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[27/02/2008] - Dalla Cellula al Tessuto: i Tessuti Conduttori

I TESSUTI CONDUTTORI

I tessuti conduttori sono costituiti da lunghe file di cellule che si sovrappongono e, in questa sovrapposizione dove l'una è a contatto con l'altra, una parte o si perfora o viene modificata e va a formare una sorta di tubo molto lungo. Sono i vasi, quella struttura, cioè, preposta al collegamento dell'apparato radicale con la parte aerea di una pianta.

Nelle piante di una certa età, anche se di notevoli dimensioni e diametro del fusto, i vasi si trovano pochi millimetri sotto la corteccia. In questo poco spazio, dunque, avviene la quasi totalità del trasporto della linfa fra chioma e radici.

Sono tessuti complessi essendo costituiti da diversi tipi di cellule, raggruppati in fasci insieme alle fibre e si dividono in vasi xilematici o legnosi che formano lo xilema o legno e in vasi floematici o cribrosi che formano il floema o libro.

I primi (vasi xilematici) hanno il compito di trasportare la linfa grezza (composta essenzialmente da acqua e sali minerali) dalle radici alle foglie e sono vasi costituiti da cellule morte (trachee e tracheidi) con protoplasma assente, a parete ispessita e, in parte, lignificata. Si possono quindi paragonare a dei tubicini come fossero tante cannucce e, dato che in essi la linfa viene "aspirata o succhiata" (che dir si voglia) dall'alto tramite l'evaporazione che avviene nella parte aerea (il meccanismo, in pratica, della cannuccia e della bibita) possiamo dire che esite una sorta di tensione interna alla pianta perchè ciò avvenga (incredibili piante! Non è cosa da poco vincere la forza di gravità eppure loro...). Questa tensione interna potrebbe esporre i vasi al collassamento ma proprio la lignificazione di una parte della parete del vaso, impedisce che ciò accada.

I vasi floematici, invece, trasportano la linfa elaborata (costituita da una soluzione acquosa in cui sono contenute sostanze organiche prodotte dalla fotosintesi -gli zuccheri- ormoni e aminoacidi), dalle foglie a tutto il resto della pianta e alle radici e sono costituiti da cellule vive comunque modificate. In questi vasi il trasporto della linfa avviene grazie ad una sorta di pressione che "spinge" verso il basso. Le pareti di questi vasi, sono ispessite ma mai lignificate.

In aggiunta alle strutture preposte alla conduzione, nel legno e nel libro (xilema e floema) si trovano anche fibre e cellule parenchimatiche.

Dicevamo che trachee e tracheidi formano lo xilema o legno, disposto nella parte più centrale della pianta, mentre i vasi cribrosi costituiscono il libro o floema che si trova nella parte più interna della corteccia. Le trachee (vasi aperti), a differenza delle tracheidi, sono maggiormente efficienti nel trasporto della linfa grezza delle piante più evolute come ad esempio le latifoglie mentre le tracheidi (detti vasi chiusi perchè la linfa deve sempre attraversare la lamella mediana per poter passare) sono presenti in piante più primitive come le conifere e, per la loro conformazione più irregolare, per la sezione più stretta, presentano più ostacoli al passaggio della linfa.

Le fibre, invece, hanno la funzione di aumentare la resistenza dei fasci a fronte delle sollecitazioni di cui parlavamo prima mentre le cellule vive sono deputate soprattutto alla regolazione del flusso della linfa grezza all'interno di trachee e tracheidi. In autunno, nelle caducifolia, le cellule vive danno origine a delle estroflessioni somiglianti a piccolissime ernie del tessuto per fermare la circolazione della linfa, chiamate tille. Con la bella stagione, invece, quando sarà indispensabile far ripartire il flusso della linfa grezza, le tille verranno riassorbite.

Le cellule vive hanno anche un'altra funzione nei mesi invernali, sui vasi cribosi (floematici) cioè quella di bloccarne l'attività "incrostando" le zone di perforazione tra cellula e cellula da cui percola la linfa elaborata, in maniera tale da impedirne il flusso. Anche queste "incrostazioni" verranno rimosse, poi, con l'approssimarsi della bella stagione.

Ma oltre al collegamento verticale all'interno della pianta, atto a garantire la distribuzione della linfa dalle radici alla chioma e viceversa, esiste anche il collegamento trasversale tra l'interno e l'esterno ed è garantito dai raggi midollari o parenchimatici, costituiti da una serie di cellule allungate e disposte in fila e che, oltre ad avere la funzione di conduzione delle sostanze nutritive hanno anche quella di costituire una riserva di amidi e sostanze minerali.

Autore: Anna Damiani

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