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Una piccola lavorazione, step by step

Questa discussione si intitola Una piccola lavorazione, step by step nella sezione Bonsai, Carnivore ed Acquatiche: Approfondimenti, appartenente alla categoria Bonsai, Carnivore ed Acquatiche; Volevo mostrarvi la lavorazione di una pianta abbastanza semplice ed economica: un cedro del libano. Pur essendo una conifera esso ...

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  #1  
Vecchio 01-10-11, 01:59
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Predefinito Una piccola lavorazione, step by step

Volevo mostrarvi la lavorazione di una pianta abbastanza semplice ed economica: un cedro del libano.

Pur essendo una conifera esso "perdona" molti errori, inoltre non è difficile da coltivare quindi è una buona essenza per chi vuole cominciare a fare un po' di esperienza.

Purtroppo però nei vivai non è facilmente reperibile delle dimensioni più idonee alle lavorazioni.

Io ne ho trovato uno e vediamo un po' cosa è successo.

Innanzitutto scegliere non è stato facilissimo, gli esemplari disponibili erano cinque e quindi ho dovuto scegliere il più interessante che non era quello con il tronco più grosso o quello più alto, ma semplicemente quello che presentava la maggiore conicità del tronco, e quindi il più adatto a diventare futuro prebonsai.

La pianta scelta è in ottima salute, confermata da una ramificazione molto fitta. E' alta circa 80 cm e presenta la caratteristica forma dei cedri, con le punte dei rami che tendono ad alzarsi verso il cielo come dei candelabri.

Sullo stile da realizzare non ci sono molti dubbi: è una pianta da stile eretto formale, che deve esporre il primo ramo a circa due terzi dell'altezza complessiva della pianta.
E' uno stile molto sobrio ed elegante, ma che richiede molta armonia nella disposizione dei rami che devono progressivamente ridursi, in distanza, mano a mano che si avvicinano all'apice.






La prima operazione è la pulizia della pianta, con l'eliminazione di tutti i rametti secchi che si formano all'interno per mancanza di luce e l'osservazione della base del tronco per individuare i rami da tagliare o da tenere.

I rami alla base sono molto bassi e andranno tagliati lasciando dei monconi che verranno utilizzati successivamente per i tiranti.









Procedo poi con una riduzione della lunghezza dei rami, per avere maggiore visibilità sulla struttura della ramificazione




Tolgo i rami che presentano difetti, per esempio sovrapposizioni sullo stesso asse orizzontale o verticale, in modo da rendere la pianta sempre più essenziale e pulita.
Con della rafia "segno" i rami che intendo tenere (con tutto questo verde è facilissimo andare in confusione).
I monconi intanto sono stati privati della corteccia.



Qui vedete un particolare del filo e dei tiranti.

I tiranti sono sottili fili in alluminio o rame che vengono fatti passare all'interno del filo di rame e terminano sui monconi.

Arrotolando su se stessi questi sottili fili la lunghezza complessiva del filo diminuisce "tirando" verso il basso i rami legati con il rame. Questo piccolo accorgimento consente quindi di esercitare una pressione costante verso il basso e permette di utilizzare fili per la legatura di sezione minore.





I rami "a candelabro" non ci sono più e la pianta inizia ad assumere una fisionomia diversa, con i rami che adesso tendono verso il basso per simulare una maggiore vecchiaia.





Con il filo si continua la legatura, cercando di imprimere delle curve morbide ai rami, che altrimenti, essendo molto diritti, risulterebbero rigidi e monotoni.

E' una prima impostazione, con il passare degli anni la pianta verrà ulteriormente lavorata e affinata. Mai avere fretta



Viene legato anche un ramo utilizzato per il secco, per eliminare la forma a candelabro.



Parte più difficile la costruzione dell'apice (sempre), In questo caso ho simulato un comportamento tipico dei cedri, ovvero l'abbassamento/schiacciamento delle zone apicali estreme. Tramite il filo l'apice originario è stato ruotato di circa 90° gradi verso il basso,costituendo così un nuovo ramo, e sempre con lo stesso filo il nuovo ramo è andato a comporre un semicerchio, compattandosi verso il tronco. L'apice vero e proprio è stato invece ripreso alzando un rametto del vecchio apice.

