Mi va di farvi conoscere la mia fontana.
Dico "conoscere" che è più di "vedere".
Infatti, della "mia" fontana voglio raccontarvi la storia.
Perché è una fontana speciale: progettata e fabbricata a domicilio completamente col "faccio da me".
Alla mia fontana voglio bene quasi come ad un nipotino!
[Non si dice? Si sice "quasi come ad un figliolo"? Può darsi. Ma ora i nipotini hanno decisamente soppiantato i figli.
Sono un padre snaturato? Può darsi anche questo. Può darsi pure che il nonno abbia soppiantato il padre!]
Ha quasi 19 anni, la mia fontana; e li porta molto bene, direi.
L'idea è stata di mia moglie.
Se era per me, avremmo avuto in giardino una anonima presa d'acqua per irrigarlo ogni tanto: un palo piamtato per terra, una canna dell'acquedotto attaccata al palo e un rubinetto.
Effettivamente manco di autonoma fantasia. Devo essere opportunamente stimolato. Ma poi ... la mia creatività esplode!
Lei aveva visto, su una rivista che parlava di fiori, la foto di una fontana ... simpatica. Me l'aveva pure fatta vedere: un pilastro-parallepipedo di pietra grezza sormondato da un cappello quadrato, sempre di pietra grezza. Un getto d'acua uscente da una canna di ferro senza rubinetto. Sul "cappello" un vaso di fiori.
E allora ... via al progetto prima ed alla realizzazione poi d'una simile fontana!
Sono orgoglioso del risultato!
Non vi dico quante cose ho dovuto ... "strolicare" per sopperire alla mancanza di attrezzi adeguati (sia per la parte idraulica che per quella edile), animato dalla voglia di essere io, col solo "faccio da me", a rendere concreta l'idea "estetica" tutta di lei!
Se mi va – ma l'acqua è un bene prezioso da non sprecare – anche la mia fontana la faccio sputare con continuità; e pure da una canna ... che sembra di ferro (ma è di plastica dipinta), che è senza rubinetto (il quale sta nella parete posteriore e non si vede). Per la canna di gomma (pardon: di plastica) con spina per irrigare il prato e le aiole c'è un attacco separato (a livello del terreno) che pure non si vede. Anche la leva di apertura/chiusura per l'acqua della canna per irrigazione sta nascosta nella parete posteriore.
Il pilastro parallelepipedo – diciamolo l'
anima della fontana – è un prefabbricato (cementizio) che il costruttore pensava destinato a tutt'altro uso. Forse si chiama "pluviale". Non mi sono mai occupato di appurare la cosa.
Ma a me serviva a pennello come "anima" della mia fontana!
Esternamente si presenta come un parallelepipedo rettangolo a sezione quadrata, circa 30 x 30 cm^2, alto circa 120 cm. Ma il costruttore non direbbe "alto 120 cm", bensì "lungo 120 cm". Capirete subito perché.
Internamente il parallelepipedo è cavo, e l'ìncavo sembra ... una canaletta dal fondo arrotondato.
Supponente di adagiare orizzontale per il lungo un siffatto parallelepipedo ancora pieno in modo che una faccia del parallelepipedo risulti un piano orizzontale superiore; e poi di scavarlo da quella faccia ricavandone una ... "canaletta"; un ìncavo a forma di mezzo-cilindro, ma non a base (semi)circolare, bensì semi-ellittica.
[Ispiratevi con l'immaginazione a quanto facevano gli aborigeni polinesiani per costruirsi una imbarcazione ricavandola da un tronco d'albero].
Ovviamente il manufatto non è stato fatto in questo modo ma riempendo di malta cementizia un apposito "stampo".
Lo scopo originario dell'oggetto?
Semplice!
Sono "canalette" per il drenaggio di eventuale acqua piovana da disporre (interrate, orizzontali e coperte da una griglia) davanti l'ingresso d'un garage in caso che la detta acqua piovana avesse la tendenza ad entrare nel garage (magari perché proveniente da un terrendo in pendenza).
Così com'era, quel parallelepipedo era funzionale (nell'incavo ci sta la parte idraulica) ma orrendo a vedersi.
Perciò mia moglie aveva già pensato di rivestirlo di pietra; ed infatti l'abbiamo rivestito di scaglie di pietra disposte in rudimentale "palladiana" un po' naif.
Le scaglie sono ... "scarto di segheria".
Adesso vi spiego.
La "pietra di Prun" si presenta a strati (naturali) di circa 10 cm di spessore. Le superfici sono per loro natura abbastanza piane, dall'aspetto ... "a buccia d'arancia", (ovviamente in scala molto amplificata).
Dalle cave si estraggono queste "lastre". Le segherie, per farne elementi da pavimentazione, le tagliano a rettangoli larghi mezzo metro e lunghi un metro, e da una delle due superfici asportano uno spessore di un paio di cm. E' questo materiale di asporto che costituisce il grosso dello "scarto di segheria".
Me ne sono procurato quanto bastava; e l'ho ridotto in cocci irregolari a martellate.
Mia moglie sceglieva i cocci e io li incollavo, iniziando da uno spigolo col disporre il bordo più dritto lungo lo spigolo. Quindi lei provava e riprovava – quasi come si fa nel combinare un 'puzzle' – a combinare un coccio successivo. Quando le pareva soddisfacente, io provvedevo ad incollarlo.
Ah, che puzzle idilliaco!
la "vaschetta" della fontana è quadrata, su esplicito desiderio di mia moglie. Fabbricata col solito "faccio da me" in cemento armato costruendo prima la "gabbia" di ferro", poi lo "stampo" in cui ho prima collocata la "gabbia" e poi versata la malta cementizia.
Ma la griglia di ghisa – nata forse un secolo fa per vecchie stufe a legna – è invece rettangolare. Ho dovuto studiare un gioco di forme
ad hoc (da ottenere poi con lo "stampo"), col risultato che la griglia è incastrata nella sua sede rettangolare che però quasi non si nota.
Due anni dopo mia moglie ha voluto un impianto di irrigazione automatica.
Ma come mantenere l'aspetto ... "rustico" della fontana?

Idea!
Le elettrovalvole stanno ora in un apposito ... sarcofago iinterrato e coperto dalla pietra che vedete a mo' di pavimento davanti alla fontana.
[La superficie di questa pietra è appunto quella naturale delle "lastre" di "pietra di Prun"]
Beh: se vi ho annoiato troppo vi chiedo scusa!
Ciao a tutti/e
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P.S.
Qualcuno si chiederò cos'è quel piccolo parallelepipedo grigio (a sinistra della fontana) che sembra un campanile per presepio.
E' un oggetto inuile!
L'ho trovato in un supermercato. L'ho trovato simpatico. Lo vendevano a prezzo stracciato. Così l'ho acquistato.
Sul "tetto" ha una pila fotovoltaica e dentro un piccolo accumulatore elettrico ed una lampada a basso consumo. Di giorno si carica e di sera emette una luce pallida e riposante dalle quattro "finestre".
Non sapevo dove metterlo.
L'ho messo lì provvisoriamente mesi fa ... e lì è rimasto.
Bye, bye.