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[09/11/2007] - Il Generale Inverno...il freddo sui nostri balconi.

Un altro inverno sta arrivando e, questa stagione così poco apprezzata, in realtà può portare momenti di tranquillità e di serena riflessione, anche sui nostri balconi.
Ma prima di poterci rilassare, osservando la natura che si ferma per riposare dalle lunghe fatiche estive e primaverili, dobbiamo correre ai ripari, proteggendo al meglio le nostre amate piantine.
Infatti, tutti noi, che abbiamo terrazzi e balconi, ben sappiamo quanto poco amico sia il freddo, delle specie ornamentali che coltiviamo in vaso.
Si sa che le piante coltivate in cassette, vasi ed orci, hanno radici che sono relativamente protette dal gelo, quindi, la prima cosa da fare, se abitiamo in quelle regioni in cui le temperature minime (specie quelle notturne) si abbassano tanto e per lunghi periodi, è di creare la giusta condizione, affinché le nostre amate, trovino conforto, rifugio e protezione, dalla gelida mano dell'inverno.

Ci siamo appena lasciati alle spalle, un tiepido autunno che ci ha permesso di godere ancora del nostro angolo verde e le piante che coltiviamo, ci hanno regalato ancora qualche fioritura.


Le annuali come i Tagetes, le Impatiens, le Nuova Guinea, le Begonie, i Coleus (che vedete nella foto qui a sinistra), gli Ageratum, le Petunie e le Surfinie, stanno per lasciarci e magari lo faranno nello spazio di poche notti, perché il freddo ci potrebbe cogliere di sorpresa e magari anche una lieve coltre di neve, ma se siamo stati dei giardinieri previdenti e, appassionati alle semine, sappiamo che le scorte di semi raccolti durante la bella stagione, ci garantiranno fioriture a profusione per la prossima stagione.
Qui a destra, potete vedere un piacevole allestimento di vasi e cassette con Surfinie, Gerani, Cerastium e Ciclamini).

Ma fra tutte quelle che tanto ci hanno regalato in termini di colori e di fiori, ci sono i Pelargoni, ovvero i Gerani (li potete vedere nella foto qui in basso a destra, in bella mostra sui davanzali).
Data la loro origine sudafricana, non sopportano le basse temperature e si possono riparare ricorrendo a diversi sistemi.
Uno, è quello di ritirarli in un ambiente non riscaldato ma luminoso, dove sarà necessario bagnarli ogni 15-20 giorni, per mantenerli in vita. Niente paura se si formeranno degli steli verde chiaro e filamentosi…in primavera sarà sufficiente una buona potatura, unitamente ad una buona concimazione, per vederli ripartire alla grande.

Se invece non si disponesse di un locale avente queste caratteristiche, sarà sufficiente ripararli in un angolo del terrazzo meno esposto e coprirli con il Tessuto Non Tessuto (TNT), dopo aver controllato che i fori di drenaggio siano perfettamente liberi e dopo averli isolati da terra, tenendoli sollevati, ma appunto, controllando che il foro di drenaggio sia libero.
Un'altra possibilità è quella delle miniserre. In commercio se ne trovano di diversi tipi e dimensioni, ma tutte sono adeguate ad assolvere il loro compito. Le uniche accortezze da avere, sono innanzitutto di esporre la serra nella parte meno fredda (e magari anche più soleggiata del balcone) e di arieggiarla più volte in una settimana, tenendo aperto il lato incernierato nelle ore più calde. Questo per evitare che la condensa che vi si forma, dia vita a muffe che decimerebbero le vostre piantine.
In questo caso, si irrigherà non più di una volta al mese, considerato che le temperature esterne, anche se le piante sono protette, sono comunque basse e che le radici non riuscirebbero ad assorbire sufficientemente acqua, dando vita a marcescenze radicali.

