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Silvana 06-08-19 16:20

Come cambia il giardino col cambio climatico,...
 
Ho trovato in rete questi articoli che in qualche modo devono farci riflettere

Come cambia il giardino col cambio climatico, la vivaista: "Evitate i pini e rispettate le radici"

https://amp.forlitoday.it/cronaca/co...le-radici.html

Il caldo nel 2019: così il clima è diventato emergenza mondiale

https://www.ilsole24ore.com/art/clim...S?refresh_ce=1


Con il cambiamento climatico i pesci si restringono (del 30 per cento)

https://www.corriere.it/animali/17_s...9844946a.shtml

Fermiamo il cambiamento climatico

https://www.wwf.it/il_pianeta/cambiamenti_climatici/


Cambiamenti climatici - domande e risposte

https://www.wwf.it/il_pianeta/cambia...de_e_risposte/

Titti7 06-08-19 18:41

Il primo arricolo se lo dovrebbero leggere e studiare a fondo certe amministrazioni comunali ( specie quella capitolina!) che insistono nel piantare pini in luoghi del tutto inadeguati per futili motivi puramente estetici.
Così facendo non rispettano nè l'albero, nè l'ignaro cittadino che sotto le pericolanti chiome rischia grosso!

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Silvana 06-08-19 19:58

Ecco un'abero che potrebbe aiutarci..la Paulownia tomentosa https://it.m.wikipedia.org/wiki/Paulownia_tomentosa


..é l'albero che assorbe più quantità di CO2


https://www.treedom.net/it/blog/post...ita-di-co2-198


invece il Brasile sta disboscamento la foresta amazzonica più in fretta di prima :F_KO_024:

https://www.google.com/amp/s/www.ilp...bolsonaro/amp/

amterme63 06-08-19 23:28

Peccato. Il Pinus pinea è una delle piante più belle della flora mediterranea e un po' il simbolo del paesaggio italiano. L'accoppiata cipresso-pino-leccio è la carta d'identità del verde mediterraneo italiano.
Roma poi ... è lei perché ci sono i pini. Ottorino Respighi compose all'inizio del '900 un bellissimo pezzo musicale chiamato "I pini di Roma".
Dopo che per tanto tempo il pino è stato uno dei principali arredi urbani italiani, piantato addirittura ai lati delle strade (la statale Aurelia in Toscana tutt'ora è orlata da questi splendidi meravigliosi giganteschi ombrelli verdi), adesso sembra scoppiata la guerra. Sono tanti i comuni qui vicino che hanno sentenziato lo sterminio di questa pianta. Solo a Pisa e nel Livornese non si hanno notizie di crolli o tagli di questa pianta. Lì le continue libecciate (le burrasche di vento tipiche della costa livornese) hanno selezionato le piante, che hanno sviluppato resistenza ai forti venti, pur rimanendo dei monumenti vegetali. I pini più belli che abbia mai visto si trovano vicino alla Variante Aurelia, fra Livorno e Grosseto. Se percorrerete questa strada, non potrete fare a meno di ammirarli!
Io però il pino lo amo troppo. Avete visto che disastro c'è stato da me nel settembre del 2014? I pini sono crollati causando seri danni. Eppure non ho esitato un attimo: li ripiantiamo. E' così è stato, ma con un accorgimento molto importante. Perché i pini crollano così facilmente con le intemperie? Perché in città vengono piantati come esemplari isolati e in questa maniera sono molto più vulnerabili ai forti verdi. In natura il pino cresce gregario e in società, forma boschi (le pinete). In questa maniera gli alberi si aiutano a vicenda, sorreggendosi l'uno con l'altro. "Uniti si vince" è anche il motto del pino domestico. Così ho ripiantato i cinque pini mettendoli uno accanto all'altro, in modo da potersi sorreggere. E indovinate cosa ho piantato in mezzo al giardino, come esemplare solitario? Una Paulonia!

lalla 07-08-19 01:00

Una persona qui della zona ha piantato i suoi pini in un fosso abbastanza profondo, poi pian piano ha ricoperto il fosso.
I pini stanno benissimo, e voglio vedere quale tempesta di vento li sradicherà!