La pianta è più o meno finita nella sua impostazione iniziale, e può iniziare il suo viaggio. Per almeno un paio di mesi non verrà ulteriormente toccata, per potersi riprendere dallo stress delle potature.

Grazie

Pietro




Ultima modifica di oldhen; 13-11-12 alle 22:03
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  #2  
Vecchio 01-10-11, 07:50
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Pietro molto interessante posso vedere più da vicino come risulta il nuovo apice?
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Ultima modifica di Cerchina; 02-10-11 alle 21:21
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  #3  
Vecchio 01-10-11, 09:03
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Grazie, ma non è stato un grosso lavoro, la pianta era abbastanza facile da leggere e sul progetto non c'erano molte alternative, ci tenevo però a condividerlo.

Spesso si ha l'idea che per iniziare a fare bonsai si debbano spendere molti soldi per acquistare piante già formate.

Questo può aver senso in un momento successivo, quando si conoscono le tecniche di lavorazione e il palato diventa più esigente.
Ma all'inizio non servono investimenti costosi, si rischia di buttare soldi al vento, nei vivai non è difficile trovare piante interessanti a prezzo abbordabile (questa per esempio è costata poco più di 10 €).

Credo inoltre che fare bonsai sia un viaggio sia per la pianta sia per l'essere umano che la cura. Si cresce assieme, adeguandosi a ritmi che abbiamo un po' dimenticato, si osserva, si studia.

A volte leggo dei commenti su chi fa bonsai, frasi fatte dove le parole più gentili non sono riferibili, e mi viene da ridere.
Se chi fa bonsai non amasse veramente le piante e non conoscesse a fondo la loro fisiologia non potrebbe fare molto: si stancherebbe dopo poco tempo per mancanza di risultati.

Tornando all'apice, quello originale era molto lungo e abbastanza sottile con diversi rametti utili, potevo scegliere di abbassarlo tagliandolo e facendo una sostituzione d'apice, ma non mi piaceva molto.
Inoltre avevo troppo vuoto sulla dx, rispetto al fronte.

E quindi ho fatto diventare il vecchio apice un ramo, piegandolo con il filo prima a 90° e con un semicerchio per compattare il nuovo ramo verso il tronco in modo da creare il pieno che mi mancava.

Ultima modifica di Cerchina; 02-10-11 alle 21:25
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  #4  
Vecchio 01-10-11, 19:25
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Cerco di ricostruire i passaggi.

L'apice nella sua forma originale: non ci siamo




Un po' di filo e il vecchio apice diventa un ramo, la pianta si abbassa molto ma è piatta




scelgo il rametto laterale per costruire il nuovo apice e con il filo lo alzo e contemporanamente dò un po di movimento.




finito! Ma è solo l'inizio dell'impostazione, l'apice è la zona più viva della pianta ed è soggetta a frequenti cambiamenti





Ultima modifica di oldhen; 13-11-12 alle 22:09
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  #5  
Vecchio 01-10-11, 23:24
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ma povera pianta! che stress! sì, interessante come lavoro, ma la pianta...

Ultima modifica di Cerchina; 02-10-11 alle 21:30
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  #6  
Vecchio 02-10-11, 00:32
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ma povera pianta! che stress! sì, interessante come lavoro, ma la pianta...

ciao, grazie per l'osservazione, poi mi darai una definizione più scientifica e meno emozionale di quello che intendi con stress.

La pianta sta bene grazie. Stanno uscendo i nuovi germogli, segno che l'attività vegetativa è in piena ripartenza.

Capisco che da un certo punto di vista alcuni interventi possano sembrare "traumatici" ma ti assicuro che non c'è niente di anormale.

Si lavora sempre nel pieno rispetto della fisiologia della pianta. In questo caso i principali interventi sono stati una forte potatura, anche di diversi rami primari e un'impostazione molto leggera tramite filo e tiranti.

La parte più "traumatica" è la potatura, perchè comunque è stata eliminata una buona parte della vegetazione.

