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Originalmente inviato da cerchina
Bello Celeste!!! non credo che da noi si riuscirebbe a fare...mi sembra che italiani pensiamo che lo spazio nostro sia nostro, lo spazio pubblico viceversa, non è di tutti è di nessuno, si vede da come lo usiamo, da come lo maltrattiamo. Ahimè!!!!:4087120:
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Citazione:
Originalmente inviato da pieracd
Bellissimi :F_Amo011:
ma perchè non copiamo dagli americani anche qualcosa di buono???? 
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Per quel pochissimo che ne so, non è che questi giardinetti siano nati dalla mente di qualche "anima bella" o dall'iniziativa di gruppi di appassionati di giardinaggio. Sono sorti negli anni bui di New York, quelli delle violenze per strada, degli homeless accanto agli alberghi di lusso, dello spaccio a tutti gli angoli delle strade. Sono in qualche modo stati una risposta politica da parte del "movimento" (qualunque cosa questa parola possa voler dire) all'emarginazione e al degrado sociale. Tipo: anche se i nostri quartieri sono considerati la feccia della città e noi siamo gli ultimi degli ultimi, possiamo riappropriarci dei nostri spazi e rendere il nostro quartiere più vivibile e bello. Diciamo che la cosa più simile (anche se diversissima) a cui posso pensare qui da noi sono i centri sociali, con l'occupazione di edifici dismessi nelle periferie.
Quando sono andata per la prima volta a New York nell'87, la strada dove si trova quello che ho fotografato era una di quelle che era meglio non frequentare troppo. Noi abitavamo lì vicino, in una casa bellissima di amici, che avevano avuto il coraggio e l'intelligenza di capire le potenzialità del quartiere (l'East Village), comprando per pochi soldi un intero edificio (ottimo investimento immobiliare: non riesco nemmeno a immaginare il valore oggi). Ora il quartiere è uno dei più ricercati di Manhattan.
La Manhattan di oggi è tutt'altra cosa: pulita, in gran parte risanata, sicura e accogliente. Resta il grande interrogativo: dove sono finiti tutti i miserabili che la popolavano, a due passi dagli splendori della Quinta Avenue? Gli spacciatori speriamo siano in galera, molti sicuramente stanno economicamente meglio e si sono dati una sistemata. Ma tutti gli altri?
La speculazione, poi, non è stata certo battutta, nonostante il successo dei Community Gardens. In queli che erano i quartier poveri di Manhattan, nascono come funghi palazzoni di condomini di lusso, le vecchie case vengono ristrutturate e offerte in affitto a prezzi stratosferici (ancora: che ne è dei precedenti inquilini?), le vecchie bottegucce (le "bodegas") sono sostituite da boutiques, Starbucks impazza, ecc.
La città è certo migliore ed è amministrata molto bene (pare che il loro sindaco miliardario, Bloomberg, non assomigli affatto al nostro Berlusca), nessuna nostalgia per gli slums di un tempo, ci mancherebbe. Ma anche qui c'è una grossa domanda: il risanamento deve per forza significare appiattimento culturale e omologazione commerciale? Non è proprio possibile risanare senza perdere l'identità storica e culturale dei luoghi?
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