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La Gardenia, note di coltivazione di Giulio51

Questa discussione si intitola La Gardenia, note di coltivazione di Giulio51 nella sezione Acidofile: Approfondimenti, appartenente alla categoria Acidofile; Ovvero come coltivo le mie Gardenie, dopo oltre trent’anni di esperienza maturata con loro. Premessa: la Gardenia viene considerata da ...

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Vecchio 04-06-14, 19:18
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Ovvero come coltivo le mie Gardenie, dopo oltre trent’anni di esperienza maturata con loro.

Premessa: la Gardenia viene considerata da molti una pianta delicata, capricciosa e difficile da coltivare invece è una pianta che, una volta comprese appieno le sue esigenze, dà moltissime soddisfazioni dimostrandosi molto meno esigente di quanto comunemente venga creduto.

Spesso l’errore iniziale sta nell’acquisto, viene infatti comprata una splendida cultivar di G. multiflora, quelle che io descrivo e catalogo come le "Gardenie di Natale" che
si presentano come piante bellissime, con una vegetazione fittissima, bocciolatissime, con foglie verdi scurissime, (quanti superlativi!) ma... anche trattatissime ovvero iperpompate.

Non è che sconsiglio di acquistare queste piante, ne ho un paio anch’io, ma per chi si avvicina alle Gardenie queste sono le piante più difficili da mantenere, c’è
soprattutto da mettere in conto un cambiamento di aspetto abbastanza sostanziale una volta terminati gli effetti dei trattamenti a cui sono state sottoposte.

Origini e info storiche: L’introduzione in Europa delle Gardenie dalla Cina viene fatta risalire al 1754.
Verso la fine del 1800 e fino a metà del 900 la coltivazione delle Gardenie era più diffusa di adesso, veniva coltivata in maniera intensiva anche in Liguria per la richiesta di fiori recisi, gli unici ammessi all’occhiello del bavero della giacca da uomo.

Nel secolo scorso diversi floricoltori italiani si dedicarono all’ibridazione, ottenendo svariate cultivar ('Flore Pleno', 'Fortuniana', 'Intemedia', 'Pagliai', 'Bonfiglioli', 'Paraguay', 'Impero', ecc.) fra cui anche la 'Variegata' e la 'Regina Elena', quest’ultima a fiore giallo.
Purtroppo sono tutte varietà cadute nell’oblio, impossibili da reperire e, anche se rintracciate presso alcuni appassionati,
da riconoscere con sicurezza poiché le differenze tra pianta e pianta o tra fiore e fiore si notano, ma pronunciarsi con assoluta certezza sulla cultivar di appartenenza è estremamente difficoltoso.

Coltivazione: premesso che, come accade spesso nel giardinaggio,
anche la nostra “sensibilità” ci aiuta a comprendere le esigenze della pianta e ad adattare la "strategia" di coltivazione in base all'ubicazione, all'esposizione ed a molti altri fattori, cerco di esporre alcune considerazioni di carattere generale.

- Esposizione: sono piante che amano posizioni soleggiate, anche molto soleggiate, ma tollerano bene l’ombra anche intensa.
Naturalmente, nel caso di posizioni molto ombreggiate, le piante saranno meno accestite e compatte, tenderanno a filare allungando gli spazi tra gli internodi fogliari e a
piegare la vegetazione nuova verso la maggiore luminosità. Saranno anche più soggette alla cocciniglia e conseguentemente alla fumaggine.

Al contrario, cioè in esposizione soleggiata, avremo piante ben accestite e compatte, con minori necessità di potature o cimature.

"La Gardenia", di Luigi Viacava (ed. Edagricole) è uno dei pochi testi che tratta l’argomento con completezza e con approfondite valutazioni e test colturali. Per me è stato e rimane un valido ed indispensabile punto di riferimento, purtroppo non è facilmente reperibile ma lo consiglio vivamente a tutti gli appassionati di Gardenie nel caso si avesse la fortuna di trovarne una copia.

Cito testualmente:

Citazione:
“La Gardenia è molto esigente in fatto di luce; sopporta molto bene i raggi diretti del sole e quelli passanti per i vetri; cosicchè non occorre attenuare la potenza dei raggi solari... (omissis). Una luce attenuata comporta inevitabilmente l’esigenza di porre le piante maggiormente distanziate in modo da evitare un cattivo accestimento.”

