Giardinaggio eFiori.com
 eFiori.com - Regala emozioni da casa tua! [vendita fiori on line]
 

[29/05/2008] - Una Rosa è una Rosa: la sua Storia dal '900 ai giorni nostri

La storia delle Rose moderne ha inizio già nel XIX secolo con la creazione degli Ibridi di Tea. E’ pensiero comune stabilire l’inizio della storia di questa grande famiglia di Rose con la nascita di “La France” grazie a Guillot, ibridatore francese, nel 1867 ma possiamo dire che molte altre classificate come Tea, potrebbero essere, in realtà, ascritte a questa nuova famiglia.
Sarebbe anche più logico, considerando i suoi caratteri più definiti, partire da una Rosa come ‘M.me Caroline Testout’ del 1890.

Con il termine Ibrido di Tea, in buona sostanza, si indica una Rosa nata dal seme di una Tea incrociata con una di un’altra famiglia di Rose. La più utilizzata a questo scopo, solitamente è, a quel tempo, una Rosa appartenente alla famiglia degli Ibridi rifiorenti.

Dalla sua comparsa per gli Ibridi di Tea, è un grande successo in continua ascesa che ancora perdura ai nostri giorni, almeno per il grande pubblico.
Dalla sua nascita è sempre stata considerata la Rosa per eccellenza, la Rosa ideale.
I caratteri salienti che la fanno assurgere alla fama, sono sicuramente la bellissima forma del bocciolo, la corolla portata al centro dello stelo che è sempre lungo ed eretto e che la rende perfetta come fiore da taglio, la rifiorenza e la gamma dei colori.
Fra l’eccellente varietà di colori che annoverano queste Rose, va detto che. a differenza delle Rose antiche, in cui il giallo brillante era assente, grazie a Pernet Ducher, creatore delle Rose pernettiane per le quali utilizzò nei suoi ibridi la Rosa foetida, finalmente anche questo splendido colore compare fra le Rose dei giardini d’occidente.
L’unica Rosa che in natura non esiste, è la Rosa di colore blu e che mai esisterà perché nel corredo genetico delle Rose manca il pigmento che genera questo colore, cioè la delfinina.

A dispetto di ciò che è stato in passato, relativamente ai lunghi steli che sorreggono i fiori, cosa che è stata innovativa rispetto alle Rose antiche e quindi ricercatissima sul mercato del tempo, oggi come oggi la forte rigidità che assume l’arbusto una volta cresciuto, è un elemento che, per i più appassionati, toglie pregio a questa famiglia di Rose e che la fa diventare più difficile da gestire quando il giardiniere appassionato si orienta ad una visione d’insieme, rispetto al suo giardino, più armonica e aggraziata.
Molto spesso, se si amano queste piante, poi si deve cercare di contestualizzarle in maniera tale che qualcosa le ammorbidisca alla base dove si spoglia tantissimo, spezzando la rigidità che i suoi steli lunghi e legnosi (nel tempo) creano.
Un altro carattere molto spesso assente, è il profumo che, a differenza delle antiche, non è di certo una delle peculiarità di base di queste Rose.

Dagli Ibridi di Tea ad una nuova famiglia, quella delle Floribunda, il passo è stato alquanto breve.
Nascono dopo una serie, non certo facile, di passaggi che originano da incroci effettuati con la Rosa multiflora (o Polyantha) e mediante due varietà che ottiene Guillot in Francia da cui, poi, nasce un gruppo di Rose chiamate Polypom.
Quando i botanici riescono a creare un gruppo di almeno 200 Rose che abbiano sufficienti elementi comuni nasce un’altra nuova classe, le Nane Polyantha che sostanzialmente hanno come caratteristiche la media/piccola altezza, fiori piccoli portati a mazzetti, l’eccellente rifiorenza e l’alto grado di resistenza alle malattie.
A questo punto si affaccia sulla scena della notorietà, un ibridatore danese, Svend Poulsen che, incrociando le Polyantha con Ibridi di Tea, ottiene Rose come ‘Else Poulsen’ e ‘Kirsten Poulsen’ che hanno un successo tale da ottenere una vasta serie di premi e riconoscimenti.
Superfluo dire che a quel punto anche altri orticoltori seguono l’esempio di Poulsen ed ecco che appaiono sempre più nuove Rose molto interessanti sotto molti punti di vista. Inizialmente vengono definiti Ibridi di Polyantha ma, come tributo alla generosità che hanno nel fiorire, il loro nome viene cambiato in Floribunda.

