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Ortensie o Hydrangee

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Predefinito Ortensie o Hydrangee

Le Ortensie o Hydrangee sono magnifiche piante perenni che regalano ai nostri giardini stupende fioriture e uno splendido fogliame.
Non c'è giardiniere appassionato che non le coltivi nel suo spazio verde.

Sono piante antichissime, se ne sono trovate tracce fossili collocabili nell'Era Terziaria (Eocene, Oligocene e Miocene) da circa 70 a 12 milioni di anni fa.

Giunsero in Europa per la prima volta nel 1736 grazie ad alcuni botanici europei come Carl Peter Thanberg (allievo di Linneo) e Philipp Franz von Siebold. Nei primi anni del XX secolo arrivarono in Europa dal Centro e Sud America anche le ortensie rampicanti.
Ma nei giardini giapponesi la presenza delle ortensie era già largamente diffusa.

Sono piante sensibili al PH del terreno il cui grado di acidità determina nell'Hydrangea macrophilla il colore della fiorituta che è blu in terreno acido e rosa in quello alcalino.




Amano moltissimo l'acqua e, per la maggior parte delle specie, un'esposizione a mezz'ombra.

Al genere appartengono più di 80 specie per non parlare delle moltissime varietà e cultivar.

Siamo soliti associare alla parola Ortensia l'immagine dei bei globi sferici delle macrophylla, ma le Hydrangee offrono una gamma davvero vasta di forme e colori, che adesso voglio descrivervi.



La più conosciuta è l'Hydrangea macrophylla, che è stata introdotta in Europa intorno al 1880 e di cui sono in coltivazione moltissime varietà e cultivar.
Le altezze di questa specie in media si aggirano intorno al 1,50 – 2.00 m.
Ama stare in un'ombra luminosa, ma ben si adatta anche a posizioni con una leggera esposizione al sole nelle ore meno calde.
Le sue infiorescenze possono essere corimbi globosi e grandi con un gran numero di fiori fertili (mophead). Ma l'aspetto delle macrophylla può anche stupire per i delicati ricami di un merletto piatto, con fiori fertili al centro e sterili all'esterno (lacecap) come nell'Hydrangea macrophylla 'Libelle' che vedete in foto.



I fiori sono di diversi colori: blu/violetto, lilla, rosa, rosso e bianco in varie gradazioni, ma ricordiamoci sempre che nessuna pianta è sensibile alla reazione chimica del terreno come l'Hydrangea macrophylla, per cui la colorazione dei fiori può cambiare con la maggiore o minore acidità del substrato di coltivazione.
È una pianta rustica, che ben sopporta i climi rigidi e i suoi fiori si prestano all'essicazione.

Hydrangea involucrata, in particolare la 'Mihara Mihara Kokonoe Tama' che nelle foto vedete in fioritura, è una specie asiatica, più precisamente del Giappone e di Formosa, dove cresce spontanea come pianta da sottobosco.
È un arbusto deciduo, che cresce nel suo habitat naturale dal livello del mare fino ai 1500 m.
Il suo nome origina dall'involucro che contiene il bocciolo, composto da sei foglioline (Tama in giapponese).






Nella foto qui sopra, invece, Hydrangea involucrata 'Hortensis', con un'infiorescenza in boccio e nella seconda foto col fiore quasi completamente aperto.
Il fogliame di questa specie è solitamente verde vellutato, ruvido e tomentoso, la sua bellezza è straordinaria per la grazia dei fiori e per l'eleganza del portamento oltre che per i piacevoli e delicati accostamenti cromatici fra fogliame ed infiorescenze.
Non raggiunge mai altezze importanti, si aggira quasi sempre intorno al metro, ma tutta la sua raffinata bellezza rende le varietà di questa specie particolarmente interessanti e le loro dimensioni contenute adatte ai piccoli spazi.
A differenza di altre Hydrangea fiorisce tardivamente, da agosto in poi e persiste fino ai primi geli.

Hydrangea paniculata è una specie originaria della Cina e del Giappone ed è stata introdotta in Europa da Siebold nel 1860.
Anche le paniculata sono arbusti decidui e raggiungono altezze notevoli, se collocate in una posizione ottimale possono toccare anche i 5 m.
È molto adattabile alle condizioni climatiche, cresce infatti indifferentemente dalle zone sub-tropicali alle zone temperate e sopporta i rigori invernali.
Ama la mezz'ombra, gradisce quindi una leggera esposizione al sole del mattino o del tardo pomeriggio.
Malgrado le dimensioni, gli arbusti hanno un aspetto leggiadro e raffinato.


