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[28/05/2009] - Infestanti: generalità
In questo breve articolo mi limiterò a scrivere qualche informazioni sulle erbe infestanti, tralasciando alberi e arbusti che rappresentano una categoria diversa di vegetazione indesiderata.
Le cosiddette erbe infestanti sono quelle erbe che germinano e si riproducono spontaneamente, e che non sono state volutamente introdotte in un qualsiasi fondo. Le varie classificazioni raramente tengono conto della possibile utilità
(officinale, gastronomica, ornamentale) delle infestanti, limitandosi a definirle tali solo quando la loro esistenza è indesiderata. Ciò significa che un'erba (o una qualunque pianta) può essere considerata una infestante quando essa, oltre a non essere stata né seminata né piantumata, altera in qualche modo la destinazione del terreno nel quale si insedia. Un tipico esempio è il papavero (Papaver Rhoesas): quella che per noi è una innocua piantina, colorata e simpatica, fragile e delicata quanto allegra e decorativa, è una calamità per i coltivatori di grano, che la considerano una delle peggiori malerbe dei loro appezzamenti. Un altro esempio è il Cynodon Dactylon, che può essere, in alcune sue cultivar (Bermuda Grass), seminata come prato ornamentale ma che diventa una agguerrita competitrice se accidentalmente introdotta su prati meno competitivi, per esempio di Microterme. Inoltre, la Cynodon Dactylon è anche conosciuta come un'ottima foraggiera, ma è in grado di colonizzare in poco tempo un prato di Festuca, soffocandola e provocandone la scomparsa.
E' bene, inoltre, non confondere le erbe spontanee con le erbe infestanti. Un'erba infestante è quasi sempre spontanea, ma non tutte le spontanee sono infestanti. Un pascolo di campagna è composto nella sua quasi totalità da erbe spontanee, ma dato il loro utilizzo non le si può definire infestanti. Le stesse erbe in un campo da golf sarebbero un vero disastro.
In genere, le erbe infestanti dispongono di un'aggressività “biologica” idonea a prevalere nella competizione naturale con altre piante o erbe, specie quelle orticole o ornamentali. Questo è un aspetto importante, poiché determina la scelta della strategia di contrasto più efficace. In un impianto orticolo le infestanti sottraggono sostanze nutrienti, acqua e luce alle specie coltivate, pregiudicandone la crescita, lo sviluppo e altre caratteristiche commerciali. Per questa ragione le infestanti che si insediano nei fondi agricoli sono combattute con decisione anche facendo ricorso a metodi drastici.
Anche le infestanti che competono con le colture ornamentali danneggiano le specie presenti. In questo caso, l'aspetto commerciale non è prevalente, ma lo è quello ornamentale, poiché le infestanti alterano l'equilibrio cromatico e ornamentale, oltre a infondere spesso un senso di abbandono e di incuria, danneggiando il lavoro del coltivatore o del proprietario del fondo.
Un'altra caratteristica interessante delle infestanti è la loro resistenza: esse sono capaci di resistere a estreme condizioni ambientali avverse: picchi di temperatura elevati o molto bassi, carenza o mancanza d'acqua, scarsità di elementi nutritivi, scarsità di terra, carenza di luce, elevata salinità, inquinamento ambientale, ecc. Questa loro robustezza le pone ovviamente in una posizione di forza rispetto alle colture e ai terreni da loro colonizzati, poiché esse riescono a sopravvivere dove le altre soccombono.
La riproduzione delle erbe infestanti avviene in vario modo: bulbo, seme, radice, rizoma o stolone. Le modalità riproduttive naturalmente dipendono dalla specie, ma alcune specie sono in grado di utilizzarne più d'una. Si consideri, per esempio, che la Digitaria Sanguinalis (vulgo Sanguinella) è capace di produrre da 5.000 a oltre 15.000 semi per stagione per ogni
singolo esemplare; i semi, inoltre, mantengono la loro capacità vegetativa per un lunghissimo periodo. La Digitaria, infine, pare dotata di diabolica “intelligenza”: quando infesta tappeti erbosi sottoposti a sfalcio, assume un portamento strisciante mantenendosi al di sotto dell'altezza del taglio e quindi sopravvivendo ad esso.
Spesso, inoltre, radici, stoloni e rizomi delle erbe infestanti possono restare come addormentati per mesi nel sottosuolo senza produrre la parte aerea, ed apparire improvvisamente nella stagione più favorevole allo sviluppo.
La conosciutissima Plantago (vulgo Plantaggine), nelle sue varietà media, major e lanceolata, si riproduce via rizoma oltre che per seme. E' un'erba apprezzata per usi gastronomici e officinali, ma è una infestante molto aggressiva.
Altri mezzi di diffusione involontaria delle infestanti sono la terra riportata (fare attenzione a quando la si acquista in volumi), gli uccelli, le acque irrigue, i concimi a base di letame e il vento.
Le zone non coltivate sono il terreno ideale per lo sviluppo delle malerbe infestanti, che vi trovano un ambiente di sviluppo ideale e non sottoposto a lotta da parte dell'uomo.
Autore: Carlo Queirolo (Gardener)

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