[17/06/2008] - I Grandi Ibridatori di Rose: Jean-Pierre Vibert
Jean-Pierre Vibert (1777 - 1866) è stato senza ombra di dubbio non solo un grandissimo ibridatore e coltivatore francese
di Rose ma anche un grande personaggio, una di quelle persone complesse e di grande forza di carattere, qualcuno che non si dimentica facilmente.
Era una persona dalle forti convinzioni che non temeva certo di esprimere con fermezza se necessario, è stato un grande conoscitore non solo delle Rose ma anche delle vicende umane, nonchè uomo di grande coraggio al servizio di Napoleone. Aveva 12 anni quando cadde la Bastiglia, considerato che nacque il 31 gennaio del 1777 a Parigi e 17 nel periodo nominato "Regno del Terrore" in cui si assisteva ai ghigliottinamenti senza interruzione e che Vibert visse
pienamente, insomma un periodo che sicuramente ha cambiato e contato qualcosa nella sua vita.
A seguito delle ferite riportate in guerra, appunto combattendo nell'esercito napoleonico durante l'assedio di Napoli, rientrò a Parigi dove cominciò la sua attività con un negozio di sua proprietà che vendeva ferramenta e attrezzi per il lavoro agricolo e per il giardinaggio. Questo negozio era vicino a Dupont, uno dei fornitori e selezionatori di Rose preferiti dall'Imperatrice Giuseppina e questa vicinanza fece sì che Vibert cominciasse ad appassionarsi alle Rose.
In quel periodo Descemet, uno dei più importanti vivaisti dell'epoca nonchè produttore e ibridatore di Rose, a causa di motivi politici ed economici, si vedeva costretto ad abbandonare il paese e a mettere in vendita la sua attività che venne rilevata da Vibert. Descemet lasciò non solo il vivaio ma anche i suoi appunti, i suoi scritti sull'ibridazione e la coltivazione delle Rose, parecchie plantule e semenzali di Rose. Vibert, dunque, si trovò un grande patrimonio fra le mani in un periodo, poi, in cui la Rosa assumeva grande importanza e interesse nei giardini di Francia.
Vibert fu colpito da alcune gravi sventure famigliari subito dopo ma non si perse d'animo e investì tutte le sue energie per portare al successo la sua attività. Unitamente al lavoro che conduceva, Successe infatti che, in uno di questi articoli, inavvertitamente Vibert urtò la suscettibilità di una persona molto in vista in quella che era la cerchia
dei "dotti" tra botanici, scienziati, vivaisti, professori e giornalisti di fama nel 1820 cominciò a scrivere degli illuminati articoli sulle Rose che, da un lato, gli valsero fama e lo fecero conoscere a molti e, dall'altro, furono il vettore di guai e di grandi disavventure. e per questo episodio dovette passare la seconda metà degli anni '20 a difendersi dai loro attacchi.
Lottò con coraggio e brillantemente contro le accuse che gli furono mosse e contro lo sbeffeggiamento e lo sminuimento del suo lavoro. In seguito a queste azioni e alle pressioni che questi potevano esercitare, vi fu anche un notevole rallentamento della sua attività ma Vibert riuscì ugualmente nel suo scopo proprio grazie alla sua determinazione e forse anche grazie alla sua abilità nel vendere e nel proporre i suoi prodotti sul mercato. Malgrado l'ostracismo di una certa casta divenne in poco tempo uno dei rosaisti più ricercati e rispettati di Parigi e dintorni e in quegli anni il catalogo della sua produzione, offriva, siamo intorno al 1830, una scelta che spaziava fra 1000 e più Rose fino a diventare addirittura, uno dei padri fondatori della Société
d'Horticulture de Paris diventata oggi Société Nationale d'Horticulture.
