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Specifiche Materiali per rinvaso bonsai

Questa discussione si intitola Specifiche Materiali per rinvaso bonsai nella sezione Bonsai, Carnivore ed Acquatiche: Approfondimenti, appartenente alla categoria Bonsai, Carnivore ed Acquatiche; Un thread su alcuni materiali utilizzati nei rinvasi dei bonsai. Prendetelo per quel che è, ovvero delle indicazioni di massima ...

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  #1  
Vecchio 06-10-11, 23:43
pstrada
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Predefinito Specifiche Materiali per rinvaso bonsai

Un thread su alcuni materiali utilizzati nei rinvasi dei bonsai.
Prendetelo per quel che è, ovvero delle indicazioni di massima che non hanno la pretesa di essere esaustive ma suscettibili di approfondimenti e miglioramenti da parte di tutti.

Non troverete indicazioni sulla migliore mistura da usare nei rinvasi, ma solo alcune piccole indicazioni tecniche sui seguenti materiali:

1. Sabbia silicea;
2. Pomice;
3. Perlite;
4. Vermiculite;
5. Argilla espansa;
6. Akadama;
7. Zeolite.


Sabbia silicea

E’ un materiale che deriva dall’effetto disgregante dell’acqua sulle rocce (graniti, basalti, feldspati, quarzi etc.).

Ha peso specifico elevato, sempre superiore a 1, con granulometria variabile, da 0,2 a 4 mm circa. E’ completamente priva di elementi nutritivi. Viene generalmente usata nella composizione dei substrati di radicazione, taleaggio e sviluppo, in percentuale variabile tra il 30% e il 60%.

E’ un ammendante dei terreni troppo argillosi, per i quali contribuisce al miglioramento del drenaggio.
Il Ph è generalmente neutro.

Ha una ritenzione idrica inesistente e contribuisce alla crescita di un apparato radicale fitto e molto ramificato.
Le ottime capacità drenanti favoriscono gli scambi gassosi e la circolazione capillare dell’acqua.

E’ generalmente disponibile a costi ridotti, ha come svantaggio il peso elevato e la necessità di aumentare la durata/quantità delle irrigazioni e delle concimazioni in quanto il suo potere tampone è praticamente nullo.



Pomice

Materiale derivante dalla frantumazione di rocce di origine vulcanica, composto da granuli leggeri e porosi, di colore grigio/marrone, con granulometria compresa tra 0,1 e oltre 10 millimetri. Possiede una discreta percentuale di microelementi.

E’ utilizzata, in varie percentuali, per alleggerire i substrati di radicazione e coltivazione e per la radicazione di piante che non gradiscono ristagni d’acqua ma necessitano di discreti tassi d’umidità radicale (es. conifere).

Contribuisce al miglioramento del drenaggio del terreno.
Ph neutro e buona ritenzione idrica. Favorisce gli scambi gassosi e una buona circolazione dell’acqua.

E’ disponibile sul mercato con un costo superiore a quello della sabbia, ma ha il vantaggio di avere un peso nettamente inferiore.

Appartiene alla categoria delle pomici anche il lapillo lavico, che ha una ritenzione idrica maggiore e una struttura fisica più irregolare.



lapillo lavico




Perlite


Materiale di origine lavica sottoposto a trattamenti termici (1800°C), per mezzo dei quali l’acqua contenuta evapora e il materiale assume la forma di piccoli granuli spugnosi, di colore biancastro e molto leggeri.

E’ sterile ed esente da agenti patogeni, riduce il rischio di marciumi radicali, non fornisce sostanze nutritive al terreno.

Ha una bassa capacità di scambio cationico e favorisce lo sviluppo delle piante per il rapporto ottimale aria/acqua.
E’ impiegata principalmente per la radicazione delle talee (legnose ed erbacee), assieme a sabbia e torba o in sostituzione della stessa.




Vermiculite

Materiale derivato da rocce che contengono silicati di alluminio, ferro e magnesio (miche), in forma lamellare. Sottoposto a trattamenti termici (1000°C) diventa molto poroso e può trattenere acqua sino a cinque volte il proprio peso.

E’ sterile, fornisce un leggero apporto di sostanze nutritive al terreno, ha un’elevata capacità di scambio cationico (CSC) e forte potere tampone.

E’ generalmente impiegato come ultimo strato, in quanto consente di :
- ridurre l’evaporazione dell’acqua;
- ritardare l’asciugatura del substrato;
- ridurre i cicli di annaffiatura;
- isolare il substrato da eventuali sbalzi termici.