"In Sicilia... in terreni fortemente acidi (prov. Messina,) le piante vengono coltivate in campo aperto”, in pieno sole e senza l’ausilio di ombreggianti."

- Substrato: le gardenie amano il terreno acido con un ph da 4 a 6.

Per la sua composizione va bene il classico substrato che prepariamo per le acidofile a seconda delle preferenze individuali e alla reperibilità dei componenti.

La base è composta da terriccio per acidofile o torba acida, terra d’erica o di foglie di faggio, addizionati con corteccia di pino/conifere (bark), agriperlite, aghi di pino o di altre conifere tagliuzzati e un ulteriore aggiunta di materiali drenanti come lapillo e/o pomice, sabbia silicea grossolana, ecc.
Un tempo veniva utilizzato il terriccio di castagno, oggi praticamente irreperibile, che è sostanzialmente legno di castagno decomposto da una carie che attacca l'interno dei tronchi dei vecchi castagni europei, ma è stato rilevato che favoriva il “cancro del colletto” (Phomopsis gardeniae).

Per quel che riguarda il materiale drenante devo fare una puntualizzazione sulla capacità di drenaggio del substrato in base alla latitudine: in Sicilia sarà necessario mantenere maggiormente l’umidità tra un’annaffiatura e l'altra mentre questa necessità sarà ovviamente diversa, per esempio in Toscana o in Trentino.
Si dovrà quindi agire sulle varie componenti del substrato per variarne la capacità di drenaggio.

Anche la tipologia del vaso (cotto o plastica) o le sue dimensioni ed il rapporto fra altezza e diametro influisce sulla capacità di ritenzione idrica; il cotto consente infatti una traspirazione/evaporazione maggiore.
Il materiale drenante in Toscana dovrà essere in una percentuale di almeno il 30%, più a nord la percentuale dovrà essere maggiore e naturalmente minore in regioni più calde.

- Umidità: con le annaffiature il substrato deve essere mantenuto umido ma non saturato di acqua. L’acqua utilizzata deve essere priva di calcare e possibilmente a temperatura ambiente.
Per ridurre la presenza di sali nell’acqua, oltre all’utilizzo di un addolcitore direttamente collegato alla rete idrica, si possono prendere in considerazione altri metodi in base alla sua durezza: si può lasciarla riposare per 24 ore prima dell'utilizzo o addizionarla con aceto o con prodotti chimici appositi reperibili presso i garden o i consorzi agrari.
La Gardenia gradisce inoltre un' elevata umidità ambientale.

- Concimazione: La Gardenia è sensibile all’eccesso di salinità del substrato che provoca reazioni apparentemente simili alla carenza idrica cioè un afflosciamento delle foglie con conseguente defogliazione e se l'eccesso di sali arriva ad ustionare le radici, che da bianche diventano scure, le conseguenze sono nefaste.

Per questo motivo è consigliabile usare i fertilizzanti per acidofile a lenta cessione o a cessione controllata a dosi inferiori di quanto consigliato dal produttore.

- Rinvaso: va effettuato a fine inverno prima della ripresa vegetativa.

Tutte le acidofile si piantumano e si rinvasano prima della crescita della nuova vegetazione, che per alcune specie, come le azalee, i rododendri, le camelie, ecc., coincide con la fine della fioritura; ma nel caso delle Gardenie se viene effettuato dopo la fioritura estiva esso comporta, dopo una stasi vegetativa abbastanza lunga seguente al rinvaso, uno stimolo a vegetare; la nuova vegetazione arriverà erbacea all’inverno e perciò sarà più sensibile alle basse temperature.

- Rusticità: le Gardenie comunemente in commercio cioè G. grandiflora e la G. multiflora sono
, specialmente la prima, resistenti al gelo.
Io le coltivo all'aperto con temperature che raggiungono anche i -8°C l’importante è che le piante non arrivino alle gelate con il terriccio troppo bagnato; un eccesso d'acqua potrebbe infatti far gelare l'apparato radicale,
d'inverno bisogna quindi diminuire molto le annaffiature.
Ricordarsi anche che la neve accumulata potrebbe spezzare i rami più giovani.

