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Silvana 10-01-12 02:01

coltivazione Hellebori
 
in seguito all'acquisto di qualche nuova pianta di Elleboro, che potete vedere qui http://giardinaggio.efiori.com/forum...-acquisti.html ho raccolto in rete un pò di informazioni generali che vorrei condividere con voi.
Chi ha altro da aggiungere, anche come esperienza personale, può aggiungere tranquillamente qui.


Il più noto, l'Helleborus niger viene chiamato anche Rosa di Natale, perchè sboccia tra dicembre e febbraio, non appena si presentano giornate tiepide durante l'inverno.

In realtà non si tratta di una rosa, ma di un Genere di erbacee perenni che conta circa 25-30 specie, alcune a foglia sempreverde, altre caduche.

Il fogliame è vigoroso, costituito da grandi foglie palmate, composte da segmenti ovali, di colore verde scuro;

Nei mesi tardo invernali produce sottili steli carnosi che portano fiori singoli o a grappoli, molto grandi, che ricordano i fiori della rosa canina.

I colori degli ellebori sono generalmente il bianco ed il porpora, ma esistono varietà a fiore delicatamente rosato, verde, crema.

Sono piante facilmente riscontrabili anche in natura, spesso ai margini dei boschi collinari, in zone semiombreggiate e abbastanza umide, spesso sul greto di piccoli corsi d'acqua stagionali; possono essere coltivati con successo in giardino a patto di seguirne le esigenze.

Gli Helleborus botanici costituiscono un capitolo ostico sia per l’appassionato, ansioso di assicurarsi piante autentiche, sia per il botanico che le che le studia sul campo.

La classificazione più seguita è quella di Brian Mathew, tuttavia occorrerà tempo ed ulteriori osservazioni per comprendere appieno le specie di Hellebori, perché, sebbene Mathew abbia stabilito dei criteri pratici e chiari, le osservazioni fatte in natura spesso evidenziano delle contraddizioni.

Alcune specie infatti sono intrinsecamente variabili e possono ibridizzarsi reciprocamente.
Inoltre è difficile trovare in coltivazione nei vivai specie di sicura provenienza sia per studiarle sia per utilizzarle a scopo orticolo.
Tutti questi motivi, uniti alla bellezza un po’ misteriosa e alle caratteristiche peculiari, ne fanno comunque oggetto di desiderio degli appassionati.

vediamo comunque alcune specie

Helleborus argutifolius

E’una delle specie più facilmente disponibili, è interessante sia per il fogliame che per i fiori e si adatta facilmente alle varie condizioni del giardino.

E’ una pianta con fusti alti fino a 90-100 cm. con foglie dure, rigide suddivise in tre fogliole con bordo spinoso.

Da Gennaio fino a Marzo gli steli portano grappoli di 20-30 fiori verdi alla loro estremità.

E’ una pianta adattabile ma da’ il meglio in una posizione piuttosto soleggiata con terreno ben drenato.

Si autosemina con molta facilità e le pianticelle sono rigogliose; se non si vogliono raccogliere i semi conviene tagliare i fusti florali operazione che stimola lo sviluppo dei nuovi getti basali.

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Helleborus foetidus


E’ un elleboro con fusto alto fino a 100 cm con foglie verde scuro finemente suddivise in segmenti assai sottili leggermente incurvati e dentellati.

Verso l’apice del fusto le foglie assumono un aspetto di brattee tra le quali si apronoi fiori, in forma di piccole campanelle cilindriche dal bordo nettamente listato di porpora.

Le foglie hanno un caratteristico odore non gradevole da cui il nome. E’ una pianta molto adattabile che cresce bene in mezz’ombra e si autosemina molto facilmente.

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La cultivar 'Western Flisk' è caratterizzata dai fusti rossastri e da foglie verde-grigiastro.

