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Originalmente inviato da cerchina
Apro qui un topic nuovo sulla Capelvenere per tentare di fare un po' di sistematizzazione di questa pianta così amata e così difficile.
Il plurale è d’obbligo perché in realtà non esiste una sola capelvenere ma più di 200 specie che fanno tutte parte del genere Adiantum:felci che in natura vivono nelle regioni tropicali e subtropicali soprattutto del Centro e Sud America, ad eccezione dell’A. pedatum, resistente al freddo, diffuso in America Settentrionale, Canada, Asia, fino al Giappone e alla Cina e dell’A. Capillus veneris molto diffuso nelle regioni temperate.
Il nome deriva dal greco a = non e diamein = bagnarsi , è una pianta che non si bagna: le gocce d’acqua non si espandono sulle foglioline ma restano tali o cadono.
Le caratteristiche più evidenti di queste felci sono i piccioli foliari di un bel nero lucido (da cui il nome di Capelvenere) e le eleganti numerosissime foglioline palmate. (Venere era una moracciona!!!!!)
Per la coltivazione bisognerebbe garantire alle piante un ambiente caldo, ombreggiato e con un’alta umidità evitando soprattutto le correnti d’aria.
Purtroppo tutte queste condizioni sono difficili da rispettare in appartamento.
Tagliando le foglie secche a livello del terreno la pianta rigermoglierà.
Se in autunno, pur avendo rispettato le regole di coltivazione, la capelvenere assumesse un aspetto misero è probabile che stia entrando nella fase di riposo: bisognerà quindi diradare le innaffiature e tagliare le foglie vecchie.
In ogni caso il pane di terra non dovrà mai seccarsi, a questo proprosito bisogna fare attenzione alle piante con apparato radicale molto sviluppato poiché è possibile che non trattengano bene l’acqua, è consigliabile quindi innaffiare per immersione.
Sul tipo di terreno da usarsi per la coltivazione i pareri sono discordi: qualcuno consiglia un terreno torboso ammendato con 1/3 di sabbia, altri 1 parte di argilla, corteccia, carbone di legna e schegge di calcare.
Alcune specie, come l’A. pedatum e la sua subspecie aleuticum non somigliano molto alle piante che comunemente chiamiamo capelvenere. Hanno infatti foglie pedate, sono decidue o semidecidue e abbastanza rustiche.
A. capillus-veneris è una delle più rustiche, resiste infatti, pur perdendo la parte aerea, fino a -2°C, ed è probabilmente quella che Celeste ha notato all’aperto nelle fontane romane.
E’ singolare che alcuni testi la diano come pianta fortemente acidofila ed altri dichiarino che preferisca terreno alcalino.
A. formosum è una specie lussureggiante che può raggiungere il metro di altezza, con foglioline molto numerose disposte ordinatamente su lunghi gambi.
A.raddianum (sin. cuneatum) le giovani foglie crescono dapprima erette e poi ricadenti.
Di questa specie esistono numerosissime varietà che sono le Capelveneri che ci portiamo a casa. Fra queste:
‘ Elegans’ con segmenti curvati verso il centro della fronda.
‘ Fragrantissimum‘ delicatamente profumato.
‘ Fritz Luth‘ con fronde verde chiaro, foglie fittissime e segmenti quasi orizzontali
‘ Gracillimum’ leggerissimo con segmenti oblunghi affusolati alla base.
‘ Goldese’ a foglie da verdi a giallo oro sfumate di rosa appena germogliate.
‘ Brilliant’ a crescita ancora più lussureggiante.
A. tenerum ha foglie ancora più delicate del raddianum, cui peraltro somiglia molto, i segmenti sono però profondamente tagliati.
‘Farleyense’ ha getti giovani rosa bronzeo che diventano verde chiaro con l’età.
‘Scutum Roseum’ ha fronde giovani rosa vivo.
A. venustum infine, è una capelvenere resistente fino a – 30°C che però perde le foglie intorno ai -10°
Ha fronde triangolari con segmenti molto regolari. Le fronde nuove rosa bronzeo vivido spuntano alla fine dell’inverno o all’inizio della primavera.
Le foto ve le cercate voi che io non sono capace  
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Cara cerchina,
grazie per questo post. Per risolvere i dubbi servirebbe un vero esperto (chissà, forse Orazio Baglieri, con tutte le sue felci).
Ho provato anch'io a cercare in rete, ma sinceramente non mi è chiara la differenza fra l'A. capillus-veneris e l'A. raddianum. Guardando le foto sembrano uguali, devono essere differenze assai sottili e nessuno dei siti che ho visto mi pare le spieghi.
Quelli che ho io sono (o sembrano) quelli delle foto postate da Emanuela, peraltro uguali (sempre al mio occhio, eh) a tutti quelli che vedo in giro più o meno spontanei. Qui si possono vedere in una foto primaverile (ora sono un po' meno folti per motivi stagionali).
Nel cortile del mio palazzo c'è quello che si intravede nella foto che segue, arrampicato in cima alla fontana. Sta lì da tempo immemorabile, senza alcuna cura, e quasi senza terra. Adesso a dire il vero non sta bene come nella foto, ma penso che a primavera si riprenderà, come tutti gli anni. C'è da dire che in questo cortile le temperature non vanno certo sotto zero, se non in casi veramente eccezionali.

Quanto al terreno, l'informazione sui terreni calcarei mi è stata data a voce da amici. Non so quindi quanto valga; il fatto che il capelvenere (o un suo stretto parente) cresca più o meno spontaneo, su rocce, tufo e muri è però un fatto, direi.
Su g.it ho trovato questa discussione, anch'essa contraddittoria, ma di un certo interesse.
capelvenere "nuda".... - Forum di Giardinaggio.it
Infine: sono rimasta affascinata dall'esistenza di un capelvenere profumato. Qualcuno l'ha mai visto? annusato? comprato? Mi piacerebbe da morire averne uno, ma mi sembra missione impossibile purtroppo.
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