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Seminare le camelie, quando, come, dove

Questa discussione si intitola Seminare le camelie, quando, come, dove nella sezione Acidofile: Propagazione, appartenente alla categoria Acidofile; E’ tempo di semine per le camelie! Quando : il prima possibile, i semi della camelia contengono molto olio (i ...

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  #1  
Vecchio 13-10-13, 01:01
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E’ tempo di semine per le camelie!

Quando: il prima possibile, i semi della camelia contengono molto olio (i cinesi lo usano per ricavarci l’olio non disponendo dell’olivo) che tende ben presto a irrancidire.
I semi si possono raccogliere aspettando che il frutto maturi e si apra o anche raccogliendo le meline chiuse, per poi successivamente aprirle ed estrarne i semi,la stagione in cui sono pronti è fine settembre, primi di ottobre.
Seminando a primavera ci sono ancora possibilità di germinazione, seminandoli in autunno dell’anno successivo la germinazione è fortemente compromessa.

Dove:ci sono varie tecniche ognuna con pregi e svantaggi, un metodo è metterli con dello sfagno umido chiusi dentro un sacchetto di nylon, si lascia che il fittone cresca e poi lo si taglia a circa 4-5 cm e si provvede a porre i semi nei singoli contenitori.
Altro metodo è scarificare il tegumento con carta vetrata o nell’incrinare leggermente il tegumento con una martellata giustamente dosata, oppure semplicemente si seminano così come natura crea.
Le semine si possono fare in cassette o in singoli vasetti (diam. 10), nel primo caso si risparmia spazio nel caso che alcuni non nascano.

Come: il substrato per la semina è preferibile sia leggero perchè favorisca l’espansione delle nuove radichette, a questo scopo è utile aggiungere un 50% di agriperlite, ma ho provato anche con 100% di terriccio per acidofile e il risultato non cambia di molto.
Il terriccio va’ tenuto sempre umido, ma mai fradicio, fino a primavera il seme emette solo il fittone, non è influenzato dalla luce, ma solo dalla temperatura, comunque resiste anche a temperature molto basse lasciando i vasetti all’aperto e alle intemperie coperti di foglie.
A primavera, o prima se conservato in ambiente moderatamente riscaldato, il seme emette il germoglio con le prime due foglioline a questo punto la luce è necessaria perché le piante non “filino”.
Raggiunte le quattro foglioline, si procede al ripicchettamento nel caso di semine in cassette e nell’occasione al taglio del fittone per stimolare la crescita delle radichette laterali. L’operazione è da eseguirsi anche nel caso di semina in vasetto estraendo il pane di terra e andando a tagliareil fittone che sicuramente sarà avvolto a spirale sul fondo del vasetto.

Allego un po’ di foto per chiarire meglio i vari passaggi.



Il frutto si apre, è ora di seminare



si dividono i semi con i rispettivi cartellini con il nome della pianta madre



Come si presenta il substrato di coltivazione con 50% terriccio per acidofile e 50% agriperlite.



Per la semina utilizzo contenitori chiusi come quello di sinistra, ma bisogna saper dosare l’acqua, oppure molto più semplice un contenitore di polistirolo di quelli utilizzati per le mozzarelle, a dx nella foto.



In questi contenitori inserisco circa 40 semi disposti su 5 file da 8



Con il coperchio premo i semi fino a farli aderire al terriccio



Copro i semi con circa 3cm di terriccio e poi nuovamente con il coperchio premo in modo che i semi aderiscano al substrato. Come si vede in alto nella foto il terriccio una volta pressato si riduce a circa 2cm.



Conoscendo i nomi delle piante da cui derivano i semi si possono mettere le relative etichette.



Con un po’ di pazienza a tarda primavera le piantine saranno così, queste sono camelie del tè, le Sinensis.



Con l’aiuto di una vecchia forchetta si procede a estrarle senza rovinarne le radici.



Come si presenta la radice, si possono notare le prime radichette laterali.



Si taglia una parte della radice per favorire l’emissione di nuove radichette.



La pianta viene inserita nel nuovo vasetto



Particolare della pianta e del punto del colletto



Vasetti di Camelia Sinensis



Tutte le nuove nate.