Ma, non essendo state effettuate operazioni sull'apparato radicale, la pianta, sfruttando le riserve che ha a disposizione, ha tutte le capacità per ripartire.

Come dicevo sta già riemettendo nuovi germogli per ristabilire l'equilibrio energetico tra chioma e apparato radicale.

Se vuoi una sorta di yin e yang delle piante.

Sul filo, beh non voglio ripetere cose già dette da altri o scritte nei libri, ma la struttura di un ramo è fatta da strati interni lignificati e strati più esterni, che veicolano i flussi linfatici sino ad arrivare al cambio, la zona più viva della pianta.

Il filo serve solo per dare tempo ai tessuti più vicini al cambio di lignificare e quindi assumere per via meccanica l'aspetto desiderato dato dal filo medesimo.

Se è una tecnica che è in uso da molto tempo avrà pure un suo perchè non credi?

Di fatto è un'azione puramente meccanica, che trova la sua ragione nel fatto che queste tecniche sono in simbiosi con quello che avviene normalmente in natura.

In natura avvengono gli stessi processi, se non più esasperati, ma l'omino che sta in montagna non grida allo stress per gli abeti o i larici piegati dalla neve: sa perfettamente che è normale e che in primaverà tutto ripartirà come sempre.

La capacità di adeguamento delle piante alle situazioni esterne è incredibile. Pensa all'azione del vento che, se costante nel tempo, fa letteralmente ruotare gli alberi su se stessi. Eppure questi alberi vanno avanti e continuano tranquilli a fare il loro mestiere (quelli che conosco io in trentino fanno ottime mele).

Certo, alcune cose sono delle forzature e/o velocizzazioni di processi in essere, una pianta che cresce normalmente tende sempre, in funzione della dominanza apicale, a ottimizzare i propri percorsi, creando rami diritti piuttosto che storti o con movimenti diversi, ma questo è un discorso puramente estetico, che esula dal concetto di stress.

Ultima modifica di Cerchina; 02-10-11 alle 21:34
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  #7  
Vecchio 02-10-11, 08:33
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Originariamente Scritto da pstrada Visualizza Messaggio
Di fatto è un'azione puramente meccanica, che trova la sua ragione nel fatto che queste tecniche sono in simbiosi con quello che avviene normalmente in natura.

In natura avvengono gli stessi processi, se non più esasperati, ma l'omino che sta in montagna non grida allo stress per gli abeti o i larici piegati dalla neve. Sa perfettamente che è normale e che in primaverà tutto ripartirà come sempre.
Ma quel primo intervento che hai fatto sulla pianta va realizzato subito prima del periodo di stasi vegetativa ???
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  #8  
Vecchio 02-10-11, 08:55
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Originariamente Scritto da overshot Visualizza Messaggio
Ma quel primo intervento che hai fatto sulla pianta va realizzato subito prima del periodo di stasi vegetativa ???
Il tipo di pianta, il fatto chè giovane, sana ecc. ecc. consente la lavorazione durante tutto il periodo vegetativo. In caso di lavori più spinti (es.piegature significative) è consigliabile lavorare durante il periodo invernale, nel quale la pianta riduce la propria attività.
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  #9  
Vecchio 02-10-11, 20:02
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Ma infatti anche le potature sono come violenze per le piante, ma servono per dar loro una crescita armoniosa.
Io pensavo che i bonsai venissero iniziati dalla piantina piccola.
Ccomunque non conoscendo i metodi di lavoro per i bonsai, ti faccio i complimenti e sono curiosa per vedere il lavoro finito

Ultima modifica di Cerchina; 02-10-11 alle 21:36
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  #10  
Vecchio 02-10-11, 20:28
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si possono fare anche da seme o da piccole piantine, ma il procedimento non cambia. Arriveranno sempre momenti in cui è necessario tagliare.

lavoro finito...ci vorranno anni, ed essendo organismi viventi non esiste un momento in cui qualcosa può dirsi finito.
E' sempre una continua evoluzione

Ultima modifica di Cerchina; 02-10-11 alle 21:37
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cedro, eretto formale, lavorazione, piccola, step

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