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[17/09/2008] - Il Giardino Greco
Per poter parlare del giardino greco bisogna obbligatoriamente parlare di divinità perchè le due cose erano strettamente connesse.
I greci vedevano nei vari ambienti naturali una manifestazione della sacralità, sia che fosse una
pianura, una montagna....o una fonte. Il discorso della fonte è molto importante in quanto lì per loro risiedeva una divinità, forse una delle divinità più importanti in quanto dove c'è acqua c'è vita. Naturalmente intorno alla fonte cresceva una fitta vegetazione definita bosco sacro. In questi luoghi venivano poi costruiti dei santuari, un locus amoenus, un luogo magico in cui regna il genius loci. Era la natura quindi a scegliere, non l'uomo.
In prossimità dei santuari venivano piantati platani, olmi, cipressi e alberi da frutto. Ma in luoghi come il Santuario di Delfi e il Santuario di Olimpia venivano piantate anche piante aromatiche e fiori. Uno dei giardini sacri più belli era quello delle Ninfe, si trovava a Itaca, c'era un bacino d'acqua con una cascatella ed intorno un bosco di pioppi.
I boschi piantati nei pressi delle città avevano una particolarità, gli alberi venivano piantati a filari regolari oppure se venivano piantati vicino ad un tempio riprendevano l'allineamento delle colonne. L'ordine e il rigore tipico nella cultura grecadove tutto era geometria.
In questi spazi verdi si stabilirono fra il IV e il III secolo a.C. alcune fra le più importanti scuole filosofiche del periodo, come quella di Platone. Epicuro invece è stato il filosofo che portò il giardino dentro la propria casa, infatti lo spazio adiacente alla sua abitazione divenne il luogo simbolo del suo pensiero dove si poteva rivelare la vera felicità lontani dalle pressioni della vita politica.
All'interno della città sono nati i primi esempi di parchi pubblici, infatti in prossimità delle agorà e dei ginnasi venivano piantati fiori ed alberi. I giardini privati erano parte integrante della casa, venivano piantati vigneti, orti ma anche le rose importate in Macedonia dal re Mida, oltre che iris, violette....
Ad Atene erano presenti i Giardini di Adone, nati perchè le donne della città a mezzo agosto
mettevano sui tetti le immagini del semidio e le circondavano con vasi in cui piantavano orzo, lattuga, finocchio e grano. Piante che subito spuntavano, ma che subito morivano, a simboleggiare la prematura morte di Adone amante di Venere. L'importanza dei Giardini di Adone la possiamo vedere ancora oggi, infatti da lì derivò la coltivazione su balconi e terrazze di piante in vaso per uso ornamentale.
Molti vasi e molti versi della letteratura classica ci raccontano di splendidi giardini, uno di questi è il giardino delle Esperidi, situato ai confini del mondo, che fu teatro di una delle fatiche di Ercole, infatti lì uccise un mostruoso serpente che era il guardiano dell'albero dalle mele d'oro.
Autore: Lidia Castronovo

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