Le specie non rustiche
come G. thumbergia, G. rothmannia, ecc. necessitano di essere riparate in serra fredda, altre specie sono ancora più delicate come G. Taitensis, G. Amoena, ecc. e vanno coltivate in serra calda nelle zone, come la Toscana, soggette a gelate.

Il libro di Viacava riporta:

Citazione:
"la Gardenia è molto resistente ai geli. (omissis)... nel rigido inverno, febbraio 1929, a Genova, nelle zone di coltivazione, si raggiunsero punte minime molto basse (- 10°, - 15°) e non si lamentarono danni apprezzabili. "

- Potatura: se necessario per favorire l’accestimento, la potatura e/o la cimatura sono da effettuarsi a metà estate dopo la fioritura.
In autunno la Gardenia sviluppa le nuove gemme apicali che è bene non siano erbacee all’arrivo dei primi freddi. La fioritura avviene sulla nuova vegetazione che cresce in primavera dalle gemme apicali presenti in inverno. Una potatura in epoca primaverile prima della fioritura, avrebbe come conseguenza, una fioritura scarsa o nulla.
La spollonatura si effettua
di norma (sempre se ritenuta necessaria) da gennaio a marzo prima che la pianta inizi il periodo vegetativo.

- Malattie:

Insetti parassiti: Cocciniglie, Afidi e Tripidi sono i parassiti più comuni.

Aleurodidi (Dialeurodes citri) chiamate comunemente moschine o farfalline bianche, si depositano sulla pagina inferiore delle foglie e se disturbate svolazzano; consiglio di eseguire il trattamento il mattino presto o la sera tardi, quando il parassita è immobile sotto le foglie.

Oziorrinco (Pantomorus godmani) l'insetto adulto erode porzioni semicircolari dei lembi fogliari mentre la larva vive nel terreno nutrendosi delle radici.

Acari (Tetranychus urticae) il comune ragnetto rosso non visibile ad occhio nudo, provoca depigmentazione e in seguito caduta foliare
ed è favorito dal clima caldo umido.

Nematodi (Heterodera marioni) è un nematode galligeno delle radici

Malattie virali e fungine:


Cancro delle Gardenie (Phomopsis gardeniae) di solito penetra attraverso le ferite e si manifesta con ruvidi ingrossamenti e screpolature dei fusti e dei rami. I rami sovrastanti i cancri deperiscono e muoiono mentre quelli sottostanti emettono nuovi germogli. Consiglio di non trascurare la normale profilassi con trattamenti rameici preventivi e di disinfettare le forbici da potatura.

Fumaggine (Capnodium salicinum) funghi superficiali che si insediano sulle secrezioni zuccherine delle cocciniglie provocando una diminuzione della fotosintesi. Sono favoriti da una insufficiente esposizione solare accompagnata da una elevata umidità ambientale.

Muffa grigia dei boccioli (Botrytis vulgaris):
si verifica di norma in ambienti come le serre con un'alta e costante umidità ambientale, aria stagnante e temperature tali da consentire l'insediamento del fungo sui germogli apicali e sui boccioli.

Non mi addentro sui trattamenti da effettuare: troppi sono i prodotti in commercio (sistemici e non o biologici e non) e troppo veloce l’evoluzione dei principi attivi per fornirne un elenco se pur parziale.

Carenze:

Clorosi: ingiallimento delle foglie nuove che mantengono le nervature verdi, è dovuta a carenza di ferro per un innalzamento del ph del substrato.

Attenzione: gli stessi sintomi possono essere causati anche da luce insufficiente, cattivo drenaggio o eccessive annaffiature e malattie delle radici o del fusto.

Carenza di Fosforo: si manifesta con foglie piccole, verde scuro ed internodi corti.


Carenza di Potassio e/o Magnesio: si manifesta con lo scolorimento delle foglie più vecchie.

Carenza di Manganese: si manifesta con macchie sparse e decolorate sulle foglie.

Conclusioni: questa mia scheda, tutt’altro che esaustiva sull’argomento, vuol essere solo un modestissimo contributo a comprendere le Gardenie per godere al meglio di queste splendide piante, consiglio a tutti di provare a coltivarle a dispetto delle tante inesattezze su esposizione e rusticità che purtroppo si leggono spesso.


