Discussione: Paesaggi toscani
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Vecchio 29-10-2007, 12.53.17
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Anna Damiani Anna Damiani non è connesso
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Quello che io noto, Roberto, è che non siamo avvezzi a riflettere su come la necessità e il bisogno dell'uomo, abbiano in un secondo tempo, originato la ricerca della bellezza attraverso il lavoro stesso e la necessità.

Ma che cosa c'è di più bello di un campo coltivato a viti e per una grande estensione?
Ma lo vedete quanto le geometrie della coltura esaltano la morbidezza dei colli?



La ripetitività perfetta di tutti i filari, oggi peraltro ottenuta anche grazie all'elettronica e alla tecnologia più avanzate (si tracciano i solchi di impianto mediante un collegamento GPS già sul trattore che dialoga col satellite e si fissano i punti nel terreno) tradizione culturale secolare se non millenaria, non smentisce la ricerca di di bellezza, anzi, la avvalora.

Altrettanto di fronte a qualunque coltivazione se ci guardiamo attorno, scopriamo quanto sia magnifica l'espressione del lavoro dell'uomo nei campi.





E che dire di come il lavoro dei campi disegna fortemente il territorio, come ad esempio in questa foto del segno della mietitura sulle colline toscane?







Ma ancora su come l'uomo ha disegnato il paesaggio che lavorava, che dire della piantumazione di questi alberi in campo aperto? Questi esemplari che sembrano casualmente messi lì, non solo danno un ausilio a chi lavora ma contribuiscono all'esaltazione del paesaggio.






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"I cattivi a volte si riposano, gli imbecilli mai."


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