Il fogliame delle varie cultivar ha diverse tessiture, ma tutti sono notevolmente belli e armonici rispetto alla dimensione dell'infiorescenza.
Il nome paniculata deriva proprio dal tipo di fiore: panicoli, cioè infiorescenze più o meno ramificate, di colore quasi sempre chiaro che nella stagione fredda tendono a virare al rosa tenue. Nelle foto potete vedere un'Hydrangea paniculata 'Lime light' in piena fioritura e all'inizio dell'autunno.
Questa è la sola specie fra le ortensie asiatiche ad avere questo tipo di infiorescenza.

Il loro portamento le rende così belle, lievi ed eleganti da non potervi rinunciare.


L'Hydrangea quercifolia è una specie di origine americana e più precisamente del sud-est degli Stati Uniti. Fu introdotta in Europa nel 1803.
Vi appartengono arbusti decidui di considerevole altezza, fino a 2 m. e talvolta anche più, e dal portamento imponente che spesso ruba lo sguardo per il valore estetico del fogliame e dei fiori.
Nella foto potete vedere il fiore di una quercifolia 'Snow Queen' in tutta la sua possenza e la sua delicata bellezza.
Le infiorescenze sono panicoli molto grandi e tutti di colore bianco o bianco-crema che si aprono dalla base del fiore all'apice e che, con i primi freddi, tendono ad assumere una gradevole e delicata sfumatura rosa.


Le fioriture cominciano in maggio e si protraggono fino ad agosto, con una durata diversa a seconda dell'esposizione, della zona climatica e della cultivar.
Il suo nome deriva dalla foglia, il cui aspetto particolare ricorda quello delle foglie di Quercia con lobi profondi e ampi, inizialmente verde medio che, con il passare del tempo, va via via scurendosi fino ad assumere la caratteristica colorazione rosso/vinaccia di fine autunno, come per l'Hydrangea quercifolia 'Snow Queen' della foto.



Sono arbusti molto belli anche quando sono spogli, grazie al legno color arancio dei rami, la cui corteccia tende a sfogliarsi.
È una specie meno sensibile delle altre al grado di acidità del terreno e ha un minore fabbisogno idrico.
Per fiorire bene le quercifolia hanno bisogno di una certa esposizione al sole.

Un'altra Hydrangea di origine americana è l'Hydrangea arborescens.
Fu importata in Inghilterra dagli Stati Uniti nel 1736.
È sicuramente la più adattabile fra le specie descritte al tipo di scheletro del suolo, all'esposizione ed è anche la più rustica.
Gradisce esposizioni luminose, sopportando anche quelle assolate e non si cura granché dell'acidità del terreno.
È un arbusto deciduo dal portamento eretto e può raggiungere i 3 m. di altezza.
L'infiorescenza è formata da un corimbo, che inizia ad aprirsi piatto per poi assumere un aspetto globoso e pieno, di colore bianco.
Fiorisce da metà giugno fino ai primi freddi, con una buona sequenzialità delle fioriture.
Le foglie sono ovate ed hanno una consistenza più leggera delle foglie delle macrophylla.

Ma una specie bella fra le belle è, a mio avviso, l'Hydrangea aspera.
Sono piante provenienti dal Nepal, più precisamente dalla zona boschiva ai piedi dell'Himalaya, da dove sono state importate agli inizi dell'Ottocento e dove crescono spontanee nel sottobosco.
Amano quindi essere esposte in un'ombra luminosa senza che i raggi del sole lambiscano il loro fogliame vellutato che riporterebbe ustioni del margine fogliare anche con una minima esposizione.
Hanno una crescita considerevole, tanto da essere ritenute, a ragione, dei piccoli alberi.
I fiori sono lacecap e le fioriture copiosissime.
L'effetto scenico della fioritura di una Hydrangea aspera adulta e particolarmente quello del gruppo Villosa, è straordinario, qualcosa che lascia senza fiato.
Nelle foto vedete una aspera Villosa in piena fioritura in agosto.