Se miscelata al terreno, in percentuale del 10 - 30% aumenta la capacità idrica e accresca la CSC degli elementi nutritivi riducendo anche il numero delle concimazioni.

Il prezzo è decisamente elevato.





Ultima modifica di oldhen; 14-11-12 alle 08:33 Motivo: Devi attendere un minuto per poter effettuare la modifica.
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  #2  
Vecchio 06-10-11, 23:48
pstrada
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Argilla espansa

Proviene da argille che si trovano sul fondo di laghi o paludi. Estratta viene sottoposta a trattamenti termici (800°), per mezzo dei quali viene trasformata in sfere o granuli marroni di dimensione variabile (2/8 mm).

Priva di elementi nutritivi, è usata soprattutto come materiale drenante, intera o a volte frantumata e nei sottovasi per mantenere un’umidità relativa più alta nelle abitazioni durante il periodo invernale.
Può anche essere utilizzata per alleggerire i terreni. Ha una buona ritenzione idrica.





Akadama

Questo particolare tipo di argilla, di colore rossastro, ha ph neutro ed è disponibile in diverse granulometrie.
E’ considerata un inerte in quanto priva di elementi nutritivi e con una ridotta capacità di trattenere acqua.

E’ particolarmente usata come substrato per bonsai, da sola o miscelata con altri elementi.

Il suo rapido ciclo di asciugatura stimola la formazione di apparati radicali ramificati e previene l’insorgere di marciumi radicali.

Controindicazioni : necessità di frequenti annaffiature e concimazioni, costo elevato.






Kanuma
Ha caratteristiche simili all’akadama ma è particolarmente ricca di ossidi ferrosi ed ha ph più acido. Indicata per la coltivazione di piante acidofile.

Zeoliti

Le zeoliti naturali (kiryu) sono minerali di origine vulcanica appartenenti alla classe dei tettosilicati.
La loro struttura è caratterizzata dalla presenza di canali e cavità in cui trovano alloggio ioni e molecole dotati di estrema mobilità.

Le zeoliti consentono di:
- correggere la qualità dei substrati tramite l’incremento della capacità di scambio cationico;
- consentire un lento rilascio di macroelementi (potassio ed azoto ammoniacale) e di microelementi vari, con il duplice vantaggio della riduzione dei concimi da apportare e del mantenimento delle riserve nutritive del terreno;
- incrementare la ritenzione idrica del terreno e/o del substrato (torba/terriccio) con riduzione della frequenza delle irrigazioni e dei fenomeni di stress idrico;
- tamponare l’azione bruciante dei fertilizzanti chimici e degli antiparassitari;
- ridurre i fenomeni di dilavamento degli elementi nutritivi fondamentali.




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I seguenti 3 utenti hanno ringraziato per questo post
Bianca62 (20-09-12), Cerchina (26-10-11), Tutù (22-11-11)
  #3  
Vecchio 07-10-11, 11:53
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Pietro tu parli dei materiali inerti per i bonsai, ma ovviamente il discorso può essere generalizzato.

io spesso facevo uno strato sul fondo dei vasi con l'argilla espansa e dopo un po' di tempo notavo che la parte bassa del vaso era sempre umida.

non so se mischiata nella terra trattiene così tanta umidità, ma facendo lo strato in fondo al vaso ho rischiato di far marcire delle piante.
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Ultima modifica di Cerchina; 26-10-11 alle 14:56
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  #4  
Vecchio 07-10-11, 12:31
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Si certamente. Il discorso può essere esteso a tutto ciò che è coltivabile.
L'argilla espansa la usavo inizialmente come drenante, non mi ha mai dato grossi problemi, ma ora l'ho abbandonata in favore della pomice a grana grossa o del lapillo.

A livello generale l'utilizzo di materiali inerti o comunque di origine minerale consente un ottimo controllo della concimazione.

Per contro sono materiali che hanno cicli di asciugatura molto rapidi, e quindi il loro utilizzo va sempre mediato con le condizioni climatiche della propria zona.
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  #5  
Vecchio 26-10-11, 20:48
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Originariamente Scritto da lamartinz Visualizza Messaggio
Pietro tu parli dei materiali inerti per i bonsai, ma ovviamente il discorso può essere generalizzato.

io spesso facevo uno strato sul fondo dei vasi con l'argilla espansa e dopo un po' di tempo notavo che la parte bassa del vaso era sempre umida.

non so se mischiata nella terra trattiene così tanta umidità, ma facendo lo strato in fondo al vaso ho rischiato di far marcire delle piante.
Potrebbe essere stato un problema di terreno troppo compatto o anche di ostruzione dei fori di drenaggio.