Ultima modifica di loli63cam; 13-10-13 alle 02:08
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  #2  
Vecchio 13-10-13, 08:27
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Ciao Loli63cam grazie mille per il tuo splendido reportage (come sempre!). Proprio ieri mattina ho seminato anche io, ma per rispetto ho atteso il tuo 3d per postare le mie foto. I miei semi provenivano tutti dalla medesima Camelia J. di mia sorella, che ha avuto la felice idea di rimuovere il cartellino dalla pianta. Presumo che sia, nel mio caso, una Nuccio's Pearl perché quando le ho fatto vedere le foto della mia "Camelia del Generale" allora mi ha detto che erano uguali. eheheeh sembrano uguali, ma non lo sono per niente! Comunque la certezza l'avrò quando fra poche settimane sbocceranno i fiori di mia sorella. Per i miei dovrò avere pazienza...anni e anni...e chissà se l'intervento della variabilità genetica che entrerà sicuramente di prepotenza in campo non mi regalerà qualche esemplare nuovo! Incrociamo le dita!

Io ho usato dei contenitori di polistitolo recuperati da una confezione di un nuovo condizionatore. Erano stati buttati dai miei colleghi ma la mia mente ha elaborato l'immagine e ha capito a cosa potevano servire. Il polistirolo si buca molto facilmente con il calore. Ho usato il punteruolo arroventato di un saldatore e ho praticato diversi buchi sul fondo del contenitore.



Io ho usato invece torba e terriccio per acidofile in egual misura, ovviamente con l'aggiunta di una buona percentuale di perlite.



Ho bagnato il tutto e pressato senza esagerare. Poi ho aperto le melette della camelia con un cutter e ne ho estratto i semi. Dalle melette più grandi si riescono a ricavare fino a 4 semi, di cui 1-2 sicuramente belle grandi e gli altri molto più piccoli...almeno per le mie 100 melette è stato così. Nel caso delle melette più piccole queste contenevano un unico seme, di dimensioni perfette che ricordavano molto una nocciola.



Nel mio caso mi sono aiutato con un martelletto e ho dato un piccolo colpetto al tegumento nero, al fine di creare una crepa utile per l'ingresso dell'acqua e la fuoriuscita della piantina. Avendo a disposizione un letto di semina di 50cm x 22 cm ho disposto in maniera ordinata ben 60 semi in ciascun contenitore.





Ho aggiunto altri 3 cm circa di substrato e innaffiato nuovamente. Poi ho pressato delicatamente con l'aiuto del palmo delle mie mani. L'eccesso di acqua è uscito tranquillamente dai fori praticati precedentemente. Ora sposterò il tutto in un ambiente costantemente climatizzato a 20 gradi.
Loli secondo te è opportuno mantenere il calore in qualche modo posizionando sopra un coperchio trasparente oppure della carta velina trasparente da cucina? Giusto per creare una piccola serretta.
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  #3  
Vecchio 13-10-13, 10:40
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Grazie di questi due reportage molto precisi ed esaurienti

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Raggiunte le quattro foglioline, si procede al ripicchettamento nel caso di semine in cassette e nell’occasione al taglio del fittone per stimolare la crescita delle radichette laterali. L’operazione è da eseguirsi anche nel caso di semina in vasetto estraendo il pane di terra e andando a tagliareil fittone che sicuramente sarà avvolto a spirale sul fondo del vasetto.
Il terriccio per il ripicchettamento è il solito della semina?

Avrei voglia di provare a seminare, però non so nemmeno se ho qualche 'melina' perché in genere levo i semi
__________________
Castelluccio di Norcia
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  #4  
Vecchio 13-10-13, 10:48
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Ciao Neruda, vedo che anche tu non scherzi 120 semi........direi che hai fatto tutto perfetto!
Nel mio 3d non ho indicato in quanto substrato piantare i semi, in giro si legge di tutto, io preferisco farlo in 8cm al massimo per costringere il fittone a "curvare" (si vede nelle foto) e così stimolarlo a emettere le radichette laterali.
Naturalmente è solo una mia opinione.
Il substrato purchè drenante non ha molta importanza da cosa è composto, grazie al buon Giulio abbiamo trovato un testo dove si sperimentava la semina in terreno calcareo per ottenere piante più resistenti al Ph alto.....
Riguardo alle dimensioni dei semi, gli ibridatori sanno che è più facile ottenere piante particolari da semi piccoli che non grandi, tanto vale seminare tutto.
Spazio permettendo......
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  #5  
Vecchio 13-10-13, 10:50
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Grazie di questi due reportage molto precisi ed esaurienti



Il terriccio per il ripicchettamento è il solito della semina?