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Helleborus lividus

Si tratta di uno degli ellebori più rari, di aspetto simile all’Helleborus argutifolius ma molto più basso (circa 30 cm) .
Le foglie sono di colore verde scuro con venature argentee e con la faccia inferiore dalle sfumature porpora.
Ogni foglia è suddivisa in tre fogliole ellittiche.
I fiori in piccoli grappoli sono verde chiaro all’interno ed assumono tonalità porpora all’esterno.

E’ una pianta endemica dell’isola di Maiorca e nei nostri climi è meglio coltivato in vaso con terriccio ben drenato e in posizioni riparate in quanto male tollera il gelo.

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Helleborus atrorubens


Questa pianta è spesso confusa con la più comune forma di Helleborus orientalis dai fiori porpora.
La specie botanica è caratterizzata da foglie decidue, circolari, suddivise in cinque segmenti principali.I due più esterni da ciascun lato sono ulteriormente suddivisi per un totale di 9-13 suddivisioni per foglia, dentellate specialmente verso l’apice.

I fiori compaiono in Febbraio-Marzo su steli ampiamente suddivisi, hanno un aspetto stellato e colore verde con tonalità porpora- rossastre sul dorso.

Questa specie cresce spontanea solo nel nord-ovest Yugoslavia al bordo dei boschi, non è difficile da coltivare in mezz’ombra.

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Helleborus cyclophyllus


Viene spesso confuso con l’Helleborus odorus ed è così difficile distinguerli che si può ipotizzare si tratti di due forme della stessa specie.

Le giovani foglie hanno una peluria argentea sulla faccia inferiore mentre la foglia matura è rotondeggiante, composta da 7 segmenti principali con i due più esterni ulteriormente suddivisi per un totale di 11 segmenti, e sono decidue.
I fiori sono generalmente verdi ma possono essere anche color crema o gialli con i carpelli non fusi alla base e talora hanno profumo di ribes.

I carpelli distinti, il fogliame deciduo e la distribuzione geografica (Grecia, Albania, sud Yugoslavia e sud Bulgaria) distinguono l’ Helleborus cyclophyllus dall’ H. odorus.

Non è difficile da coltivare ma apprezza il riparo dai geli primaverili e dai venti secchi.

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Helleborus dumetorum

E’una specie raramente visibile nei giardini perché poco appariscente.

Ha fogliame deciduo con tre segmenti centrali non divisi mentre i due più esterni sono suddivisi in 3-4 per un totale di 11-13.
La forma delle foglie è piuttosto variabile con i segmenti slanciati, finemente dentellati.

I fiori sono i più piccoli delle specie verdi e penduli.
Questa specie si trova in Croazia e Slovenia, sud Ungheria e Romania.
Nei giardini desidera posizioni d’ombra ben drenate, ma è comunque a lenta crescita.

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Helleborus multifidus

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Comprende le sottospecie:

Helleborus multifidus subsp. bocconei: ha foglie con circa venti segmenti, lineari o ellittici con margine grossolanamente dentellato.
I fiori verdi diventano verdi-biancastri a maturazione e hanno un debole profumo.


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Helleborus multifidus subsp. istriacus: ha le foglie meno divise tra tutte le sottospecie, solo dodici segmenti larghi e i fiori sono verdi piuttosto grandi e possono essere porpora all’esterno.

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particolare delle foglie

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particolare del fiore

Helleborus multifidus subsp. hercegovinusha caratteristiche foglie suddivise fino a cento segmenti, simili ad un pizzo, con fiori verde chiaro o giallo verdi.

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Tutte le specie hanno fiori verdi e il fogliame deciduo molto suddiviso.

La distribuzione della subssp. bocconei si estende dalla Sicilia al centro Italia.
La subssp. istriacus è presente nel nord-ovest d'Italia e si estende in Yugoslavia, dove prosegue la subssp. multifidus che si esaurisce a sud dove, in Bosnia Erzegovina, compare subssp. hercegovinus .La distribuzione geografica è importante per distinguere le sottospecie.

Tutte le quattro sottospecie crescono in ombra leggera e terreno ben drenato e sono di crescita piuttosto lenta soprattutto l' hercegovinus.


continua...

