Conoscere le Piante
- » La Botanica
- » Come sono fatte le piante
- » Come vivono le piante
- » La classificazione
- » Oltre il Giardino
- » In Casa
- » In Giardino
Impariamo a Coltivare
- » La Grammatica
- » La Pratica
- » Post Scriptum
I Protagonisti
- » Bonsai
- » Cactacee e Succulente
- » Camelie
- » Prato e Tappeto Erboso
- » Rose
- » Gerani e Pelargoni
- » Magnolie
Curiosità e news dal mondo verde
- » Curiosità e news
Giardini del Mondo
- » Giardini Italiani
- » Orti botanici
La Storia del Giardino
- » Il Giardino Antico
Diario di un Giardiniere
- » Gennaio
- » Febbraio
- » Aprile
- » Giugno
- » Settembre
- » Ottobre
- » Novembre
[21/05/2009] - La semina
Il periodo più indicato per mettere a dimora i semi delle piante succulente è compreso tra il 15 aprile e il 15 luglio, tuttavia i risultati migliori si ottengono seminando entro il mese di aprile.
Non disponendo di un semenzaio riscaldato, le semine vanno effettuate utilizzando vasetti quadrati delle dimensioni di circa 8x8 cm. Se si tratta di collocare un numero limitato di semi possono essere usati anche vasetti di dimensioni inferiori (5x5 cm.), che vanno sistemati su di una vaschetta di plastica con il coperchio trasparente.
Il tutto va sistemato in un luogo caldo e in piena luce, (ad esempio sul davanzale interno di una finestra esposta a sud), in cui la temperatura oscilli tra i18° e i 25° C.
Naturalmente ognuno troverà la sistemazione più consona all’ambiente in cui vive.
Per prima cosa, i vasetti vanno riempiti, fino a ¾ della loro capacità di normale terriccio da succulente e il rimanente quarto va ricoperto con un substrato cosi composto: 50% di torba fine da semina e 50% di lapillo di granulometria fine (1-2 mm.).
Il terriccio va pressato leggermente e i semi vanno sparsi sulla superficie, avendo cura di ricoprirli con una leggera spolverata dello stesso lapillo utilizzato per la miscela.
È opportuno inserire una etichetta nel vasetto per ricordare genere e specie della pianta seminata, nonché la data di semina e la provenienza dei semi.
I vasetti devono essere poi sistemati dentro la vaschetta ben vicini l’uno all’altro, in modo da dimorarne il maggior numero possibile; nella vaschetta va versata acqua, meglio se piovana, finché il suo livello raggiunge circa la metà dell’altezza dei vasetti e successivamente il coperchio (trasparente) della vaschetta va richiuso per creare il microclima caldo-umido ideale alla germinazione che avverrà in tempi diversi a secondo delle specie.
Disponendo di molti semi di specie diverse conviene suddividerli in vaschette diverse, proprio per rispettare i diversi tempi di germinazione.
Se si dispone di pochi semi, sarà necessario togliere le plantule (con il loro vasetto), mano a mano che germinano e riporli altrove.
I vasetti coi semenzali già tolti dalla vaschetta coperta, vanno dimorati in un’altra vaschetta, simile alla prima, e posti in luogo ventilato e luminoso, ma non in pieno sole (in tale caso bisogna avere cura di ombreggiarli) e per tutta l’estate e parte dell’autunno devono avere un paio di centimetri di acqua in fondo alla vaschetta.
A fine autunno si cessano le innaffiature e si lasciano asciugare i vasetti che si riportano nello stesso posto in cui hanno germinato, per passare l’inverno ad una temperatura tra gli 8 e i 10° C.
Durante l’inverno non hanno bisogno di innaffiature e, in caso si disidratassero troppo si può intervenire saltuariamente vaporizzandoli leggermente con uno spruzzino.
All’inizio delle primavera successiva, i semenzali vanno tolti dai loro vasetti e ripichettati in una cassetta di polistirolo o altro materiale, sistemandoli in file e distanziandoli fra di loro di alcuni centimetri. Da questo momento in avanti, vanno trattati come piante adulte, e bagnate a intervalli regolari facendo attenzione che tra una innaffiatura e l’altra il terriccio si asciughi completamente.
Data l’elevata umidità presente, i semenzali possono essere attaccati da muffe o funghi; è pertanto consigliabile irrorare con un buon fungicida a largo spettro, e tenere le piantine in luogo ben ventilato.
Alcuni consigliano di sterilizzare il terriccio in forno o nella pentola a pressione, ma questa pratica non è sempre necessaria.
Le larve di una piccola mosca chiamata sciara, spesso danneggiano i semenzali anche se in realtà sono ghiotte del muschio che nasce in mezzo a loro. Per ovviare a un attacco di sciara, qualsiasi tipo di insetticida è sufficiente.
Anche le lumache potrebbero cibarsi delle piccole plantule, meglio quindi evitare di esporre i semenzali in luoghi infestati, o avere la cura di spargere dell’esca lumachicida attorno alla seminiera.
Un altro frequente problema è la formazione di croste sulla superficie del terriccio che sollevandosi estirpa le radici uccidendo le plantule. A questo problema si può ovviare innaffiando con acqua piovana (priva di calcio), e non lasciando mai asciugare il terriccio.
I semi contengono il nutrimento necessario a produrre ed alimentare le plantule e il terriccio nuovo che è stato predisposto dovrebbe assicurare una buona crescita. La concimazione e l’apporto di un ulteriore nutrimento non dovrebbe, in linea di principio, essere necessario. Tuttavia, se si intende integrare il nutrimento e velocizzare la crescita, si può aggiungere all’acqua d’irrigazione un concime liquido ad alta concentrazione di fosforo e potassio (ad esempio il concime liquido per gerani), tenendo conto, per il dosaggio, che vanno seguite le istruzioni riportate sulla confezione senza abbondare né in concentrazione né in frequenza e non concimando più di una volta al mese.
- Substrato per la semina
- Vasetto pronto per la semina
- Seminiera di fortuna fatta con una cassetta portaestintore
- Plantule di 20 giorni
- Astrophytum mirostygma di 6 mesi
- Vaschetta con plantule ripichettate
Autore: Emilio Capacci (foto e articolo)

eFiori.com - Regala emozioni da casa tua! [