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[10/01/2008] - Camelia, mon amour...La sua Storia
La Camelia (il cui nome botanico è Camellia) è un fiore che meriterebbe si scrivessero pagine e pagine di de
scrizioni per rendere al meglio l'incredibile bellezza dei suoi fiori e la raffinatezza del suo portamento, per spiegare ampiamente le tecniche colturali che servono a farla sviluppare splendidamente e per diffondere il più possibile la sua affascinante storia, che si interseca a quella di personaggi famosi, oltre che per celebrare il suo valore estetico in qualsiasi giardino e anche sul balcone. (Qui a lato potete vedere uno splendido fiore di Camelia japonica ‘Nuccio’s Pearl' in fioritura).
La prima Camelia, arrivò in Europa solo nel XVIII sec. dalla Cina, fatto alquanto curioso, se consideriamo da quanto tempo le nostre Repubbliche marinare commerciavano con l'Asia e sembra che la sua introduzione risalga a prima del 1739, grazie al capitano Goff, della Compagnia delle Indie Orientali, che importò in Inghilterra, la Camellia sinensis, ovvero la pianta del tè o tè verde.
Questa prima pianta, andò perduta per l'incauta e inesperta mano di un giardiniere e, quindi, fu reintrodotta nel 1768.
L'utilizzazione delle foglie della Camellia sinensis per ottenere il tè, risale ad epoca molto lontana; sembra accertato che già 800 anni prima di Cristo, questa bevanda fosse consumata in Cina. In un primo tempo solo utilizzando le foglioline delle piante che crescevano spontaneamente e, dopo il 600 d.c., si iniziò a coltivare la Camellia sinensis per questi scopi.
Da quel momento l'uso del tè si diffuse in tutto l'Oriente e, successivamente, anche in Europa.
Sull'introduzione della prima Camelia da fiore, esiste invece, una leggenda, in cui si narra che i cinesi avessero ingannato gli europei, i quali volevano importare in Europa una Camelia sinensis, dando loro una Camelia da fiore, per impedire che il loro prodotto prezioso (il tè appunto) fosse coltivato fuori dal loro paese.
La Camelia deve il suo nome al padre gesuita originario della Moravia, che si chiamava Georg Joseph Kamel e che, secondo l'usanza latineggiante del tempo (XVII sec.), si firmava Camellius. Costui era un appassionato botanico e si rese tanto meritevole in questo campo, al punto che Linneo, gli dedicò questa splendida pianta.
Ma il merito di averci fatto conoscere le Camelie, va ad un naturalista, un certo Kaempfer che le portò dall'Estremo Oriente alla Gran Bretagna, affinché Lord Petre, potesse piantarle nel suo parco.
A quel tempo le Camelie, venivano chiamate tsubaki, che in giapponese significa "rosa" e
pare che, contemporaneamente a Kaempfer, anche un monaco spagnolo di cui si ignora il nome, abbia importato le stesse piante in Spagna. (nelle foto qui a destra e in basso, tre esempi di bellezza: è la Camellia japonica.)
Nei primi anni dell'Ottocento, Giuseppina Beauharnais, moglie di Napoleone I, acquistò a cifre astronomiche delle Camelie e le fece coltivare nelle serre della Malmaison, vicino Parigi. Questo fece sì, che la Camelia assurgesse a grande fama, dando inizio ad un vero e proprio fenomeno di "cameliomania", con introduzioni di nuove specie, con le prime ibridazioni e la diffusione della tsubaki in tutto il continente europeo, Italia compresa.
In Italia, le prime Camelie furono coltivate a Caserta (nel Reale Giardino) e a Firenze (1794) ma ebbe un tale successo, che in un grande giardino italiano nel 1830, se ne potevano ammirare 12.000 di ogni tipo e colore.
Concludo questo piccolo percorso sulla sua storia, con un aneddoto che così bene spiega quanto la
Camelia sia stata amata anche nel passato e che rende pieno merito a tutta la bellezza dei suoi fiori: 26 Maggio 1805, Napoleone Bonaparte dopo aver posto la Corona Ferrea sulla sua testa, proclamandosi Re ed Imperatore d'Italia, ammirando un fascio di Camelie, che era stato offerto a Giuseppina, disse: "Una corona di questi fiori sarebbe davvero troppo leggera per un re, ma assai bella per una regina".
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