* tutte le foto sono tratte dal web


aggiungo un filmato che spiega alcune cose



Silvana 10-01-12 15:06

Helleborus niger

Meglio noto come rosa di Natale questo elleboro è sicuramente il più conosciuto e diffuso.

E’ una pianta alpina, sempreverde, alta circa 30 cm. con foglie dure verde scuro, irregolarmente dentellate e suddivise in sette, otto o nove segmenti. Le foglie, solitamente, sono più alte dei grandi fiori bianchi portati su steli unici da Gennaio ad Aprile.
I fiori oltre ad essere bianchi con un evidente occhio verde, possono essere rosati sul dorso.

L’Helleborus niger predilige un terreno calcareo, ricco di humus, in mezz’ombra, umido ma senza ristagni.

Negli anni sono apparse numerose varietà ma poche sono ancora tali perché ottenute per semina anziché per divisione.

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Helleborus odorus

Come dice il nome è profumato, ma ha un odore molto variabile, strano, fruttato.

Si distingue dall’ Helleborus cyclophyllus per il fogliame sempreverde, per i fiori con i carpelli fusi alla base e per la distribuzione geografica (nord Yugoslavia, nord Bulgaria).

Questa specie cresce bene in mezz’ombra ma anche in posizione più soleggiata se il suolo è ricco.
Forma un ciuffo vigoroso ed è apprezzato per i fiori precoci.
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Helleborus orientalis

Sebbene la maggior parte degli ibridi presenti nei giardini derivi almeno in parte dall’Helleborus orientalis, la specie selvatica è raramente visibile.

Se ne conoscono tre sottospecie :

Helleborus orientalis subssp orientalis a fiori bianchi o bianco-crema con nettari verdi.

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Helleborus orientalis subssp. abchasicus con fiori tinti di rosso e nettari porpora.

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Helleborus orientalis subssp. guttatus i cui fiori sono puntinati al loro interno in rosso o porpora e generalmente tre sepali hanno più punteggiatura degli altri due.

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Tutte sono sempreverdi, con foglie pedate in cui il segmento centrale non è diviso mentre alcuni o tutti gli altri sono divisi fino a dare un totale di sette-undici segmenti dentellati.

I fiori sono campanulati ed i carpelli non sono fusi alla base.

Tutte le specie vivono in habitat simili : la subssp. orientalis si trova nella Turchia e lungo le coste del Mar Nero, mentre le altre due sotospecie sono concentrate sulle montagne del Caucaso.


Helleborus purpurascens

E’una specie deliziosa specialmente per la fioritura molto precoce con i boccioli che spuntano dal terreno prima delle foglie.
Queste ultime sono completamente decidue, con aspetto peculiare perché tutti i segmenti sono uniti in un punto, palmate anziché pedate come nelle altre specie
. Ogni foglia ha cinque divisioni principali divise in più di venti segmenti ellittici e dentellati
. I fiori compaiono già a metà Dicembre e possono essere porpora all’esterno e verdi all’interno oppure blu-porpora all’esterno con l’interno in una tonalità più chiara

. E’ una specie ad ampia distribuzione nell’Europa dell’est e preferisce posizioni aperte nei prati alpini.

Coltivato nei giardini accetta posizioni più soleggiate rispetto alle altre specie.

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Helleborus thibetanus

Sebbene superficialmente simile all’Helleborus orientalis, si tratta di una specie distinta.

Le foglie sono suddivise in sette segmenti pedati, dentellati sul bordo, crescono rapidamente quando gli steli fiorali sono ben formati, seccano entro la fine di luglio.

I fiori con sepali appuntiti, sono bianchi e maturano verso un colore rosato con venature più scure.

Questa specie proviene dalle province cinesi del Gansu, Hubei, Shaanxi e Sichuan.

http://www.kew.org/ucm/idcplg?IdcSer...LatestReleased



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Helleborus torquatus


L’ Helleborus torquatus è una pianta deliziosa ma problematica e spesso sono disponibili per i giardinieri ibridi ben diversi dalla specie selvatica il cui status non è tutt’ora chiaro.

