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[10/01/2008] - Camelia, mon amour...Le Tecniche colturali

Il genere Camellia comprende una cinquantina di specie e innumerevoli varietà e ibridi che continuano ad aumentare, considerato che, già da diverso tempo, c'è stato un netto ritorno alla sua coltivazione dato anche che, dopo essere stata in auge nell'Ottocento, era caduta un po' nell'oblio e veniva coltivata solo nei giardini di vecchio impianto, soprattutto nell'Italia del nord e in Toscana. (Nella foto qui a sinistra, un bellissimo esemplare di Camellia sasanqua).

Come dicevo all'inizio, la Camelia ha origini asiatiche: Cina, Giappone, Corea, Birmania.
E' bene precisare che coltivare le Camelie in un clima molto caldo e asciutto, è una vana speranza o, volendo essere ottimisti, un'ardua impresa: queste piante, infatti, vogliono un'atmosfera carica di umidità, soprattutto nel momento della schiusa dei fiori. Sopportano molto bene i freddi ma, altrettanto male, i climi molto caldi e aridi.
Si comportano piuttosto bene nelle località di mare, purchè siano protette dal vento e non raggiunte dalla salsedine.

La Camelia è una pianta acidofila, motivo per il quale, necessita di terra acida e soffice, esposizione in mezzombra e annaffiature quel tanto che serva acchè il substrato mantenga sempre una certa umidità, pur non essendo inzuppato. E' un arbusto che sopporta malissimo i ristagni idrici.

Un altro consiglio che vorrei darvi, è quello di acquistare la vostra Camelia assicurandovi che non abbia soggiornato troppo in un vaso piccolo. Di questo potete sincerarvi svasando la pianta prima dell'acquisto per controllare bene il pane radicale. Questo non dovrà apparirvi eccessivamente sviluppato e intricato.
Nel caso di impianto di una Camelia con un simile apparato radicale, avrete un attecchimento molto lento ed una pianta sempre stentata e poco vigorosa.
Fatto il vostro acquisto, procedete alla messa a dimora, effettuando una buca molto profonda (almeno 60x60 per una pianta di piccole/medie dimensioni) in cui andrete a verificare il drenaggio prima ancora di avervi immesso la vostra Camelia, irrigando il fondo della buca e osservando quanto e come percola l'acqua. (nelle prime due foto qui a destra, potete vedere due arbusti di Camelia japonica in fioritura).

Dopo aver fatto questo, lasciate, nel centro della buca, un cumulo di terriccio per appoggiarvi sopra la vostra piantina in modo che la corona delle radici risulti, alla fine, circa 7-8cm. più in alto del terreno tutt'attorno.
Il terriccio più usato per far questo tipo di operazione, è un miscuglio in parti uguali di torba, terra di foglie, argilla sabbiosa.
Sul fondo della buca, distribuite uno strato di ghiaietto o cocci sminuzzati nella misura di 8-9cm., per favorire il drenaggio.

Per la coltura in vaso, bisogna procedere utilizzando un vaso di 50-60cm. di profondità e utilizzare lo stesso tipo di terriccio con il solito strato drenante sul fondo.

Come si è gia detto, queste sono piante molto sensibili al vento. Ove non sia possibile la giusta esposizione in mezzombra e riparo dalle correnti, almeno per i primi anni, converrà riparare la pianta con uno schermo.

Diversamente da altre piante, per la Camelia è importante che l'operazione di rinvaso, impianto o spostamento, si effettui in piena fioritura.
Potrà esserci, ma non è detto, una perdita di alcuni fiori, ma in quel momento si avrà la certezza di non danneggiare irreparabilmente la pianta.

E' anche importante, nella fase che precede la fioritura, ossia sino a quando non compare sui boccioli il colore dei petali, che il terriccio non si asciughi troppo. In questo periodo sarebbe anche di notevole aiuto, se non piovesse sufficientemente, praticare qualche irrorazione al fogliame.

La secchezza dell'aria, abbinata ad insufficienti annaffiature, può essere causa di un fenomeno abbastanza frequente nelle Camelie: la caduta dei bocci florali prima ancora della loro schiusa.
La quantità dei boccioli che alcune varietà di Camelia producono, è davvero considerevole e, spesso, più di quanti la pianta se ne possa permettere. Perciò sarà opportuno, in questo caso, lasciare solo due bocci florali alla sommità del ramo. I boccioli si formano a metà estate e sono riconoscibilissimi per la forma molto arrotondata che li differenziano dalla gemme a foglia, che sono di forma allungata, come potete vedere nella foto qui in alto a destra in una Camelia japonica.

Si concima in autunno, al piede dell'arbusto, con humus di lombrico o stallatico e si può effettuare da marzo ad ottobre una leggera concimazione con fertilizzanti per piante acidofile, meglio se a lenta cessione. Giova anche pacciamare a debita distanza dal piede con uno strato di aghi di pino che favorisce l'acidificazione del terreno. Se la pianta è fragile o non robusta a sufficienza, è consigliabile una somministrazione quindicinale di fertilizzante adeguato ma sempre badando a non eccedere. Le Camelie sono sensibilissime alla variazione di pH del substrato e il concime somministrato può favorire questo processo.

Se il fogliame si presentasse verde molto chiaro, con una forte evidenziazione delle nervature fogliari, sintomo di clorosi, determinata da un eccesso di calcare nel terreno, si dovrà intervenire con un rinverdente, solitamente solfato di ferro o di alluminio, che migliorerà anche il colore dei fiori. (nella foto qui sopra a sinistra, una splendida fioritura di un'altra varietà di Camelia sasanqua).

Come dicevo poc’anzi, la Camelia è una pianta che ama essere concimata POCO. L'eccesso nutrizionale la danneggia quanto, se non di più della carenza e, soprattutto, ricordate di non concimare mai una pianta appena trapiantata per almeno un anno e, maggiormente, non concimatela se vi sembra particolarmente sofferente.

In questa pianta la potatura non è necessaria. Si può intervenire solo per dare una forma più ordinata all'arbusto e sempre solo subito dopo la fioritura.
Si moltiplica per talea, innesto o margotta e, qualche fortunato esperto appassionato, dalla mano sapiente, riesce a moltiplicarla anche da seme.

Come dicevo all'inizio, la Camelia si presta molto bene alla coltura in vaso, purchè si seguano le norme già qui sopra descritte e si abbia in più, l'avvertenza di sostituire il terriccio ogni due anni, stando sempre comunque attenti a non danneggiare l'apparato radicale.

Per quanto riguarda le malattie a cui le Camelie sono soggette, vanno ricordate la fusaggine, che è una malattia crittogamica; alcune forme inguaribili di virosi e la già citata clorosi.
Per quanto riguarda i parassiti, sono da temersi la cocciniglia, gli afidi o pidocchi neri e verdi e gli oziorrinchi che sono coleotteri non facilmente eliminabili con un antiparassitario ma che si possono combattere anche scuotendo bene i rami della Camelia sotto cui porre un telo, dove raccogliere i parassiti, per poi eliminarli.

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