[10/06/2008] - Giugno: Mille Cose da Fare in Giardino e in Terrazzo
Giugno è un mese bellissimo, speciale e non è facile non farsi tentare dalla sua magia, la magia della natura nel pieno del suo rigoglio.
Siamo reduci dalle copiose fioriture di maggio che ci hanno appagati del lavoro del tardo inverno-inizio primavera e
vorremmo poter uscire in giardino e lasciarci andare al relax ma…ma se da un lato giugno è un mese che invoglia a raggiungere in fretta un dondolo o una sdraio, dall’altro è altresì il mese in cui i lavori incalzano.
Lavori tutti importanti e nessuno dei quali rimandabili.
Non sono lavori che richiedano grandi sforzi, una particolare conoscenza tecnica o impiego di grandi mezzi, ma sono lavori continuativi, che il giardino ci richiede con insistenza affinché possiamo continuare a godere della sua bellezza.
A pensarci bene le stesse regole valgono anche per chi coltiva le sue piante in un terrazzo dato che comunque non è certo la coltivazione in vaso che rende meno impegnativa la nostra passione, anzi!
Tanto per dare un minimo di indicazioni di massima, ecco una sorta di elenco di lavori di “primo livello”, elenco che sicuramente potrà servire anche ai nostri amici terrazzauti.

Partiamo innanzitutto con la messa a dimora di bulbose a fioritura estivo-autunnale.
Dahlie e Gladioli, Ixia e Canna indica, giusto per fare qualche nome, insomma tutto quanto queste meraviglie riescono a regalarci, vanno interrate entro la metà di giugno prima che sia troppo tardi e che queste vadano a fiorire quando comincia il brutto tempo autunnale.
È sempre preferibile metterle a dimora in gruppi, così da ottenere un effetto a macchia che diventa di particolare pregio estetico per il giardino o per un bel vaso, magari piantandoli a scalare così da ottenere anche, fioriture diversificate in relazione al periodo di piantagione.
Se da un lato possiamo piantare nuovi bulbi per le fioriture dei prossimi mesi, dall’altro dobbiamo cominciare ad estrarre i bulbi a fioritura primaverile qualora fossero bulbose che non tollerano le basse temperature invernali al nord o le continue piogge.
I loro fogliami, ormai ingialliti, ci dicono che il loro ciclo è terminato e, quindi, che è possibile estrarli dalla terra per metterli ad asciugare in un posto ombroso ed asciutto, ben areato. Dopo di che, in capo a qualche giorno, sarà possibile recidere le foglie che residuano a non più di 3-4cm. di lunghezza, cospargere il bulbo di polvere anticrittogamica e riporre il tutto in cestini riempiti di paglia oppure in vecchi collants (sì, proprio le calze da donna) in un luogo buio e fresco ma non umido.

Un altro lavoro da effettuarsi è quello di sostituire le annuali primaverili come le Primule, le Viole, le Pratoline, i Non-ti-scordar-di-me, che inevitabilmente, con l’arrivo dei primi caldi, tendono ad appassire e a dare un aspetto disordinato e malandato alle nostre aiuole o alle nostre fioriere.
L’estate offre un’ampia gamma di annuali con cui rinnovare le nostre bordure e i nostri vasi come ad esempio la Salvia splendens, le Begonie, gli Ageratum, i Tagete, gli Antirrhynum (le cosiddette Bocche di leone), i Fiori di Vetro, la Nuova Guinea, la Scaevola senza parlare poi del re incontrastato dei terrazzi e dei balconi: il Geranio.
Mentre piantiamo le nostre compagne di viaggio attraverso l’estate, possiamo anche già pensare a seminare quelle che saranno le piantine che andremo a interrare con la prossima primavera.

Un’operazione di vitale importanza per gli arbusti da fiore, invece, è la potatura.
Molti di loro han portato a termine il loro meraviglioso compito ed ora a noi ne spetta uno un po’ meno meraviglioso: asportare lo sfiorito e riordinare i volumi, preparare, quindi, i nostri arbusti alla fioritura del prossimo anno.
Philadelphus, Deutzia, Forsythia, Viburni, Spiree, Kerria, han tutti necessità di un intervento.
Da un lato, qualora servisse, va contenuta la crescita, dall’altro va stimolato l’arbusto a produrre
nuovi rami che l’anno prossimo porteranno fiori.
In taluni casi e ciclicamente, è anche bene effettuare delle potature di svecchiamento così da evitare che l’arbusto lignifichi eccessivamente e ci regali scarse fioriture.
Va comunque detto che tutto lo sfiorito, indipendentemente dalla pianta, andrebbe asportato fatto salvo per quelle piante di cui vogliamo raccogliere i semi che, in questo caso, dovranno essere lasciati essiccare sulla pianta prima di essere raccolti.
Stesso discorso vale per le Rose. Quelle rifiorenti, ormai, avranno dato il massimo e perché rifioriscano, è necessario che venga asportato lo sfiorito ed anche una porzione del ramo che ha portato i fiori.
