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Pelargoni - Come coltivarli

Questa discussione si intitola Pelargoni - Come coltivarli nella sezione Alberi e arbusti: Approfondimenti, appartenente alla categoria Alberi e Arbusti; La coltivazione dei pelargoni può avvenire in piena terra, laddove la temperatura invernale non scenda sotto i 3-4 gradi, però ...

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Vecchio 17-06-10, 13:04
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Predefinito Pelargoni - Come coltivarli

La coltivazione dei pelargoni può avvenire in piena terra, laddove la temperatura invernale non scenda sotto i 3-4 gradi, però nella maggior parte delle nostre regioni le piante non resistono all’aperto e quindi vengono tenute in vaso, in modo da rendere agevole il ricovero invernale. I vasi migliori sono sempre quelli tradizionali in terracotta, materiale che traspira, non mantiene troppo l’umidità e al tempo stesso protegge le radici dagli sbalzi di temperatura.



Il terriccio deve essere costituito da quattro parti di terra (buona terra da giardino o terriccio specifico per gerani, leggermente acido, cioè con un ph tra il 5,5 e il 6,5) una parte di sabbia grossolana per garantire il drenaggio e una parte di torba (nel terriccio specifico per gerani è in genere già contenuta). I terricci troppo torbosi, come molti di quelli in commercio, non trattengono sufficientemente le sostanze nutritive e se si lasciano asciugare troppo è poi difficile riuscire ad inumidirli di nuovo.


Annaffiature: una caratteristica che accomuna tutti i pelargoni è quella di essere sensibili all’acqua. Non ne vogliono molta: soffrono di più per la troppa acqua che per una sua mancanza. Le annaffiature vanno eseguite quando il terriccio è asciutto, mai dare acqua sul terriccio bagnato e mai lasciare acqua a ristagnare nel sottovaso perché la pianta continua ad immagazzinare acqua e finisce per marcire. Le varietà con foglia variegata sono le prime a deperire, perché più sensibili delle altre agli eccessi di umidità. Bisogna lasciare asciugare il terreno prima di bagnare di nuovo, potrà essercene bisogno ogni quindici giorni in inverno, quando la pianta è quasi in riposo, o a giorni alterni quando è caldo. In estate è consigliabile annaffiare al mattino molto presto, o meglio, se si può, all’imbrunire. Se si annaffiasse nelle ore più calde le piante si lesserebbero e le foglie bagnate brucerebbero. In inverno occorre comportarsi esattamente all’opposto, l’acqua si dà nelle ore di mezzogiorno. E’ consigliabile usare un annaffiatoio a becco lungo.




Concimazioni: bisogna ricordare che i pelargoni sono originari del Sudafrica, ma che per la quasi totalità provengono da zone dove la terra è piuttosto arida, questo ci fa ritenere che in realtà i pelargoni non abbiano necessità di grandi quantità di fertilizzante, in quanto assai frugali. I tre componenti presenti nei fertilizzanti sono l’azoto (N) il fosforo (P) e il potassio (K) con un numero che si riferisce al titolo e sempre nello stesso ordine. A volte è segnato un quarto numero preceduto dal segno + il quale si riferisce ai microelementi necessari alla buona crescita della pianta (magnesio, calcio, zinco, rame, ferro, manganese, zolfo).

Una buona composizione per i gerani è NPK 10-12-18. L’azoto sviluppa soprattutto il fogliame, troppo azoto fa crescere molto rigogliosa la pianta a scapito della fioritura: concimi troppo azotati sia chimici che , tra quelli naturali, lo stallatico o i lupini brillati a lunga cessione non sono quindi consigliati per i gerani, se non alla fine dell’inverno per ridare vigore alle piante. Il fosforo sviluppa invece le radici, i fiori e i frutti, il potassio dato costantemente garantisce prolungate fioriture.

Un buon fertilizzante, che dà ottimi risultati con quasi tutti i pelargoni, è il concime per pomodori, in particolar modo al momento della fioritura.