Gardenia 'Coral Gables':


Ultima modifica di Cerchina; 12-06-14 alle 14:42
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Vecchio 04-06-14, 20:14
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Queste sono le mie due, quasi immeritate per le poche cure che riservo a esse.

Vivono in due grossi vasi di vetroresina al limitare del portico dove si apre l'ingresso alla casa.

Hanno molta luce, pochissimo sole e nessuna pioggia.

Vengono innaffiate col sistema a goccia e regolarmente somministro a fine inverno Sinergon 2000 e poi Compo per acidofile.

Le fotografie risalgono a marzo; le piante avevano già i primi boccioli.

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Grazie Maestro Giulio!
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Sono io che ringrazio te, Kiwo.
Essendoci tante "leggende metropolitane" sulla Gardenia, solo chi le conosce a fondo riesce a comprendere a pieno la veridicità di quanto ho scritto per cercare di far apprezzare un po' di più le gardenie.

Ultima modifica di giulio51; 05-06-14 alle 09:24
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Vecchio 05-06-14, 10:47
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accipicchia sembrano piante molto più abbordabili di quel che sapevo

il problema, l'unico a quel che ho capito quindi, sarebbe il ph del terreno se le metti in piena terra
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Mi era stato detto che l' addomesticamento con i gatti è molto difficile. Non è vero. Il mio mi ha addomesticato in un paio di giorni
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Vecchio 06-06-14, 09:27
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Io sono fra i tanti che appena acquistate o poco dopo, hanno fatto morire queste stupende piante,a primavera ci ho riprovato a riacquistarne un paio.

però volevo fare una precisazione,
ho notato che se piove e bagna i fiori, questi il giorno dopo sono marroncini e il giorno dopo ancora cadono, come se sfiorisse, invece un fiore aperto dura diversi giorni prima di cadere anche 3 o 4.
infatti quando ora piove le ritiro sotto il porticato, ma dispiace non fargli prendere l'acqua piovana che a loro piace tantissimo.....
come si può fare?
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Vecchio 06-06-14, 10:09
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Citazione:
Originariamente Scritto da Baciccia Visualizza Messaggio
Io sono fra i tanti che appena acquistate o poco dopo, hanno fatto morire queste stupende piante,a primavera ci ho riprovato a riacquistarne un paio.

però volevo fare una precisazione,
ho notato che se piove e bagna i fiori, questi il giorno dopo sono marroncini e il giorno dopo ancora cadono, come se sfiorisse, invece un fiore aperto dura diversi giorni prima di cadere anche 3 o 4.
infatti quando ora piove le ritiro sotto il porticato, ma dispiace non fargli prendere l'acqua piovana che a loro piace tantissimo.....
come si può fare?
Allora, lasciale sempre sotto il porticato, purchè in posizione luminosa e quando piove metti fuori un bel secchio a fallo riempire.

Se prima di innaffiarle ci aggiungerai una mezza dose di concime per acidofile, te ne saranno grate e lo dimostreranno .

Io evito di spostare le piante per quanto è possibile, perchè si creano il proprio habitat anche in relazione all'esposizione e al posizionamento rispetto al

sole.

Ne risentono più di quanto non si creda; il fatto è che non possono....strepitare per il disturbo e ...dirci parolacce...quando le traslochiamo.
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E' un difetto, Fabrizio, che riguarda quasi tutti i fiori bianchi, che in presenza di un elevato grado di umidità tendono ad "ossidarsi".
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ecco perchè anche la mia camelia con la pioggia si ciancica tanto!
io pensavo che fosse a causa dei petali tanto sottili

dovrò metterle un ombrellino
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Ahahah sai che spettacolo se le piante ci potessero mandare a quel paese
Infatti Luca ho un grande secchio di 50 lt sotto una tettoia e recupero l'acqua piovana e cerco sempre di preferire le acidofile con quell'acqua

Ah ecco, quindi Giuliano accade anche a te, magari se ne hai un cespuglione enorme in piena terra, anche se la pioggia di un giorno ne rovina alcuni, ma ce ne sono tanti altri pronti ad aprirsi che nemmeno ci si fa caso, invece quando ad aprirsi è uno ogni tanto in un vasetto, ci fai caso e ci dispiace
ok grazie cercherò la giusta cosa da fare
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