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Camelia: le tecniche colturali

Questa discussione si intitola Camelia: le tecniche colturali nella sezione Acidofile: Approfondimenti, appartenente alla categoria Acidofile; Il genere Camellia comprende una cinquantina di specie e innumerevoli varietà e ibridi che continuano ad aumentare. C'è stato infatti ...

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Vecchio 16-06-10, 10:38
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Predefinito Camelia: le tecniche colturali

Il genere Camellia comprende una cinquantina di specie e innumerevoli varietà e ibridi che continuano ad aumentare. C'è stato infatti un netto ritorno alla sua coltivazione; dopo essere stata in auge nell'Ottocento, la camelia era caduta un po' nell'oblio e veniva coltivata solo nei giardini di vecchio impianto, soprattutto nell'Italia del nord e in Toscana.

Nella foto un bellissimo esemplare di Camellia sasanqua.




Zone d'origine della Camelia sono Cina, Giappone, Corea, Birmania.

È bene precisare che coltivare le Camelie in un clima molto caldo e asciutto è un'impresa ardua: queste piante, infatti, vogliono un'atmosfera carica di umidità, soprattutto nel momento della schiusa dei fiori. Sopportano molto bene i freddi, ma piuttosto male i climi molto caldi e aridi.
Si comportano piuttosto bene nelle località di mare, purché siano protette dal vento e non raggiunte dalla salsedine.

La Camelia è una pianta acidofila, necessita quindi di terra acida e soffice, esposizione in mezz'ombra e annaffiature quel tanto che basti per mantenere sempre umido il substrato. È un arbusto che sopporta malissimo i ristagni idrici.

Quando si acquista una Camelia è consigliabile assicurarsi che non abbia soggiornato troppo a lungo in un vaso piccolo. Prima dell'acquisto è utile quindi controllare bene il pane radicale che non dovrà apparire eccessivamente sviluppato e intricato.
Nel caso di impianto di una Camelia con un simile apparato radicale, si corre il rischio di un attecchimento molto lento e di una crescita sempre stentata e poco vigorosa.

La messa a dimora va effettuata preparando una buca molto profonda (almeno 60x60 per una pianta di piccole/medie dimensioni), di cui va verificato il drenaggio irrigandone il fondo e osservando quanto e come percola l'acqua.
Il drenaggio può essere favorito distribuendo sul fondo della buca uno strato di 8-9 cm. di ghiaietto o di cocci sminuzzati.

Nelle foto, due arbusti di Camellia japonica in fioritura.






Al centro della buca bisogna disporre un cumulo di terriccio, in modo che la corona delle radici risulti alla fine circa 7-8 cm. più in alto rispetto al terreno tutt'attorno.

Il terriccio più usato per far questo tipo di operazione è un miscuglio in parti uguali di torba, terra di foglie e argilla sabbiosa.

Per la coltivazione in vaso, bisogna procedere utilizzando un vaso di 50-60 cm. di profondità e utilizzare lo stesso tipo di terriccio con il solito strato drenante sul fondo.

Come si è già detto, queste sono piante molto sensibili al vento. Ove non sia possibile la giusta esposizione in mezz'ombra e al riparo dalle correnti, almeno per i primi anni converrà riparare la pianta con uno schermo.

Diversamente da altre piante, per la Camelia è importante che l'operazione di rinvaso, impianto o spostamento, si effettui in piena fioritura.
Potrà esserci una perdita di alcuni fiori, ma in quel momento si avrà la certezza di non danneggiare irreparabilmente la pianta.

Nella fase che precede la fioritura, ossia sino a quando non compare sui boccioli il colore dei petali, è importante che il terriccio non si asciughi troppo. In questo periodo è di notevole aiuto, se non piovesse sufficientemente, praticare qualche irrorazione al fogliame.

La secchezza dell'aria, abbinata a insufficienti annaffiature, può essere causa di un fenomeno abbastanza frequente nelle Camelie: la caduta dei bocci florali prima della loro schiusa.
La quantità di boccioli che alcune varietà di Camelia producono è davvero considerevole, spesso più di quanti la pianta se ne possa permettere.
Sarà opportuno in questo caso lasciare solo due bocci florali alla sommità del ramo.

I boccioli si formano a metà estate e sono riconoscibilissimi per la forma molto arrotondata che li differenzia dalle gemme a foglia, che sono invece di forma allungata, come potete vedere nella foto.



Le concimazioni si effettuano in autunno, al piede dell'arbusto, con humus di lombrico o stallatico; si può anche effettuare da marzo ad ottobre una leggera concimazione con fertilizzanti per piante acidofile, meglio se a lenta cessione.
Giova anche pacciamare a debita distanza dal piede con uno strato di aghi di pino che favorisce l'acidificazione del terreno.
Se la pianta è fragile, è consigliabile una somministrazione quindicinale di fertilizzante adeguato, ma sempre badando a non eccedere.
Le Camelie sono sensibilissime alla variazione di pH del substrato e il concime somministrato può condizionare questo processo.

Se il fogliame si presentasse verde molto chiaro con una forte evidenziazione delle nervature fogliari, sintomo di clorosi determinata da un eccesso di calcare nel terreno, si dovrà intervenire con un rinverdente, solitamente solfato di ferro o di alluminio, che migliorerà anche il colore dei fiori.

Nella foto, una splendida fioritura di un'altra varietà di Camelia sasanqua.



La Camelia è quindi una pianta che non ama essere troppo concimata.
L'eccesso nutrizionale la danneggia quanto la sua carenza: è importantissimo non concimare mai una pianta appena trapiantata per almeno un anno e nemmeno una pianta sofferente.

In questa pianta la potatura non è necessaria. Si può intervenire solo per dare una forma più ordinata all'arbusto, sempre e soltanto subito dopo la fioritura.

Si moltiplica per talea, innesto o margotta e qualche fortunato dalla mano sapiente riesce a moltiplicarla anche da seme.


Avversità
Le Camelie sono soggette a fusaggine, che è una malattia crittogamica, ad alcune forme inguaribili di virosi e alla già citata clorosi.

Per quanto riguarda i parassiti, sono da temersi la cocciniglia, gli afidi (o pidocchi neri e verdi) e gli oziorrinchi, coleotteri non facilmente eliminabili con un antiparassitario ma che si possono combattere scuotendo bene i rami della pianta sotto cui sia stato posto un telo, dove i parassiti possono poi essere raccolti ed eliminati.

Autore: Anna Damiani
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[/FONT][/B][/COLOR] "Un bimbo muove tutto sottosopra e allo stesso tempo mette le cose al posto giusto."

Ultima modifica di Ortensia Mancini; 29-07-10 alle 11:00
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Tag
camelia, colturali, tecniche

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