Vibert fu un coltivatore e un ibridatore di Rose molto produttivo. Coltivò e immise sul mercato ogni tipo di Rose: dalle Tea e le Cinesi (va ricordato che è stato proprio lui a inserire nelle colture francesi delle Rose, la prima Tea gialla, la 'Parks yellow-Scented China') alle Noisette (come la 'Aimee Vibert' che è una Rosa ancora prodotta e coltivata nei giardini di tutto il mondo) e alle Damascena, le Centifolia, le Alba e alle Gallica di cui era un vero specialista.

Selezionò alcune delle Rose più antiche e raffinate tra cui ricordiamo 'Duchesse d'Angoulême', 'Duchesse de Buccleuch', 'Duc de Orléans' e moltissime altre, rimanendo sempre vicino alla coltivazione delle Rose di grande tradizione benchè il mercato se ne fosse un po' distanziato. Ha avuto anche un particolare interesse per gli Ibridi Perpetui e aveva una predilezione per le Rose striate. Come dicevo, moltissime fra le Rose antiche che ancora sono presenti nei nostri giardini, sono state create dalle sapienti mani e dalle cure di
Vibert. Fra le tante (immise sul mercato più di 600 nuove varietà di cui ancora 60 sono coltivate) voglio ricordarvi 'Petite Lisette' (Damascena), 'Blanc de Vibert' (Portland), 'Yolande D'Aragon' (Portland), 'Antonine d'Ormois' (Gallica), 'Blanchefleur' (Centifolia), 'Camaïeux' (una Gallica striata), 'Pélisson' (Muschiata), 'Ypsilanti' (Gallica) e moltissime altre.
Senza dubbio a lui si deve molto anche perchè non smise mai di cercare il meglio nel mondo delle Rose. Intraprese viaggi e strinse contatti che si estendevano dall'Europa fino agli Stati Uniti d'America e grazie alla fama che raggiunse, era molto stimato anche fra i rosaisti più importanti del tempo a livello mondiale. Senza Vibert questo spaccato di mondo a cui appartengono le Rose, sarebbe stato sconosciuto per chissà quanto altro tempo, considerato che esportò ovunque fosse possibile le sue Rose e altrettanto fece con le Rose che scopriva in altri paesi, importandole e commercializzandole in Francia e in Europa.
Nel 1851 decise di ritirarsi dall'attività che cedette ad uno dei suoi più fidati collaboratori, il responsabile del vivaio, Robert, che continuò l'opera di Vibert fin verso il 1890 e a cui si deve la selezione di alcune fra le più belle Portland e Muschiate che ancora sono largamente utilizzate nel mondo. Vibert, dopo che smise l'attività di rosaista e ibridatore, si dedicò alla scrittura di articoli sulla materia per diverse pubblicazioni locali e, ovviamente, al suo giardino.
Morì serenamente a 89 anni durante la notte del 17 gennaio 1866 ma qualche giorno prima di morire disse a suo nipote queste parole: "Un uomo sa cosa abbia amato e odiato veramente nella sua vita, quando ritrova questo nel suo cuore alla fine della sua esistenza ed io posso dire aver trovato in me questo: ho amato Napoleone e le mie Rose e malgrado abbia sofferto parecchi mali nella mia vita, posso dirti che ho odiato solo l'Inglese che ha sconfitto il mio eroe e il verme bianco che ha distrutto le mie Rose".
Jean-Pierre Vibert era davvero una persona passionale e anche questa frase che i suoi biografi ci riportano, ci fa comprendere che tipo di uomo fosse ma per noi che amiamo le Rose è soprattutto qualcuno che ha sicuramente influenzato la storia della Rosa non solo per la sua grande conoscenza e capacità in merito ma anche per i suoi scritti, per il suo raffinato gusto estetico, il suo senso del bello, la sua intraprendenza, per il non essersi mai arreso di fronte alle difficoltà che la società del tempo gli aveva creato, insomma per la sua inarrestabile passione per queste magnifiche piante come, probabilmente, nessun altro ibridatore ha avuto.
Autore: Anna Damiani

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