[24/01/2008] - La Cellula Vegetale
L'unità di base in cui è organizzato il funzionamento delle piante, è la cellula.
Cominciamo col dire, per descriverla, che ha la dimensione media della punta di uno spillo e che si differenzia da quella animale per la rigidità della sua parete e per la presenza di organelli che, se esposti alla luce, riescono a sfruttarne l'energia per sintetizzare glucosio.
La parete cellulare ha la funzione di delimitare la cellula stessa e di controllare lo scambio delle sostanze con l'esterno
(un po' come fosse la carrozzeria di un'auto). Il nucleo è l'organo preposto alla programmazione e il controllo di tutte le attività della cellula (una sorta di computer di bordo) grazie al corredo genetico che vi è contenuto. I cloroplasti hanno la funzione di captare l'energia luminosa e di trasformarla in energia chimica sotto forma di zuccheri (una specie di pannello fotovoltaico). I mitocondri disgregano gli zuccheri (in realtà potremmo dire che li "bruciano") per ottenerne energia da distribuire in tutta la cellula, dove serva (praticamente come farebbe un motore). I ribosomi sono invece addetti alla duplicazione e al montaggio delle proteine, copiando le informazioni che provengono dal nucleo (una sorta di fotocopiatrice). Il vacuolo è costituito da una cavità che funziona da magazzino, dove vengono depositati materie prime o sostanze di scarto (un po' come fosse il serbatoio e il baule di una macchina).
Le cellule che invece sono preposte alla crescita della pianta (cellule meristematiche) hanno uno sviluppo predefinito
ossia, raggiunta una certa grandezza, si sdoppiano duplicando il patrimonio genetico e dividendo tutto il materiale organico che sono riuscite a stoccare.
Questo processo di duplicazione è definito mitosi. Le due cellule figlie una volta originate da essa, riprendono a crescere fino a raggiungere le dimensioni ottimali "preimpostate" per poi sdoppiarsi ulteriormente e così via.
Il processo di cui vi ho appena parlato associato alla loro successiva crescita in volume (distensione) è il sistema con cui si accrescono le piante, ovvero con cui aumentano di dimensione.
Le cellule destinate alla riproduzione della pianta, invece, come ad esempio quelle presenti nei fiori, anzichè duplicare
il patrimonio genetico caratteristico della specie (chiamato diploide e rappresentato con 2n), lo dividono a metà. In questo modo ogni cellula sessuale (gamete) ha la metà dei cromosomi caratteristici di una specie (si dice aploide e si rappresenta con n). Questa processo di divisione è chiamato meiosi. Il gamete maschile, ricombinandosi successivamente con quello femminile dello stesso fiore o di altri fiori (fecondazione), ricostituisce la quantità di materia genetica tipica della specie vegetale.
Una volta avvenuta la fecondazione fra due gameti aploidi, si avrà la prima cellula diploide del nuovo individuo di quella specie (zigote) la quale continuerà a duplicarsi fino a dar vita ad una nuova pianta, che mostrerà caratteri derivanti dalla ricombinazione del patrimonio genetico proveniente dalla pianta che ha fornito il gamete maschile e da quella che ha fornito il gamete femminile.
Per ora mi fermo qui ma, vi spiegherò presto, come le cellule si organizzano in tessuti nelle nostre piante.
Autore: Anna Damiani

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