Avrei voglia di provare a seminare, però non so nemmeno se ho qualche 'melina' perché in genere levo i semi
Mi è avanzata qualcosina. Se mi mandi il tuo indirizzo in privato te li spedisco....
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  #6  
Vecchio 13-10-13, 11:05
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Ciao Neruda, vedo che anche tu non scherzi 120 semi........direi che hai fatto tutto perfetto!
Nel mio 3d non ho indicato in quanto substrato piantare i semi, in giro si legge di tutto, io preferisco farlo in 8cm al massimo per costringere il fittone a "curvare" (si vede nelle foto) e così stimolarlo a emettere le radichette laterali.
Naturalmente è solo una mia opinione.
Il substrato purchè drenante non ha molta importanza da cosa è composto, grazie al buon Giulio abbiamo trovato un testo dove si sperimentava la semina in terreno calcareo per ottenere piante più resistenti al Ph alto.....
Riguardo alle dimensioni dei semi, gli ibridatori sanno che è più facile ottenere piante particolari da semi piccoli che non grandi, tanto vale seminare tutto.
Spazio permettendo......
La sperimentazione in terreno non per acidofile?? Ti stai riferendo ad un comune terriccio universale con PH superiore a 7 per "costringerle" a crescere ed adattarsi in un terreno che non è il loro? Beh, se è così allora procedo anche io...
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  #7  
Vecchio 14-10-13, 21:51
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Si l'esperimento tendeva a dimostrare che le piante ottenute da talea erano molto meno adattabili a Ph elevati, mentre semenzali ottenuti con allevamento in terreni a Ph più elevati, avevano maggior capacità di adattamento.
Salvo poi utilizzarli come portainnesti per cultivar di pregio.
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  #8  
Vecchio 14-10-13, 23:06
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Si l'esperimento tendeva a dimostrare che le piante ottenute da talea erano molto meno adattabili a Ph elevati, mentre semenzali ottenuti con allevamento in terreni a Ph più elevati, avevano maggior capacità di adattamento.
Salvo poi utilizzarli come portainnesti per cultivar di pregio.
Pare logico pensare che la talea erediti in toto le caratteristiche della pianta madre anche nella sopportabilità ad un terreno che non è il suo, mentre una piantina nata da seme deve in qualche modo "imparare" tutto da zero....o quasi completamente tutto perché di certo non si possono modificare gli aspetti genetici di un essere vivente.
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  #9  
Vecchio 18-10-13, 22:47
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Ieri ho seminato anch'io. Neruda è stato così gentile a mandarmi dei semi e così ho provato anch'io. Ho messo anche alcuni semi nel terriccio normale, così forse ho la possibilità di mettere le piante nate - ammesso che nascano - in piena terra.

Ho seguito i vostri fotoreportage e ora
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  #10  
Vecchio 27-02-14, 15:42
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Queste sono alcune piantite di Camelia Sasanqua Plantation Pink piantate ad ottobre (vedasi i post precedenti). Su 120 semi già circa 50 sono spuntate ad oggi...

Su questa prima piantina una delle due radici principali mi si è rotta durante l'estrazione. Stupido io che non ho bagnato preventivamente l'area in cui era la piantina



Su questa sono stato più furbo e attento. Le due radici principali sono integre.



Particolare del colletto. La fuoriuscita della piantina dal seme....



Particolare delle radici...



Ed ora vediamo che cosa succede a questa nuova piantina se io l'abituo sin da ora in un classico terriccio di bosco di querce (ph non rilevato)
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Kiwoncello (01-03-14), loli63cam (28-02-14), Silvana (26-10-19)

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