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[30/03/2009] - Classificazione e nomenclatura delle piante

Tutte le piante hanno, come sapete, un nome botanico, quasi tutte hanno anche un nome comune ma la classificazione botanica è universalmente riconosciuta e ogni nome corrisponde ad un’unica pianta.
La classificazione scientifica è opera di Linneo, naturalista svedese il quale nell’opera Systema naturae del 1735, classificò ogni organismo vivente secondo un sistema binomiale.
Secondo questo sistema ad ogni organismo vengono dati due nomi: il primo (nomen genericum) identifica il Genere di appartenenza, il secondo (nome specifico) ne designa la Specie.
Imparare quindi “l’abc” della classificazione delle piante non è un mero esercizio di memoria ma è utile per riuscire ad avere un linguaggio comune e spesso ci permette di avere notizie intuitive sulla loro coltivazione.

Famiglia
Gruppo di piante aventi una serie di requisiti morfologici, anatomici o fisiologici comuni. Il nome delle famiglie termina sempre in –aceae. Per alcune famiglie tuttavia si usano nomi tradizionali: composite, ombrellifere, ecc.
Spesso i confini delle famiglie sono incerti o controversi, ma per moltissime piante è utile conoscere la famiglia di appartenenza perché ciò potrebbe voler dire che hanno esigenze di coltivazione comuni:
Es: Famiglia rosaceae  (è una famiglia vastissima di cui fanno parte le rose ma anche i ciliegi, i meli, i pruni, le potentille ecc.).

Genere
E’ un gruppo di piante  con una vasta gamma di caratteristiche comuni 
Il Genere viene sempre indicato con l’iniziale maiuscola e in corsivo: Rosa, Prunus, Pyrus, Potentilla ecc.

Specie
E’ l’unità di base per la classificazione delle piante e definisce un gruppo di piante in grado di incrociarsi tra loro e produrre una progenie simile.
Si indica, nella classificazione binomiale, con l’iniziale minuscola e sempre in corsivo: Rosa rugosa, Rosa banksiae, Prunus lusitanica.

Spesso nei nostri dizionari di giardinaggio troviamo informazioni indicative anche sul numero delle specie di cui è composto un genere, per esempio se cerchiamo Rosa la troviamo descritta circa così: “Genere di circa 150 specie di arbusti e rampicanti perenni ecc…”.  per Prunus invece: “ Genere di oltre 200 specie di alberi o arbusti decidui o sempreverdi ecc…

La specie è l’unità di base della classificazione ed è abbastanza uniforme come portamento, fogliame, fioritura ecc. tuttavia all’interno di essa, per vari processi evolutivi, possono comparire in natura variazioni delle caratteristiche tipiche, esse  si indicano come sottospecie, varietà e forma (subsp. var. f.) 

Sottospecie
Varianti morfologiche, genetiche o di distribuzione geografica, di una stessa specie che nascono spontaneamente.
Vengono indicate con  subsp. o ssp. seguito dall’epiteto in corsivo:

Prunus lusitanica subsp. azorica
Daphne laureola subsp. philippi

Varietà e forma
Ulteriore suddivisione della Specie, con leggere diversità nelle caratteristiche morfologiche o nel colore della fioritura.
Si indicano con var.  e f. seguito dall’epiteto.

Rosa gallica var. officinalis

Ibridi
In natura queste differenze rimangono pressoché stabili, ma se noi coltiviamo insieme più piante della stessa specie esse possono ibridarsi tra loro per via sessuata dando origine ad una discendenza con le caratteristiche di entrambi i genitori, vale a dire gli Ibridi.

Gli ibridi sessuali si indicano col segno di moltiplicazione: Rosa x alba che è un ibrido probabilmente tra Rosa canina x Rosa damascena, Camellia x williamsii che è un ibrido tra Camellia japonica x Camellia saluenensis.

Naturalmente spesso, procedendo per ibridazioni successive, l'albero genealogico diventa sempre più confuso e in questi casi il nome è posto dopo quello del Genere: Rosa 'Mermaid'.

Un esempio molto comune di ibridazione spontanea è quello delle Aquilegie che si ibridano tra loro molto facilmente, quindi  coltivandone parecchie dopo un po' nasceranno delle piante con caratteristiche diverse.
Per esempio quest’anno ho visto comparire nel mio giardino un'Aquilegia bianca che sono certa di non aver introdotto.

Oltre a quelle tra Specie sono possibili, anche se più complicate e difficili da ottenere, le ibridazioni tra Generi vicini: l’esempio tipico è x Cupressocyparis, ibrido tra Cupressus e Chamaecyparis.

Questi ibridi spontanei possono essere selezionati e, se fertili, riprodotti o propagati.


Ibridi da innesto o Chimere
E’ una serie di pochi ibridi che si ottiene innestando piante di Generi diversi e non vicini e che sono  costituiti dai tessuti di entrambe le piante innestate.

Per quanto riguarda la nomenclatura, sono contraddistinti, invece che dal segno di moltiplicazione, dal segno +.
Ci sono pochi esempi di questi ibridi: uno dei più conosciuti è + Laburnocytisus adamii ibrido da innesto tra Laburnum e Cytisus.

In biologia per chimera si intende un organismo i cui tessuti derivano da due o più linee cellulari geneticamente differenti.
In biologia molecolare è un frammento di DNA composto da sequenze provenienti da organismi diversi.
In mitologia greca la Chimera era un mostro col muso di leone, il corpo di capra, la coda di drago e vomitante fiamme... il povero Laburnocytisus é una pianta abbastanza orribile in cui i fiori gialli del maggiociondolo e quelli rosa del Cytisus concorrono a formare la chioma.


 Cultivar
Infine, selezionando le caratteristiche di una pianta sia essa una specie, una sottospecie o  un ibrido, che abbia caratteristiche di stabilità mantenibili nel tempo e nelle generazioni future si ottengono le cultivar che si indicano con un nome messo tra virgolette e in maiuscolo:

Nandina domestica ‘Firepower’
Buddleia davidii ‘Fascinating’


Sport
Per sport si intende una mutazione genetica che fa si che sulla pianta vi siano germogli e fiori diversi da quelli delle piante originali. Per esempio su una pianta con i fiori bianchi compare un ramo a fiore giallo: in sostanza un mutante.
Questo mutante a volte può essere propagato ed ecco che compare una nuova cultivar cui viene dato un nuovo nome: molte piante variegate sono ottenute in questo modo.
Le sport però non sono stabili e spesso tornano alle caratteristiche dei genitori, è per questo che alcune piante variegate tendono a perdere la variegatura e a tornare verdi.


Gruppi e Serie
Le cultivar di un genere  ottenute per ibridazioni e selezioni successive  spesso  hanno caratteristiche simili.
Per comodità queste cultivar vengono raggruppate in Gruppi sottolineando queste similitudini.

Per esempio il Genere Dahlia è classificato in base alla forma dei fiori in Gruppi a fiore singolo,
a ninfea, a pompon, a collaretto, ad anemone,  ecc.

 
Il Genere  Delphinium  invece in Gruppo Belladonna, Gruppo Elatum e Ibridi Pacific in base alle caratteristiche delle spighe florali e alla loro altezza.

La Serie  fa riferimento a linee produttive con caratteristiche talmente riproducibili da essere diventate pressoché pure: spesso, infatti, le piante che ne fanno parte  differiscono solo per una caratteristica, ad esempio per il colore dei fiori.
Una delle serie più conosciute è  la Surfinia che non è un Genere a sé ma una Serie del Genere Petunia.

Autore: Carla Vinci

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