Si tratta di una specie molto variabile i cui elementi costanti sono il fogliame deciduo, grossolanamente circolare con segmenti pedati.

Le piante della Bosnia Erzegovina e Croazia hanno segmenti fogliari stretti molto lineari mentre quelle del sud (Montenegro) e della Serbia occidentale sono più ampie.

I fiori delle popolazioni a nord sono piccoli, conici, verdi con esterno bruno o porpora, talora verdi all’interno con venature porpora.

I fiori delle piante del Montenegro sono più grandi con colori più sfumati.

Il color porpora dei fiori non è un carattere distintivo della specie ed esistono piante con fiori verdi quasi indistinguibili dall’ Helleborus multifidus multifidus.

L’ Helleborus torquatus è una delle poche specie con fiori doppi rinvenuti in esemplari selvatici.

E’ pianta di non difficile coltivazione ma piuttosto lenta come crescita.

Apprezza le posizioni di mezz’ombra ma tollera anche quelle più soleggiate.
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*tutte le foto sono tratte dal web.

lamartinz 10-01-12 22:48

silvana, ma che carrellata di meraviglie!

ma chi se lo immaginava! fa venire voglia di prenderli tutti, visto che fioriscono ora, ma io credo di non avere fortuna, di tre che ne ho due sono stentati...

boh!

Silvana 11-01-12 00:10

HELLEBORUS VESICARIUS

E’una specie del tutto particolare, necessita di caldo secco d’estate come un bulbo, quando vegeta assomiglia ad un anemone e i fiori assomigliano vagamente a quelli di un elleboro.

E’ una pianta che va in riposo estivo, inizia a vegetare in Novembre e produce foglie carnose sia alla base che sugli steli.

Le brattee sono verdi giallastre
e i fiori che compaiono da Febbraio ad Aprile sono simili a quelli dell’helleborus foetidus verdi con una banda bruna che corre lungo il bordo.

I frutti sono unici tra gli ellebori perché quando maturano si gonfiano e quando lo stelo che li sostiene essica vengono dispersi dal vento.

L’helleborus vesicarius cresce in una piccola area compresa tra il sud della Turchia e il nord della Siria. Si comporta come un bulbo mediterraneo che vuole clima asciutto estivo ed una certa protezione invernale dai rigori del gelo.

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HELLEBORUS VIRIDIS

Helleborus viridis subsp.Viridis
Helleborus viridis subsp.Occidentalis


Entrambi sono decidui con fogliame verde talora con tonalità porpora.

Le foglie mature sono divise in cinque-sette segmenti principali e i due più esterni sono ulteriormente divisi per un totale di venti divisioni spiccatamente dentellate ai bordi.
I fiori sono generalmente verde scuro.

Le due sottospecie sono separate geograficamente

infatti la subsp. Viridis si ritrova in Svizzera, Germania del sud, Austria, nord Italia e sud-est Francia.

La sottospecie occidentalis si trova in Gran Bretagna, Germania Ovest, Francia, Belgio e Spagna.
E’ una pianta dei boschi decidui generalmente su terreni calcarei
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Tecniche colturali

Gli ellebori sono piante da mezz'ombra, o da ombra completa nelle zone più calde della penisola e durante l'estate;
in genere si tende a porli a dimora in un luogo dove il piede della pianta sia riparato, mentre la parte aerea sia esposta al sole; in questo modo l'apparato radicale non subisce la siccità estiva e gode di un terreno quasi sempre fresco e spesso umido.

Come regola generale ...
le annaffiature devono essere regolari, in modo che il terreno sia sempre abbastanza umido, quindi si fornisce acqua regolarmente da marzo fino a ottobre, diradando poi la frequenza delle annaffiature durante i mesi freddi e piovosi;
è comunque bene vigilare che il terreno non rimanga mai eccessivamente asciutto per periodi di tempo prolungati, visto che gli ellebori si sviluppano soprattutto durante i mesi autunnali ed invernali.