Nel momento in cui ritirerete i vostri Gerani, buona norma sarà quella di tagliare appena le sommità e di muovere un po' la terra di superficie, mescolandovi un po' di stallatico sfarinato.
Questo consentirà alle vostre piantine di accumulare energie da spendere quando la stagione sarà propizia.
Nella nostra serra potremo anche ricoverare altre piante come gli Hibiscus rosa-sinensis ed altre che sappiamo essere sensibili al freddo.
Anche per queste piante valgono le indicazioni scritte per i Gerani. Altro discorso, invece, riguarda le specie che abbiamo in vasi che non si possono mettere in serra per le dimensioni.

La Lantana camara ad esempio, se coltivata ad alberello, o la Plumbago capensis, che vedete nella foto qui a destra, possono essere riparate mettendo del cartone tutt'attorno al vaso e fissandolo adeguatamente e ricoprendo la parte aerea col Tessuto Non Tessuto. Anche per queste piante irrigate il minimo indispensabile e, nel caso della Plumbago, effettuate la potatura necessaria acchè la pianta riprenda a vegetare pienamente e vigorosamente con l'arrivo della primavera.

Altra pianta molto sensibile al freddo ma che non va riparata all'esterno, bensì in casa, è la Clivia miniata (che vedete nella foto qui a destra). Questa splendida pianta, necessita di tepore e quindi la posizione ideale è quella di un angolo di casa, dove ci sia qualche grado meno rispetto all'ambiente domestico, come magari un pianerottolo o un giroscala. Una volta portata all'interno, l'ideale è di tenerla per circa 20-30 giorni al buio e poi di riportarla in piena luce. Questo vi assicurerà una bella fioritura per l'anno prossimo.

Ed ora parliamo di Cactacee e di Succulente. Superfluo dire che tutte vadano messe al riparo, possibilmente in serra fredda, avendo però cura di arieggiare la serra nelle ore più calde, dato che la temperatura esterna non deve essere più bassa di quella interna, per evitare uno shock termico che le danneggerebbe irreparabilmente. L'arieggiatura della serra, come dicevo anche qualche riga fa, serve ad impedire che la condensa della serra stessa, favorisca l'insorgenza di muffe. È invece doveroso dire, che non vanno bagnate nel corso di tutta la stagione invernale.
Questo per evitare che l'acqua ristagni, considerato che le Cactacee e le Succulente (di cui potete vedere qui a destra una gradevole ambientazione) se lasciate all'esterno, vanno in totale riposo e che quindi l'acqua che si dà loro, non verrebbe assorbita creando alla fine marcescenze tali, da farvi perdere per sempre le vostre amate "grassine".
Si possono tranquillamente, anche riparare in casa, continuando le cure colturali come in piena stagione calda.
Nessun problema invece, per i Sedum e i Sempervivum, di cui, alcune specie sopravvivono senza problemi all'esterno e altre che durante la stagione fredda "spariscono" perché la parte aerea muore, per ricacciare ancor più vigorosamente in primavera.

Un'altra pianta spesso presente nei nostri balconi è la Rosa che nella foto qui a sinistra, è così ben rappresentata da un fiore di 'A Shropshire Lad', rosa moderna inglese, creata da David Austin. Queste stupende piante, probabilmente stanno dandovi ancora qualche inaspettata soddisfazione, producendo ancora qualche fiore malgrado il freddo.
Presto si spoglieranno e le foglie, magari attaccate dalla ticchiolatura, spariranno dalla pianta per far posto, con la nuova stagione, ad un bel manto verde e sano. Unico consiglio, distruggete le foglie colpite dalle malattie crittogamiche, per evitare il propagarsi delle spore.
Come immagino sappiate, le Rose non richiedono particolari cure. Non soffrono il freddo e quindi non necessitano di nessun riparo e per la loro potatura, esistono diverse scuole di pensiero: chi pota appena la pianta è spoglia e chi pota a fine febbraio per evitare che qualche gelata possa bruciare le gemme che vanno formandosi…lascio a voi la scelta, anche in base all'esposizione dei vostri balconi.

Ed ora parliamo di acidofile sul nostro terrazzo e per questo argomento vi rimando qui.

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