Nel giro di un secolo diventano un esercito di Rose e sono seconde solo alle HT (Hybrid of Tea) per numero e fama. Non c’è da meravigliarsi certo per il loro successo considerato che sono più versatili, che si collocano con maggior facilità in giardino, semplicissime da coltivare, hanno colori a volontà, sono continuamente in fiore per tutta la stagione e fino ai freddi e l’arbusto ha un portamento di molto ammorbidito rispetto agli Ibridi di Tea.

Con questa nuova famiglia di Rose, molti sono gli ibridatori i cui nomi diventano famosi: Dickson, Kordes, Tantau, Le Grice, Harkness, Kordes, Lammerts, Swim e tanti altri ancora.

Data la disputa che in un dato momento viene a crearsi fra gli appassionati -che ad un certo punto si trovano divisi su due fronti, chi caldeggia le rose antiche e chi le moderne- ecco apparire un prodotto di qualità che soddisfa (quasi del tutto) una buona parte di chi frequenta le Rose con una certa assiduità.
Appaiono sul mercato le Rose di David Austin, ibridatore inglese che, a seguito di numerosissimi tentativi, dà i natali ad un’altra nuova famiglia di Rose, le Rose inglesi appunto.
Sono Rose queste che ripetono molte delle caratteristiche delle Rose antiche, come il portamento, gli intensissimi profumi, le corolle piene e ricchissime di petali e i caratteri delle Rose moderne, come la rifiorenza, la bella forma dei boccioli, la vigoria e la rusticità.
Si apre, insomma, un altro mondo.

E a proposito di altri mondi, va detto che vi sono altre Rose che, con la seconda metà dell’ultimo secolo, trovano un ampio spazio e sono consone all’utilizzo in vaso, quindi facili da inserire nei piccoli terrazzi e sui balconi. Sono le Rose Miniatura e le Rose Patio, di misura contenuta, robuste, molto rifiorenti, i cui piccoli fiori si aprono a profusione e perfettamente armonici in rapporto al volume dell’arbusto.
Un’altra interessantissima categoria è quella delle Tappezzanti, le Ground-Cover prostrato di cui son stati prodotti numerosi ibridi. Queste Rose consentono usi in situazioni non facili da gestire come può essere una parte scoscesa del giardino in cui si inseriscono facilmente anche grazie al fatto che non richiedono interventi, donando grazia, colore e bellezza magari ad una zona del giardino che avevamo trascurato per la sua difficile, che già in natura hanno portamento collocazione.

Appaiono anche le Rose paesaggistiche che possono essere utilizzate in grandi masse e che si rivelano di grande pregio anche nell’arredo urbano per le loro caratteristiche quali ad esempio la continua rifiorenza, l’assenza di manutenzione -tanto che vengono potate selvaggiamente a mezzo di macchine- la resistenza all’inquinamento e ad ogni sorta di elemento ambientale negativo.

Nelle forme sarmentose (quello che noi un po’ impropriamente definiamo rampicanti), abbiamo visto affermarsi anche nuove realtà come i climber, rosai a grandi fiori e rifiorenti che regalano al giardino quegli elementi verticali così importanti per la bellezza dei nostri spazi verdi, anche se attualmente la riscoperta dei rambler (rosai antichi a portamento sarmentoso) riscuote sempre più successi per il fatto di essere più semplici da gestire, più duttili e dall’aspetto più naturale così come le stesse Rose antiche che tra l'altro stan tornando alla ribalta con un certo consenso di pubblico.

Insomma come avete visto, dalla notte dei tempi ai giorni nostri, nei nostri giardini (ma non solo) le Rose hanno la scena.
La occupano di prepotenza forti della loro versatile e composita bellezza, ne sono Regine incontrastate e forse, tutto quanto descritto in questi articoli, ce ne fa capire le ragioni.

Nei prossimi articoli, cari amici rodofili che mi avete seguito fin qui, entreremo nello specifico delle singole famiglie delle Rose, dove cercherò di illustrarvi le loro peculiarità e la singolarità di ognuno di questi grandi gruppi.

Autore: Anna Damiani

    Links associati:

  • Se vuoi leggere gli altri articoli relativi alle Rose, clicca qui


  • Resta aggiornato sui prossimi articoli
  • Visita il nostro FORUM


  • Gli ultimi articoli inseriti

    Le Preoccupazioni del Giardiniere: il Meteo »I Grandi Ibridatori di Rose: Jean-Pierre Vibert »I Grandi Ibridatori di Rose: Henry Bennett »
    Giugno: Mille Cose da Fare in Giardino e in Terrazzo »Le Famiglie delle Rose: Rose Botaniche A - C »Una Rosa è una Rosa: la sua Storia dal '900 ai giorni nostri »
    Una Rosa è una Rosa: la sua Storia dal Rinascimento al '900 »Una Rosa è una Rosa: la sua Storia, anticamente... »L'Acqua del Giardiniere »
    Villa San Michele (II parte) »