In ogni caso anche le annaffiature primaverili ed estive sono importanti, perchè anche se non in fiore durante i mesi caldi gli ellebori producono molto fogliame, costituendo piccoli cespugli decorativi.


La messa a dimora avviene in settembre-ottobre a 30-40 cm di distanza, avendo cura di non interrare la sommità degli apparati radicali a più di 2-3 cm di profondità.

Per migliorare l'impasto del terreno e renderlo soffice, prima di porre a dimora un elleboro, ricordiamo di lavorare bene il substrato mescolandovi anche del terriccio universale.


Si coltivano nella comune terra da giardino, alleggerita con della pietra pomice ed arricchita con stallatico o concime granulare.


Le concimazioni
si praticano durante il periodo vegetativo, da marzo a ottobre; si può utilizzare un concime a lenta cessione,d a spargere sul terreno in un paio di soluzioni, una volta a fine inverno, un'altra volta a fine estate. Evitiamo concimazioni durante l'autunno e l'inverno.

Se lasciati indisturbati, con le giuste condizioni, si possono riprodurre spontaneamente
. In generale gli ellebori mal sopportano i trapianti.

come farlo rifiorire

Dopo l'acquisto la pianta può restare nello stesso vaso fino al termine della fioritura, successivamente è necessario rinvasare l'elleboro in un vaso di dimensioni maggiori (almeno il doppio il primo anno e di dimensioni ancora maggiori per i 2 anni successivi).

Le radici di questa pianta sono molto sviluppate e necessitano di spazio.

Dopo di ciò dal mese di giugno in poi per stimolare la fioritura è consigliabile fornire ogni settimana un concime specifico per piante fiorite (magari liquido non troppo"spinto"),

la concimazione deve avvenire fino al mese di settembre, termine entro cui l'elleboro è stimolato alla produzione fiorale.


.
In vaso la fioritura può avvenire anche già dal mese di dicembre

La semina non è complicata, ma richiede cura e soprattutto tempo. I primi risultati non si vedranno prima di tre anni. Risultati più immediati si hanno con la divisione dei cespi.

Malattie e parassiti:

gli Hellebori soffrono facilmente di batteriosi e talvolta vengono colpiti da afidi o da cocciniglia

striature nere seguite da totale annerimento della foglia (Necrosi dell'Elleboro) -

Non è curabile: distruggere la pianta infetta immediatamente per ridurre il rischio di diffusione.

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-piccole macchie nere irregolari che unite formano macchie più o meno regolari (Coniothyrium dell'Elleboro) -

Tagliare le prime foglie che si formano contro il terreno.
Ciò aiuta a prevenire questa malattia.
Come tutti i funghi è favorito da terra troppo umida e forte piovosità. Parte del problema è la crescita di alberi o arbusti intorno alla zona che impediscono all'aria di circolare-

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-macchie brune più grosse e scure di forma abbastanza regolare e ripetitiva (Microsphaeropsis dell'Elleboro) -

E' la più frequente delle malattie che infettano gli ellebori.
Macchie nere o marroni appaiono sul fogliame, si fondono per creare zone morte sulla foglia.
I fiori possono essere devastati.

Se la malattia è presente sul fogliame, si trasferisce ai fiori: i germogli possono marcire e gli steli collassare
.
Eliminando gran parte del fogliame in autunno si riduce notevolmente la possibilità di infezione dei fiori e il ritorno della malattia.

Si può prevenire spruzzando alla base della pianta Mycostop e al primo segno con funghicidi rameici.

La causa è sempre il terreno fradicio, impregnato e compatto, senza drenaggio.

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-oppure infine la Botrite (ampie macchie brune che diventano poi argentate)...da curare con zolfo o bicarbonato di sodio; favorire al massimo l’arieggiamento.

