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[09/04/2009] - Impianto di nebulizzazione

La nebulizzazione offre molti e diversi benefici alla coltivazione in vaso.
D’inverno può combattere, fino ad un certo punto, il gelo e soprattutto i venti freddi.
D’estate può permettere la coltivazione in pieno sole di piante che altrimenti soffrirebbero bruciature e siccità del vaso.
Io la pratico da anni, ed ultimamente la uso come cooling, o impianto di raffreddamento per le passiflore del gruppo Tacsonia e le orchidee andine (Odontoglossum, Oncidium andini, Miltonia, Miltonopsis, Cochlioda ecc. ed i loro ibridi, fra i quali la ben conosciuta Cambria, un cultivar sotto il cui nome passano vari ibridi all’interno di questo gruppo.
Il principio fisico è semplice: l’acqua, evaporando, assorbe calore.
Con questo sistema mio padre ed i suoi commilitoni si procuravano l’acqua fresca in pieno deserto libico: un fiasco sprovvisto di paglia, riempito d’acqua. Uno straccio imbevuto ed arrotolato più volte attorno al vetro ed esposizione al sole cocente dell’Africa. L’evaporazione rapida sottraeva calore alla bottiglia e raffreddava l’acqua ivi contenuta.

Se semplicemente si irrigano le piante, l’effetto è molto contenuto ed inoltre si rischiano bruciature alle foglie a causa dell’effetto lente che i depositi liquidi hanno sulle stesse.

Gli strumenti

Non descrivo qui i costosi impianti di nebulizzazione professionali, che pure potrete visionare nelle incombenti mostre di agricoltura. Esse consistono di centraline con sistemi di rilevamento dell’umidità e del calore, di tubi metallici sui quali sono posizionati ugelli finissimi che provocano una nebbia ad intervalli e di un decalcificatore perché il calcare intaserebbe presto gli ugelli.
Il mio è un sistema molto più economico e praticabile dovunque all’esterno
Sono necessari
- Riduttore di pressione
- Centralina elettronica
- Tubo da 20mm di polietilene per l’irrigazione goccia a goccia
- Raccordo ad innesto rapido per il collegamento del tubo alla presa d’acqua
- Ugelli finissimi che ho trovato soltanto della Gardena N 5
- 2 angolari a muro per sospendere il tubo di polietilene

Procedura ed uso


Al rubinetto viene applicata la centralina con in testa il riduttore di pressione (quale riduzione d applicare dipenderà dalla pressione di rete, la nostra è tra le 6 ed 8 atmosfere e collegata in uscita con un normale tubo da innaffiature che finisce in un collegamento a presa rapida.
Dipendono dal tipo di raffrescamento necessario l’altezza ed il numero di ugelli.
Normalmente uso un ugello per ogni metro lineare fissando il tubo a metri 2,5 dai vasi.
Il miglior risultato si ottiene raccordando uno spezzone di tubo ad un altro disposto circolarmente e derivante dallo stesso. Ciò per favorire un’uniformità di pressione. Le due parti lunghe vengono disposte in modo da nebulizzare tutte le piante seguendo il seguente schema





Notabene

Trattandosi di ugelli ad uso impianti a goccia, la nebulizzazione non è perfetta.

L’uso costante di questo tipo di ugelli può comportare l’appesantimento del composto dei vasi.
Per ovviare all’inconveniente si può coprire il vaso con della plastica rigida, lasciando scoperto soltanto il colletto della pianta

Autore: Bruno Gasparini

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