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Magnolia: Coltivazione e Avversità

Questa discussione si intitola Magnolia: Coltivazione e Avversità nella sezione Alberi e arbusti: Approfondimenti, appartenente alla categoria Alberi e Arbusti; LE TECNICHE COLTURALI Coltivare le Magnolie non richiede particolari cure o necessità, se non una minima attenzione alle condizioni del ...

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Vecchio 17-06-10, 12:12
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Predefinito Magnolia: Coltivazione e Avversità

LE TECNICHE COLTURALI

Coltivare le Magnolie non richiede particolari cure o necessità, se non una minima attenzione alle condizioni del substrato e all'esposizione per quanto attiene ad alcune specie.

Il terreno adatto alle loro esigenze è tendente all'acido (salvo per la Magnolia delavayi che invece richiede suoli calcarei), soffice o comunque ben lavorato e che abbia la peculiarità di assorbire bene l'umidità e di trattenerla senza creare ristagni.
La Magnolia grandiflora accetta anche suoli un po' più pesanti, mentre la Magnolia soulangeana e la Magnolia stellata vi si adattano di meno e vanno più soggette alla clorosi.

Per l'esposizione è meglio offrire loro una posizione in cui possano godere di qualche ora al riparo dal sole cocente ma, qualora non fosse possibile, accettano anche esposizioni soleggiate, sempre che, soprattutto nei primi due anni dall'impianto, vengano aiutate con costanti e profonde irrigazioni.

Soprattutto con la Magnolia stellata, che ama una condizione di umidità costante del substrato, buoni risultati si ottengono piantumando al piede una tappezzante vigorosa che ombreggi le radici e impedisca un'evaporazione repentina dopo le piogge o le irrigazioni.

Altro suggerimento importante è quello relativo alla buca d'impianto. Soprattutto le specie a portamento arboreo necessitano di profonde e larghe buche che consentano alle radici di trovare terreno soffice e ben smosso che favorisca il loro attecchimento. Sul fondo della buca è consigliabile porre dello stallatico ben maturo, coprirlo con uno strato di terra e procedere quindi all'interramento del pane radicale dell'albero.



È sempre fondamentale, nel periodo che segue la messa a dimora, che il terreno conservi il giusto grado di umidità; la vigoria della pianta, la salute del fogliame e una rigogliosa fioritura, molto dipendono da costanti e ritmiche innaffiature.
L'alternarsi di irrigazioni e lunghi periodi di siccità provoca infatti parziali arresti della vita vegetativa, con la conseguenza di una parziale caduta del fogliame o del suo ingiallimento fino alla perdita della fioritura.

Per essere sicuri che non manchi mai il necessario nutrimento è preferibile intervenire in autunno e in primavera.

In autunno è indicato spargere attorno al piede, ad una distanza di circa 5-8 cm. dal colletto, dello stallatico maturo interrandolo appena.

In primavera, dall'inizio di marzo e per tre volte nell'arco del mese, somministrare un secchio d'acqua in cui è stato versato del concime liquido minerale e del solfato di ferro nella misura di 4 grammi per litro d'acqua.
Questo trattamento va ripetuto fino all'arrivo del caldo.
Il solfato ferrico, oltre a rappresentare un componente essenziale per il nutrimento dei vegetali, ha la funzione di scongiurare la clorosi, che è una sorta di "anemia" della pianta; esso esercita inoltre un'azione disinfettante sulle radici.




Le Magnolie non necessitano di potature di sorta. Per tutte è sufficiente un taglio di riordino, attento e contenuto, al solo scopo di eliminare i rami deboli, lesionati o disordinati.

Va comunque ricordato che le Magnolie grandiflora coltivate in forma libera non hanno un aspetto compatto e, in taluni casi, si può rendere necessaria appunto una potatura di riordino.

La Magnolia grandiflora, così come altre appartenenti al genere, pur crescendo lentamente assumeranno con l'andar del tempo altezze rilevanti; è pertanto buona norma – per non dover poi intervenire pesantemente sull'albero, minandone la salute e la durata della vita – tenere in debito conto che necessitano di ampi spazi per potersi esprimere liberamente e per poter fornire bellezza e dispiegare le loro caratteristiche ornamentali, senza che queste creino fastidi o problemi a chi abita lo spazio di casa e giardino.

Sappiamo che molte di queste essenze sono alberi di media e grande altezza, ma vi sono anche specie che si possono coltivare in forma arbustiva ed essere utilizzate nei terrazzi o sui grandi balconi.

I contenitori che meglio si prestano alla loro coltivazione devono avere un'altezza non inferiore agli 80 cm. ed essere altrettanto larghi. Non bisogna dimenticare che simili "vasi", una volta riempiti di terra – e maggiormente quando questa è intrisa d'acqua – acquisiscono pesi notevoli, a volte tali da pregiudicare la struttura portante: la statica di balconi e terrazze va sempre tenuta in grande considerazione per scongiurare pericoli a se stessi e ad altri.
Buona norma è sempre quella di chiedere presso l'Amministratore, o presso l'impresa costruttrice, i dati relativi alla portata di carico per cui è stato progettato il balcone e/o il terrazzo.



Per una buona riuscita colturale di questi esemplari all'interno di grandi vasi, è utile collocare sul fondo uno strato drenante costituito da ghiaia mista a carbone di legna oppure ad argilla espansa. Il terriccio deve essere leggermente acido e mescolato a torba.
Maggiormente per la coltivazione in vaso rispetto a quella in piena terra, l'ideale è posizionarle in mezz'ombra e al riparo dai venti, mentre è importante che la pianta riceva rugiada e pioggia e che goda di molta luce senza venir raggiunta dai raggi del sole nelle ore centrali della giornata; benefici sono quelli del mattino e del tramonto.

LE AVVERSITÀ

Benché le Magnolie siano potenzialmente attaccabili da parassiti di diverso genere, possiamo serenamente affermare che nessuno di questi è noto per essere un loro nemico giurato. Lo stesso vale per le fitopatologie. Non ci sono funghi tipici o malattie specifiche del genere Magnolia.



Solo nel caso della coltivazione in vaso, è preferibile fare dei trattamenti preventivi o mirati al bisogno.
In primavera, quindi, una volta ultimata la fioritura per le specie che emettono fiori in questa stagione, è consigliabile procedere ad un'irrorazione con anticrittogamico e altrettanto raccomandabile è irrorare leggermente con un antiafidico e un anticoccidico, senza eccedere nelle quantità.

Il possibile deperimento di una Magnolia coltivata in pieno campo è da imputarsi soprattutto ad errori di coltivazione relativamente alla scelta del substrato, ad annaffiature somministrate in maniera irrazionale o ad un clima eccessivamente secco.



Una volta rispettate queste condizioni e apportata la giusta concimazione, le Magnolie, sia a foglia caduca sia sempreverdi, reagiscono sempre positivamente e fioriscono senza risparmiarsi.

È importante, tuttavia, non aspettarsi una copiosa fioritura il primo anno dall'impianto. Difficilmente una pianta, qualsiasi essa sia, nel momento in cui sta adattandosi e sta effettuando l'attecchimento iniziale, fiorirà come desidereremmo. È una questione di economia delle risorse.
Non temete quando vi trovate di fronte ad una simile situazione e praticate, invece, la più preziosa delle virtù che un saggio giardiniere deve avere: la pazienza.

Autore: Anna Damiani
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[/FONT][/B][/COLOR] "Un bimbo muove tutto sottosopra e allo stesso tempo mette le cose al posto giusto."

Ultima modifica di Ortensia Mancini; 28-07-10 alle 23:59
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avversità, coltivazione, magnolia

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