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[27/09/2008] - Coltivare le bulbose
Le bulbose (o se si vuole usare un termine corretto “geofite”) sono quelle piante che appartengono
a famiglie diverse e che in comune hanno un organo sotterraneo, di varia forma, che durante l’inverno passa un periodo di dormienza. Questo organo consente alla pianta di superare le condizioni più avverse, che sia il freddo o la siccità.
Esistono di varie forme, possono essere tondeggianti, schiacciate quindi bulbi, tuberi, rizomi e cormi. Nella parte inferiore sviluppano le radici mentre in quella superiore gli apici vegetativi che danno vita allo stelo.
- Bulbi: è un organo di propagazione vegetativa, agamica, non sessuale. In base all’aspetto può esser definito “tunicato” se è ricoperto da un involucro (aglio, giacinto…), “embricato” sei i catafilli sono poco ampi e assumono l’aspetto di squame (lilium), “solido” se ha l’asse grosso e i catafilli ridotti (zafferano, gladiolo). I catafilli sono le squame dei bulbi.
- Tuberi: è un fusto sotterraneo modificato che assume la funzione di accumulare sostanze di riserve glucidiche (amido, inulina…) per consentire alla pianta di superare l’inverno. Un esempio è la patata. Invece la Dahlia, l’Ipomea batatas e la Manioca hanno dei “rizotuberi” che sono delle radici
laterali ingrossate.
- Rizomi: è come il tubero però con una forma allungata. Sono provviste di rizoma molte felci, piante acquatiche, il mughetto e l’iris. Non va confuso con lo stolone che è un fusto strisciante sopra la superficie del terreno.
- Cormi: hanno un’asse molto grossa e catafilli ridotti, è come un piccolo tubero avvolto da foglie cartacee. Fra le piante con cormi abbiamo fresie e gladioli.
- Bulbilli: sono delle strutture che staccandosi dalla pianta madre hanno la funzione di propagazione.
Sono delle piante molto semplici da coltivare, adatte sia alle bordure che ai vasi nei nostri balconi e adatti anche ad insegnare ai bambini le prime nozioni di giardinaggio. Esistono due tipi di bulbose, quelle che si interrano in autunno per avere una fioritura primaverile e quelle che si interrano in primavera per avere una fioritura in estate-autunno. Bisogna tener conto che nelle regioni del sud la piantagione autunnale può essere posticipata, mentre nelle regioni del nord dipende dalle zone andrebbe anticipata.
Il terreno deve essere leggero, permeabile e ricco, infatti ciò che temono di più sono i ristagni d’acqua. E’ possibile arricchire il terreno con concime per piante fiorite, ma non con stallatico che provocherebbe grossi danni al bulbo. Piantare un bulbo è semplicissimo, basta semplicemente nella terra creare lo spazio per adagiarlo, mettendo sul fondo un po’ di sabbia e qualche granulo di concime a lenta cessione. La profondità
deve essere di 2-3 volte la sua altezza. Questa è la regola generale, poi ad esempio il mughetto deve essere posto quasi in superficie, l’ippeatro deve uscire dal terreno….una cosa da non dimenticare è che l’apice va in alto.
Alla fine della fioritura si innaffia finchè le foglie non ingialliscono e seccano per far si che il bulbo faccia riserva di sostanze nutritive e poi possono essere estratti dalla terra, si possono staccare i bulbilli e conservare i bulbi avendo cura di spolverarli con un anticrittogamico. Oppure si possono lasciare i bulbi in terra come avviene in natura.
Una pratica molto comune è quella della “forzatura dei bulbi” che ci permette di ottenere una fioritura invernale di quei bulbi che invece hanno una fioritura primaverile come ad esempio tulipani, giacinti, narcisi….Come si fa: bisogna inserire i bulbi sopra uno strato di torba, sabbia o argilla espansa, coprendoli leggermente o non coprendoli affatto. Bisogna tenere la torba umida e non bagnata e lasceremo i bulbi in un luogo buio e fresco per 8-10 settimane. Appena vedremo spuntare le foglioline si porteranno i bulbi gradualmente alla luce ma non direttamente al sole. In questo modo avremo delle bellissime fioriture durante il periodo natalizio.
Per conoscere le varie bulbose vi rimandiamo alle rispettive schede dell’Enciclopedia.
Autore: Lidia Castronovo

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