Le Rose non rifiorenti, invece, non necessiterebbero di potature se non quel tanto che basta al riordino e al contenimento degli arbusti più vigorosi.
Vale la pena anche di assicurarsi che i succhioni o polloni non siano presenti tra i nostri rosai.
Per individuarli con certezza, basterà controllare da dove partano i rami più vigorosi all’attaccatura. I polloni nascono al di sotto del portainnesto (quella parte appena più rigonfia che di solito si pianta fuori terra di pochissimi centimetri) e i rami si presentano, appunto, particolarmente vigorosi, ricoperti di foglie più piccole rispetto a quelle della nostra Rosa e di
color verde più chiaro, talvolta glauco. Emettono fiori semplici, cioè a cinque petali.
È curioso come queste piante riescano comunque a prendere il sopravvento rispetto alla pianta a cui hanno dato vita…una sorta di messaggio, un qualcosa che sembra far capire all’uomo che malgrado tutti i suoi interventi non riuscirà mai a dominare e ad asservire completamente la natura.
In ogni caso lasciare questi getti significa far diventare predominante la Rosa che ha dato vita a quella in nostro possesso e quindi far tornare il nostro arbusto alla forma primigenia, quella selvatica.
Altra piccola ma importante operazione è quella relativa alla cimatura e alla sbocciolatura delle nostre Dahlie e alle erbacee con le stesse caratteristiche. Se le abbiamo acquistate al garden delle varietà a portamento alto o una volta che saranno spuntate quelle di cui abbiamo interrato i tuberi e le talee, dobbiamo tener conto che, per far sì che non diventino estremamente fragili con la crescita, vanno cimate quando raggiungono i 20cm. di altezza. Questo procedimento consente un maggior accestimento delle nostre piante e dall’altro consentirà alle nostre amiche di emettere degli steli più robusti.
Non appena appariranno i boccioli, invece, un’altra decisione che è sempre difficile da prendere per chi ama i fiori, è se scegliere di avere pochi fiori, ma grandi, o viceversa.
Nel caso in cui si opti per la prima ipotesi, cioè avere meno fiori ma più grandi, andranno asportati i bottoni florali a lato di quello centrale.
In merito invece alle piante che emettono steli un po’ più sottili, è buona norma munirsi di sostegni per far sì che pioggia o vento, li pieghino e li rompano.
Solitamente si usano piccole canne di bambù ma si reperiscono facilmente anche tutori in plastica (una sorta di bacchetta su cui è saldato un cerchio) da infilare nel centro della pianta in modo tale da sorreggerli ma allo stesso tempo anche permettere loro di assumere un portamento meno eretto.
Nel caso in cui si opti per le bacchette di bambù, vanno effettuate con la rafia sintetica, delle legature a forma di “otto” per evitare strozzature.
Sempre in materia “legature” un pensiero, ora, lo meritano i rampicanti dei quali, con questo mese, assisteremo ad una copiosa produzione di lunghi rami.
Dovremo essere molto accorti nel guidarli lungo le intelaiature dei treillages e dei berceaux a mano a mano che i tralci si allungano per evitare che i fusti non fissati ai supporti, crescendo e riempiendosi di foglie, nelle giornate piovose acquistino un certo peso, tale, a volte, da strappare il tralcio stesso se non tutto il rampicante per non parlare delle strutture che li portano. Stessa cosa per il forte vento: rami ben affrancati alla struttura difficilmente si prestano all’effetto “bandiera al vento”!
Bisognerebbe sempre ricordarsi che utilizzare la rafia naturale tende, nel tempo, a degradarsi mediante l’azione della pioggia e del sole e quindi risulta meno affidabile nel trattenere saldamente ai grigliati i nostri rampicanti producendo l’effetto di cui sopra.
Un lavoro, invece, alquanto inviso a tutti coloro i quali hanno assidue frequentazioni coi giardini, è l’eliminazione dell’erba infestante tra le beole e nelle fughe delle pavimentazioni da esterno.
Molto spesso nei vialetti dove si insedia allegramente, è possibile estirparla con un diserbante sistemico, anche se è sempre meglio intervenire con rastrello a denti d’acciaio oppure con opera di zappa, dopo aver ben bagnato per poter svellere le radici delle nostre.
Questo è un lavoro da effettuarsi con una certa continuità nel corso di questo mese e della stagione, poiché con queste
temperature le infestanti si ripresentano di continuo. Lasciarle crescere è quanto mai sconsigliabile perché con le loro radici stolonifere, si insinuano ovunque rendendo impervia la loro rimozione totale.
Ma il lavoro più disagevole e faticoso è la rimozione delle erbacee nelle aiuole e nelle bordure.
Il consiglio è quello di non lasciarle propagare e di intervenire appena si presentano, per evitare lavori ciclopici per entità e fatica e per proteggere le nostre beneamate piante ornamentali.
Quando poi la stagione è molto piovosa e vi si alternano calde giornate di sole, ecco che le infestanti appaiono con la velocità della luce.
Insomma una guerra da cui, per poter uscire vincitori, è sempre meglio prevenire il più possibile.