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L'elleboro in erboristeria

Tutte le parti della pianta, comprese le radici, contengono degli alcaloidi che rendono la pianta molto tossica pe l'uomo e per gli animali; si tratta di sostanze altamente irritanti se applicate localmente, se ingerite invece hanno una forte azione cardiotonica, simile a quella della digitale.

Da secoli queste proprietà dell'elleboro vengono sfruttate in erboristeria, dove l'elleboro viene utilizzato come cardiotonico e come potente purgativo.

In genere non si hanno problemi per chi desidera raccogliere un fiore di elleboro, anche se è consigliabile farlo indossando dei guanti; allo stesso tempo coltivare ellebori in giardino non è pericoloso, in quanto il fogliame non ha un sapore gradevole, e quindi è assai difficile che persone o animali siano spinti a consumarne.

solo per conoscenza...

• La polvere ricavata dalle radici e dai rizomi raccolti in primavera o in autunno, e fatti essiccare rapidamente ha proprietà cardiotoniche, narcotiche, emetiche e curative degli edemi, è anche un purgante drastico

• Per uso esterno si usa come revulsivo in alcune malattie della pelle

• L'estratto fluido delle radici e rizoma dell'Helleborus viridis ha proprietà sedative e irritanti dell'intestino con effetto purgativo drastico

molto difficile da dosare, se ne sconsiglia comunque vivamente l'uso.

storia:letteratura e mitologia

Questo fiore era conosciutissimo fino dall'antichità e tenuto in sommo pregio per vantate proprietà medicinali.
La storia dell'introduzione di questo vegetale nella farmacologia popolare si perde nell'oscurità dei tempi.

In una favola si racconta che un pastore di nome Melampo, che era nello stesso tempo medico ed indovino, avendo osservato che il proprio gregge si purgava allorché si cibava di Elleboro, pensò di utilizzarlo come medicamento anche nelle malattie degli uomini.

Potè guarire, con questa medicina"miracolosa", la pazzia che aveva colpito le figlie di Preto, re di Argo, che si credevano di essere state tramutate in vacche. Fu chiamato "Purgatore", titolo onorifico: ottenne la fede nuziale di una di esse, una parte del regno di Argo ed una candidatura a divinità.

Il poeta latino Orazio consigliava di recarsi per la cura della pazzia sull'isola di Anticipa, in cui cresceva copiosamente.

F.D.Guerrazzi nel cap. XXVI dell'"Assedio di Firenze" esclamava: " Ah, storico, invece di spendere in inchiostro comprati Elleboro, tu sei pazzo."
Le virtù mediche di questa pianta furono esagerate.

Carneade la usò prima di scrivere a Zenone.

Gabriele D'Annunzio ne "La figlia di Iorio" lo ribadisce in chiave poetica: "Vammi in cerca dell'elleboro nero che il senno renda a questa creatura."

Oggi in India si brucia questa pianta accanto al letto delle partorienti, per affrettare il parto e perché lo spirito degli dei entri nella mente del neonato.

In tempi abbastanza recenti è stato bandito dalle farmacie, considerata pianta altamente tossica.

L'etimologia della parola: dal latino helleborus e dal greco Elleboros=voce forestiera.
E' formata da due parole greche che significano"far morire " e "nutrimento" che uccide, in riferimento alla sostanza venefica che contiene.

Infatti tutta la pianta è altamente velenosa. Gli antichi reputavano che la sua radice fosse un rimedio contro la pazzia. Questo fiore era conosciutissimo fino dall'antichità per le sue proprietà medicinali.

La polvere del rizoma esercita un'azione irritativa locale considerevole, ragione per cui in passato era usata come starnutatorio.


Il poeta Orazio consigliava di recarsi per la cura della pazzia sull'isola di Anticipa, in cui cresceva copiosamente l'Elleboro.

F.D.Guerrazzi nel cap. XXVI dell'"Assedio di Firenze" esclamava: " Ah, storico, invece di spendere in inchiostro comprati Elleboro, tu sei pazzo."