I fertilizzanti liquidi andranno somministrati ogni cinque annaffiature riducendo le dosi. Durante il periodo più caldo dell’estate e quello più freddo è bene evitare fertilizzanti. Se si usa fertilizzante in granuli andrà cosparso sul terriccio evitando il gambo della pianta, per evitare bruciature allo stesso.
E’ bene ricordare che non si deve concimare la pianta invasata per la prima volta, ma si deve aspettare almeno due settimane.
Bisogna andarci cauti con le concimazioni perchè quando esse sono abbondanti le piante presentano gli stessi sintomi di una pianta poco concimata.

I gerani edera hanno bisogno di un concime con titolo di potassio piuttosto basso, mentre gli imperiali hanno bisogno di una concimazione con livelli di potassio alti ma attenzione, un titolo di potassio alto può in un secondo momento indurre una deficienza di magnesio, cosa che si evidenzia con un colorito molto chiaro delle foglie.




Potatura: i gerani non necessitano di una vera e propria potatura, ma piuttosto di una ripulitura e rimessa in forma dopo il riposo invernale, non si toccano invece gli imperiali che altrimenti perderebbero la loro unica fioritura. Il periodo migliore per le potature è alla fine dell’inverno, al primo tepore primaverile si tagliano i rami stenti o malati e si riporta la pianta alla forma voluta. E’ bene sapere che quando si pota un ramo, nei punti del taglio affluiscono gli ormoni e quindi la potatura è per la pianta un invito a vegetare. Quindi non si deve mettere mano alle cesoie in prossimità della stagione fredda, perché la nuova vegetazione che verrebbe stimolata con il taglio non avrebbe buone possibilità di crescita.


Cimatura apicale: questa operazione consiste nell’eliminare manualmente il germoglio dell’apice vegetativo, va fatta in tutto il periodo vegetativo, primavera ed estate. Eliminando una piccola porzione apicale si ottiene dopo qualche tempo la formazione di tanti piccoli rametti laterali, così si evita che le piante restino con pochi lunghi rami, qualche foglia e un fiore in cima.

Attenzione agli imperiali: con gli Imperiali si deve fare attenzione a non eseguire potature o cimature dopo l’inverno, come si fa con gli altri pelargoni per infoltirne la chioma e ottenere più fiori: al contrario, con questi pelargoni si rischierebbe di eliminare le gemme pronte per l’unica fioritura primaverile; eventuali tagli possono essere fatti in luglio, in modo da stimolare la nascita di getti laterali.


Rinvasi: il momento migliore per cambiare vaso senza disturbare troppo la pianta è l’inizio della primavera. Il rinvaso può essere effettuato anche in altri momenti durante l’anno, soprattutto se si notano radici che fuoriescono dal foro di drenaggio del vaso. Se la pianta è in piena fioritura, si raccomanda la massima delicatezza con le radici che altrimenti possono essere danneggiate e magari l’asportazione dei fiori, perché la pianta possa riprendersi facilmente.
Si prepara il vaso, possibilmente in cotto e di poco più grande del contenitore vecchio, coprendo con cocci o argilla espansa i fori di drenaggio. Si utilizza il terriccio preparato a parte. Si toglie il geranio dal vecchio vaso, quando la terra è asciutta in modo che il pane delle radici esca compatto e senza sforzo, battendo leggermente il contenitore sui lati. Devono seguire un’abbondante annaffiatura e qualche giorno in posizione semiombreggiata, per permettere alla pianta di riprendersi.




Riposo invernale: nelle regioni in cui le temperature invernali scendono sotto i due-tre gradi i pelargoni vanno ricoverati in serra o in un luogo luminoso, in casa le piante possono essere ricoverate in verande, scale condominiali, cantine dotate di finestre. Se si lasciano all’aperto si possono spostare i vasi contro un muro esposto a sud coperti con tessuto non tessuto. E’ bene annaffiare poco e raramente i gerani che sono in un semi-riposo.

Autore: Piera Sanfilippo
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Ultima modifica di Cerchina; 26-07-10 alle 22:49
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coltivarli, gerani, pelargoni

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