Silvana 07-08-19 08:55

Purtroppo di fronte a certi eventi catastrofici di questo clima impazzito ci sono poche regole, o per lo meno non tutte valgono, vedesi l'ecatombe di alberi in Trentino nel novembre 2018

https://video.lastampa.it/cronaca/l-...i/91381/91392?

Citazione:

. Più di un milione e mezzo di metri cubi di foresta sono stati abbattuti in 24 ore. Il vento e la pioggia hanno devastato intere foreste in Trentino, Alto Adige e Veneto. Boschi plurisecolari sono stati rasi al suolo da raffiche di vento fino a 150 km all’ora, con vortici e trombe d’aria. Il vento in Europa è il maggior rischio per gli alberi e la causa principale dei danni che subiscono.
non dico che non si debbano prendere in considerazione certe precauzioni, ma quando gli eventi sono così forti ed improvvisi, salta ogni regola

carlina 07-08-19 10:30

due anni fa è stato un disastro ai lidi, durante una tromba d'aria sono collassati tantissimi pini marittimi, per cui è famosa la zona, molti sulla Romea con gravi danni al traffico, ma il peggio al Lido degli Estensi, alcuni caduti anche su ristoranti...

certo è che vedeste in che condizioni sono le strade costeggiate dai pini centenari, con radici sollevate in mezzo alla strada, e spesso tagliate, probabilmente da incompetenti, per mettere qualche pezza alla situazione... poi ci si meraviglia se non hanno più stabilità...

Emme 07-08-19 12:10

Qui da me sonno circondata da piante molto alte, solo i 3 pioppi che ho davanti a casa (a distanza di circa 3/4 metri) sono alti almeno 15 metri. Dovessero cascare mi devasterebbero casa.

Devo dire che, da quel che vedo, la manutenzione degli alberi del parco viene fatta. Questa primavera li hanno potati e abbassati.
Ciò non toglie che, in caso di un evento catastrofico, la nostra casa sarebbe spacciata :(

lalla 07-08-19 14:43

Io sono circondata da alberi che mi schiaccerebbero: da una parte la magnolia, che sembra non goda più di ottima salute, e dall'altra la palma, che è alta due volte la casa.

Spero sempre che quando c'è vento forte stiano in piedi!

Titti7 07-08-19 15:28

È vero Luca, è difficile restare insensibili al loro fascino tanto più se disegnano il profilo dei nostri territori da tempo immemore ( penso ai romantici pini dell' Appia antica o di Villa Borghese).
Così come in Toscana c'è da perdersi nella contemplazione di certi paesaggi!
Eppure è anche vero che in diversi contesti urbani la loro piantumazione è avvenuta in maniera del tutto inconsapevole e casuale, nonchè senza una accorta manutenzione della pianta secondo le sue evidenti specificità.
A me francamente fa male al cuore vedere certi giganti compressi in striminziti rettangoli d'asfalto, ingabbiati a ridosso di marciapiedi ormai divelti e impraticabili dalle grosse radici in cerca della loro naturale espansione.
Condannati senza colpa alcuna all'anonimato di sguardi impersonali e svuotati della loro secolare funzione ( le belle pinete litoranee hanno da sempre assolto al compito di proteggere le colture dell'entroterra dalle feroci mareggiate costiere)
Più li guardo, più mi pare calzante l'appellativo di Pia Pera che li definiva, rispetto ai confratelli boschivi, "orfani affidati a cure istituzionali". Che poi il più delle volte queste "cure istituzionali" lasciano il tempo che trovano.
Sarà che preferisco di gran lunga ammirarli nelle loro dimore naturali ( che pure loro non sono immuni da catastrofi di portata eccezionale) oppure in quegli ampi spazi verdi che gli sono congeniali per esprimersi al meglio.
Tra l'altro ho la fortuna di abitare in un condominio dove ce ne sono diversi, ormai avranno più di cinquant'anni e il più alto supera abbondantemente i venti metri!
Nel corso del tempo hanno formato un grazioso boschetto che sembra la personificazione della resilienza di fronte ad ogni intemperie.
Difatti durante la sciagurata tempesta d'ottobre che ha abbuttuto mimose e magnolie come fossero fuscelli, loro hanno resistito imperturbabili, beneficiando, proprio come dici tu, di quella provvidenziale unione che fa la forza.[emoji3]




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