Le virtù mediche di questa pianta furono esagerate. Carneade la usò prima di scrivere a Zenone.

Gabriele D'Annunzio ne "La figlia di Iorio" lo ribadisce in chiave poetica: "Vammi in cerca dell'elleboro nero che il senno renda a questa creatura"

arte:
Nel linguaggio dei fiori significa scandalo.

In giro per il mondo:Gli inglesi chiamano Christmas flower la specie Helleborus niger.

In Francia lo chiamano Rose de Nöel.

Nella lingua tedesca abbiamo due termini per chiamarla: Christrose o Schneerose.



Citazione:

Originariamente Scritto da lamartinz (Messaggio 558963)
silvana, ma che carrellata di meraviglie!

ma chi se lo immaginava! fa venire voglia di prenderli tutti, visto che fioriscono ora, ma io credo di non avere fortuna, di tre che ne ho due sono stentati...

boh!


hai visto che meraviglie !!!...

anch'io prima di questa ricerca quasi pensavo ne esistessero solo poche tipologie
da quello che ho letto,per quelli in vaso ,occorre dare un vaso più grande e profondo ogni anno...e concimarli assai al momento giusto;)

Tutù 11-01-12 11:24

silvi mi rinfreschi la memoria sugli ibridi per favore?
non ricordo più bene, perchè gli ibridi perdono le caratteristiche?

mi sembra che succeda se si riproducono da seme mentre non succede se sono da talea :F_Pen018:

Silvana 11-01-12 12:06

Citazione:

Originariamente Scritto da Tutù (Messaggio 559028)
silvi mi rinfreschi la memoria sugli ibridi per favore?
non ricordo più bene, perchè gli ibridi perdono le caratteristiche?

mi sembra che succeda se si riproducono da seme mentre non succede se sono da talea :F_Pen018:

è lo stesso discorso come per le altre piante ...se riproduci da talea ottieni la stessa identica pianta..se riproduci da seme i pollini possono inquinarsi con altri di altre piante vicine

quinidi per riprodurre lo stesso Helleboro occorre dividere il ceppo,ovviamente se si ha una pianta sufficientementre grossa da poter dividere...con il seme c'è l'incognita:rolleyes1:

penso che nei vivai ,per ottenere le stesse caratteristiche di una pianta solo per seme,usino il procedimento come aveva spiegato Rita con le rose ...ricordi?...due fiori...togliere i petali ...conservare i pistilli per il polline... strofinatre... incappucciare.... e via dicendo?
altrimenti non mi spiego come possano ottenere tante piante da commercializzare garantendone la tipologia ...

certo che io ad esempio che ne ho comperate diverse specie...quando andrò a metterle nella stessa aiuola ...facilmente si ibrideranno tra loro...

vabbeh! magari ne verrà fuori
qualche tipologia nuova ;)

lella1 11-01-12 13:19

chi se lo aspettava sono magnifici........io con loro non ho fortuna, troppo caldo il mio terrazzo d'estate, mi piacciono cosi' tanto..........

Tutù 11-01-12 15:00

sono belli davvero :F_Amo011:

avranno un posto d'onore nel mio giardino :)

tra non molto dovrebbero fiorire anche quelli di un vivaio specializzato vicino a como...lo stò tenendo d'occhio

vi andrebbe di farci un giro?

Silvana 11-01-12 21:48

Citazione:

Originariamente Scritto da Tutù (Messaggio 559082)
sono belli davvero :F_Amo011:

avranno un posto d'onore nel mio giardino :)

tra non molto dovrebbero fiorire anche quelli di un vivaio specializzato vicino a como...lo stò tenendo d'occhio

vi andrebbe di farci un giro?

e perchè no...:659:

Tutù 12-01-12 11:09

:2830432: :2830432: ho buttato l'amo ma ero sicura che avresti abboccato :2830432: :abbraccio:


Tutti gli orari sono GMT +2. Adesso sono le 18:49.

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