Se il terreno non è arieggiato, ma pesante come possono essere certe torbe o i terreni argillosi, l'aria che entra dai fori di drenaggio non circola nel terreno, e quindi l'acqua tende comunque ad accumularsi verso il fondo.

In teoria un terreno quasi perfetto dovrebbe avere una granulometria a piramide. Molto grossolana partendo dal fondo e poi sempre più fine sino ad arrivare alla superficie.

Per questo motivo chi si occupa un pochino di bonsai arriva a fare cose turche durante i rinvasi...

Ultima modifica di Cerchina; 24-11-11 alle 19:31 Motivo: non usate le emoticon, grazie
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  #6  
Vecchio 22-11-11, 12:30
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argilla espansa e vermiculite non sono necessarie, come anche la pomice.

L'unico materiale inerte al top è la perlite che è l'unica davvero inerte.
L'argilla espansa non va bene come drenante né come fondo per i bonsai dato che non drena.

La vermiculite altera il ph del terreno perchè è alcalina, per cui per bonsai con terreno acido o leggermente acido non va bene, se non in dosi molto molto piccole.

La sabbia non aumenta la porosità del terreno ma bensì la diminuisce poichè dentro è tutta piena e non solo, ne aumenta anche il peso cosa che la perlite non fa, inoltre se non è inerte alza il ph rilasciando carbonato di calcio.

L'akadama non è un drenante ma è un tipo di terriccio per bonsai, ottimo se mischiato al terreno ma da solo non lo consiglio.

Mai mettere sul fondo del vaso del materiale drenante non ha alcun senso se nel vaso non vi sono ristagni a causa del sottovaso non ne vedo il motivo. L'acqua deve fuoriuscire dai fori del vaso e sgrondare via.

Ultima modifica di Cerchina; 24-11-11 alle 19:33
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  #7  
Vecchio 22-11-11, 14:22
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Premesso che l'obiettivo del post è quello di fornire delle informazioni sui materiali, e che non necessariamente tutto quanto descritto deve essere utilizzato (l'utilizzo dei materiali può variare in funzione di molti parametri che sicuramente conoscerai, quali stato evolutivo della pianta, condizioni climatiche, disponibilità stessa dei materiali ecc.ecc) cerco di rispondere alle tue gentili osservazioni.

Da parte mia penso che la conoscenza, inteso come fatto di sapere che qualcosa esiste e che posso utilizzarla, sia un valore aggiunto.

Poi ognuno, in base alle proprie esperienze, decide come meglio crede.


Ma veniamo alle tue osservazioni

- argilla espansa e vermiculite non sono necessarie...

Può essere, dipende da quanto detto sopra. Non ho specificato che sono necessarie ma che in alcuni contesti possono essere utilizzate.

- come anche la pomice...

Non credo, la pomice è un substrato con notevoli caratteristiche, utilizzato con buoni risultati, da tempo, dai maggiori bonsaisti italiani, con costi molto inferiori a substrati come l'akadama.
Su quali dati tecnici o di mercato ti basi per dire che la pomice non è necessaria ?.

- l'unico materiale inerte al top è la perlite che è l'unica davvero inerte.

la perlite è un ottimo materiale, è inerte e sterile per definizione, visto che viene cotta a 1800°. Ha il difetto che perde le proprie caratteristiche fisiche nel giro di breve tempo (uno, due anni), riducendo quindi i tempi di rinvaso. Può quindi essere usata su piante giovani, che necessitano di rinvasi frequenti. Difficilmente si usa su piante stabilizzate.

- L'argilla espansa non va bene come drenante ne come fondo per i bonsai dato che non drena.

La struttura sferica garantisce un ottimo passaggio d'aria, e quindi di conseguenza lo sgrondo dell'acqua in eccesso. Probabilmente volevi dire che ha una forte ritenzione idrica, ma questa, a sua volta, potrebbe essere una caratteristica utile nel caso della coltivazione di piante ad alto assorbimento idrico (esempio glicini o taxodium) oppure in condizoni climatiche particolari (climi molto ventosi per esempio).

- La vermiculite altera il ph del terreno perchè è alcalina, percui per bonsai con terreno acido o leggermente acido non va bene, se non in dosi molto molto piccole.

Può darsi, ma di solito chi coltiva bonsai di acidofile provvede a un controllo del ph e/o integra quanto necessario affinchè il substrato non subisca sbalzi.

