrazzo, di un giardino o di una serra; ci sono piante che prosperano anche in ambienti poco luminosi, come per esempio le piante Epiphite come l’Epiphillum, l’Epicactus, l’Aporocarpus, la Hoya, la Ceropegia e alcuni tipi di Crassulaceae e di Euphorbiaceae. E’ sufficiente chiedere agli specialisti e ciascuno potrà trovare le piante più adatte al proprio balcone o davanzale e bendisposte alla vita in appartamento.
Per concludere, una buona esposizione alla luce è importantissima per almeno l’80% delle piante succulente.

Autore: Emilio Capacci

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