Hanno portamento aggraziato e morbido. Le linee dei grandi cespugli sono tondeggianti e l'occhio ne coglie tutta la bellezza.
Le foglie verde pastello sono morbidissime e vellutate al tatto, lanceolate e molto aggraziate.
Fioriscono tutte in piena estate, fra luglio e agosto.

Un'altra Hydrangea che si distingue per grazia e leggerezza è l'Hydrangea serrata.
Sono arbusti provenienti dalla Corea e dal Giappone e sono stati introdotti in Europa intorno al 1843.
Quasi tutte le cultivar e gli ibridi esistenti hanno dimensioni contenute. La loro altezza si aggira intorno a 1-1,5 m.
I fiori sono sia lacecap sia mophead, ma di non grandi dimensioni, di colore blu/violetto nei terreni acidi, rosa in quelli alcalino-basici e compaiono fra giugno ed agosto.
Le foglie sono lanceolate, di un bel verde e, sul finire dell'estate fino all'autunno inoltrato, assumono una colorazione rossa che le rende particolarmente decorative.
È una specie molto rustica, che sopporta benissimo fino a -20°, nel suo ambiente d'origine cresce infatti ad altitudini considerevoli fino a 1.500 m.

Ed ora parliamo delle ortensie di montagna: Hydrangea heteromalla cresce spontanea fino ai 3.300 m. d'altitudine sui rilievi montuosi della catena dell'Himalaya.
Sono piante vigorosissime, che possono raggiungere i 7 m. di altezza e quindi creano, in un giardino di dimensioni medie o grandi, un vero punto di riferimento.
Sono arbusti che, come immaginerete, ben sopportano le temperature invernali più rigide ma se collocate all'ombra tollerano bene anche le calure estive.
Sono tutte decidue e le loro infiorescenze sono molto grandi (nella 'Snow cap' raggiungono i 25 cm. di diametro); i fiori sono lacecap di colore bianco-crema, qualche volta tendenti al rosa.
Le foglie sono spesso morbide e vellutate al tatto, verde più scuro sulla pagina superiore e più chiare su quella inferiore.
Un'altra caratteristica della specie è il peduncolo rosso delle foglie e la corteccia sfogliante, che lascia scoperto il legno color castano.

Le Hydrangea rampicanti sono tutte bellissime, hanno infiorescenze lacecap molto vaporose e, soprattutto nell'Hydrangea petiolaris, si ha la sensazione di vedere una serie infinita e ripetuta di merletti di color avorio fra un denso e bellissimo fogliame verde scuro.



Sono solitamente piante robuste che si attaccano ai muri senza bisogno di supporto.
Crescono vigorosamente e amano molto l'ombra, sono quindi adatte a rivestire muri con esposizione non particolarmente felice.
Le altezze di queste piante decidue si attestano fra i 2,50-3,00 m. Va considerato che, specialmente nella petiolaris, i rami nudi e sfoglianti creano un bellissimo effetto, permettendo così un suo utilizzo decorativo anche nei mesi freddi.

Esiste anche un'ortensia rampicante sempreverde, l'Hydrangea seemani proveniente dal Sud America. Raggiunge, se coltivata in modo ottimale, le dimensioni della Hydrangea petiolaris e la sua infiorescenza è un lacecap irregolare.
Necessita di posizioni riparate nel giardino, ma gradisce un'esposizione leggermente soleggiata, considerato che proviene dalla Sierra Madre dove le temperature sono piuttosto alte.
Le sue foglie, splendide, ricordano un po' quelle del lauroceraso anche se le loro dimensioni sono più ridotte e la forma più acuminata.
Le ortensie rampicanti fioriscono tutte a primavera inoltrata (maggio-giugno) tranne la seemani e la anomala cordata che fioriscono in giugno-luglio.

Se state leggendo queste ultime righe, significa che il viaggio attraverso il mondo delle Ortensie ha affascinato anche voi.
In tal caso, vi invito a conoscerle ancora meglio, a studiarle un pochino di più e ad adottarne una o più di una.
Vi ricompenseranno nel migliore dei modi, regalandovi momenti di straordinaria bellezza e infinito piacere.


Autore: Anna Damiani
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Ultima modifica di Cerchina; 30-07-10 alle 07:54
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