- La sabbia non aumenta la porosità del terreno ma bensì la diminuisce poichè dentro è tutta piena

Rileggi il post

- e non solo, ne aumenta anche il peso

Già detto nel post

- cosa ke la perlite non fa, inoltre se non è inerte alza il ph

per inerti si intendono materiali che non apportano sostanze nutritive al substrato, il ph non c'entra.

- rilasciando carbonato di calcio.

nel post sono descritte le caratteristiche delle sabbie silicee, dette anche sabbie di fiume. Non sono sabbie calcaree.

- L'akadama non è un drenante ma è un tipo di terriccio per bonsai, ottimo se mischiato al terreno ma da solo non lo consiglio.

mi sembra di averlo specificato. E come detto all'inizio del post l'obiettivo del 3d non è la composizione del substrato ideale, ma la descrizione dei materiali utilizzabili.

- Mai mettere sul fondo del vaso del materiale drenante.. non ha alcunsenso...

E per quale motivo ?
il drenante sul fondo è il primo strumento di prevenzione contro i ristagni e i relativi problemi che ne possono derivare.

- se nel vaso non vi sono ristagni a causa del sottovaso non ne vedo il motivo.

Tu non ne vedi il motivo, molti altri si. forse è una questione di esperienza

- L'acqua deve fuoriuscire dai fori del vaso e sgrondare via.

Sicuramente. per questo si mette lo strato di drenaggio.
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  #8  
Vecchio 24-11-11, 13:00
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Ciao, non volevo controbattere nulla, parlavo solo per mia esperienza dando qualche informazione in più. La perlite dura molto più di 5 anni nel vaso, fidati, e comunque anche un bonsai vecchio necessita di rinvaso dopo tale tempo... ovviamente non dopo 5 ma dopo 10 si.

L'argilla espansa dicono ( non ho un laboratorio chimico in casa ) che rilasci sostanze nel terreno. Devo dire che comunque esistono diversi tipi di argilla espansa e alcune sono di ottima qualità e altre molto scadenti, da preferire quelle a grana piccola inferiore al centimetro e di colore marroncino.

C'è un motivo per cui quelli che coltivano piante carnivore ( anche se non c'entrano coi bonsai ) utilizzano solo ed esclusivamente perlite o ghiaino di quarzo, perchè gli altri materiali rilasciano sostanze in certe condizioni, ma per i bonsai ovviamente non è un problema dato che non sono piante che abbisognano di un terreno privo di sostanze minerali, più che altro bisognerebbe fornire un terreno ben drenato e che rispetti il range di ph in cui la pianta è in grado di vivere ( esempio le acidofile ).

La vermiculite è utile e lo ripeto, ma è risaputo che ha un ph molto alto.. se non ricordo male intorno al 9, in piccole dosi fa bene e in alte dosi su terreni acidi no. Può essere molto utile invece usata in terreni con piante che necessitano di terreni alcalini.

La pomice è ottima per i bonsai ma è più grossa della perlite spesso ( almeno io l'ho sempre trovata di grana media o grossa) quindi in vasi piccoli è meno preferibile, ma solo per questo motivo.

Ultima modifica di Cerchina; 24-11-11 alle 19:36
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  #9  
Vecchio 24-11-11, 18:34
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Io penso che la descrizione che ha fatto Pstrada sia eccellente, poi l'utilizzo dei vari materiali va pianificato, come dice lui stesso, in base alle caratteristiche del contenitore, pianta clima e per ultimo ma non ultimo.. le proprie possibilità di tempo da mettere a disposizione per la cura delle nostre piante.
Si sa che un terreno molto areato permette uno sviluppo sano e veloce della pianta ma non possiamo permetterci di saltare un'innaffiatura, quindi il tutto va ponderato anche in base al nostro tempo che possiamo dedicare alle piantuzze

Le motivazioni sulle scelte e le varie tecniche o teorie penso che saranno da approfondire in altri topic specifici
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Ultima modifica di Cerchina; 24-11-11 alle 19:29 Motivo: non usare le emoticon siamo negli approfondimenti, grazie
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Vecchio 24-11-11, 18:39
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ma lo credo anche io... non c'era nessuna critica da parte mia, il mio ripeto era solo un appunto.

Penso che comunque bisogna garantire le migliori condizioni di terreno alle piante damiano, e se non riusciamo ad innaffiarla tutti i giorni in estate è meglio che prendiamo un cactus

Ultima modifica di Cerchina; 24-11-11 alle 19:37 Motivo: non usate le emoticon grazie.
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bonsai, materiali, rinvaso, specifiche

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