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[25/10/2007] - Il terreno: com'è composto.
Cominciamo dalla tessitura, che è la classificazione del terreno in base alle dimensioni delle particelle minerali che lo compongono, allo stato di completa dispersione.
Una convenzione internazionale suddivide le particelle in:
- scheletro: particelle con diametro superiore a 2mm. (pietre, ciottoli, ghiaia, ghiaino);
- terra fine: particelle con diametro inferiore a 2mm., a sua volta suddivisa in 4 sottoclassi (in ordine decrescente: sabbia grossa, sabbia fine, limo, argille).
La classificazione avviene in base alla composizione della terra fine; da notare, però, che i vari componenti attribuiscono l’appartenenza di un terreno a una classe, ma ognuno in base a percentuali diverse.
In linea generale tanto più un terreno è composto da particelle fini tanto più ha possibilità trattenere acqua e scambiare elementi chimici, ma anche di compattarsi e cementarsi.
I terreni si dividono, quindi, dal punto di vista della tessitura e, secondo una classificazione internazionale, in:
-- terreni sabbiosi: costituiti almeno al 70% di sabbia,
-- terreni argillosi: costituiti al 25% da argilla,
-- terreno limoso: costituiti al 65 % da limo,
-- terreno umifero: ricco di sostanza organica, almeno 10% (terreni forestali o torbosi),
-- terreno a scheletro prevalente,
-- terreno di medio impasto: scheletro quasi assente, 60% sabbia, 20% limo, 15% argilla, 5% s.o., è, in pratica, il terreno migliore.
Analizziamo le singole particelle:
lo scheletro sottrae volume al terreno, il che significa minor disponibilità di acqua (dovuta alla scarsa capacità di trattenerla) e di elementi nutritivi, sviluppo delle radici difficoltoso, difficoltà di lavorazione;
la sabbia rende il terreno sciolto e facilmente lavorabile, si accompagna, però, a un forte drenaggio, scarso trattenimento dei fertilizzanti, rapido arieggiamento (il che comporta una rapida mineralizzazione della sostanza organica), rapido riscaldamento, facile erodibilità, povertà chimica;
il limo ha caratteristiche differenti, che conseguono all’appartenenza delle sue particelle al limite massimo o minimo della sua classe (0,02mm. o 0,002mm.). In genere i suoli limosi sono polverosi allo stato secco, fangosi allo stato umido, hanno bassa permeabilità, sono poveri di elementi nutritivi, sono freddi e formano croste superficiali e zolle dure;
l’argilla rende il terreno pesante e di difficile lavorazione, ma ricco di elementi nutritivi, con buona capacità di trattenere l’acqua e produttivo’.
Dal punto di vista della tessitura, che si basa su un criterio dimensionale, indipendentemente dalla struttura, la principale differenza tra limo e argilla è la dimensione: sono limo le particelle che hanno un diametro compreso tra 0,02 e 0,002 millimetri, argilla quelle che hanno un diametro inferiore a 0,002 millimetri.
Sono invece sabbia fine quelle tra 0,2 e 0,02 , sabbia grossa quelle con diametro da 0,2 a 2 millimetri.
Autore: Elisabetta Pozzetti

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