Indubbiamente l’uso dei teli pacciamanti in fase di realizzazione di un’aiuola, è già un buon deterrente ma non è mai la soluzione totale perché la malerba, come tutti sanno, sopravvive e radica dappertutto e, nel tempo, riesce ad infiltrare anche questi.
Altro aspetto del giardinaggio, pregno di fatica, è il controllo delle essenze che costituiscono le siepi.
Se abbiamo scelto le potature formali, quindi quelle belle linee tutte ordinate e monoessenza, ci vedremo, in questo periodo e per tutto l’arco della stagione, eccezion fatta per i mesi più caldi, a lavorare sodo con le cesoie o con il tagliasiepe.
Ad ogni taglio che effettueremo in certe condizioni climatiche, seguirà un tripudio di nuovi rami che "spareranno" in ognidove.
È quasi sconfortante lo spettacolo quando si para davanti ai nostri occhi e nel giro di pochi giorni, ma questo è il gioco delle parti: le piante fanno quello che son preposte a fare e i giardiniere pure.
Importantissimo, invece, è mantenere abbastanza morbida e “mossa” la terra, al piede delle piante della nostra siepe.
Questo perché non si formi una suola tale da impedire il passaggio dell’acqua e per consentire anche la circolazione delle sostanze nutrienti che andremo ad apportare qualora fosse necessario.
Altro aspetto fondamentale nell’evitare che al piede il terreno formi una crosta è che, spesso, al di sotto di essa si annidano larve e vengono depositate le uova di numerosi parassiti.
Ulteriori interventi da effettuarsi in questo periodo e prima dell’arrivo del caldo, sono quelli preposti al controllo delle
fitopatologie e dei parassiti.
Ove possibile, cioè dove la pianta non presenti segni marcati di sofferenza, basterà intervenire per le patologie fungine con rimedi semplici e poco invasivi, mentre per situazioni importanti, è sempre meglio convocare in loco il “solito” giardiniere di fiducia per avere da lui consigli mirati ed efficaci. Il fai-da-te è sconsigliato sempre qualora ci si trovi di fronte ad un problema più serio o ad un attacco imponente.
Non scordate mai di attenervi scrupolosamente ai dosaggi indicati, alle diluizioni del prodotto suggerite sia dalla casa produttrice sia dal tecnico che avrete consultato per evitare danni ben più gravi alle vostre piante.
Stesso discorso vale per i parassiti. Afidi, aleurodidi e attacchi di media entità, sono qualcosa che la pianta sa affrontare e sopportare.
Se si parla di arbusti o di Rose, va ricordato, tra l’altro, che basterà “docciare” bene la pianta per ottenere buoni risultati attraverso lo schiaffo dell’acqua su rami e rametti. Non dimenticate, poi, che, con l’arrivo del caldo, afidi e "compagnia succhiante" spariranno.
Diverso, invece, se l’attacco è massivo e se a subirlo è un albero. Molto spesso vi sono alberi che quando vengono attaccati pesantemente dai parassiti, stentano a riprendersi dal grave stress a cui vengono sottoposti, per cui vale sempre la regola di rivolgersi a qualcuno che ne capisca e che possa dare il giusto suggerimento.
In ogni caso, se sarete intervenuti su piante attaccate da una qualche fitopatologia, ricordate di disinfettare i vostri ferri del mestiere prima di riutilizzarli per non propagare la malattia ad altre piante.
Ultimi, ma non meno importanti, i lavori di mantenimento del tappeto erboso.
Senza ombra di dubbio nella tarda primavera e poco prima del grande caldo, questo in assoluto, specie in giardini di medie/grandi dimensioni, è uno dei lavori che maggiormente impegnano.
Innanzitutto lo sfalcio dell’erba deve essere regolare e deve essere effettuato con una lama ben affilata e disinfettata.
Poi la verifica di eventuali patologie fungine e/o di eventuali segni di clorosi e, nel caso del loro reperimento, è necessario rivolgersi sempre ad un giardiniere di fiducia che possa visualizzare in loco il problema e indicare il prodotto e le modalità più corrette per eradicare ogni tipo di patologia.
Inoltre vanno ripetutamente effettuati, nella stagione, i trattamenti idonei alla rimozione del muschio: areazione e apporto di sostanze che lo controllino nella sua espansione.
Indispensabile, per un manto erboso perfetto, non lasciar mai crescere troppo l’erba e controllare che nel prato non vi siano infestanti.
Per piccoli spazi a prato, basterà estirparle manualmente e periodicamente, per i prati più vasti, invece, il solo contenere la crescita dell’erba avrà anche funzione di controllo delle erbacce.
Insomma, come vedete, a dispetto di quel che noi vorremmo, il famoso e beato riposo nel proprio spazio verde dopo le fatiche primaverili è di difficile attuazione, o meglio, è possibile solo avendo pagato pegno per mantenere il giardino in piena forma, quindi non rimane che rassegnarsi e mettersi a lavorare e a me non resta che augurare buon giardinaggio e buon terrazzaggio a tutti!
Autore: Anna Damiani

eFiori.com - Regala emozioni da casa tua! [

