@Estate 2006 Tavola da surf in spalla io e il mio amico Luca andiamo a Isola Rossa (SS) arriviamo in spiaggia, mare incazzato, spiaggia fine e nemmeno un surfista in mare... ottimo diciamo... è la nostra giornata!
Da precisare che eravamo agli albori delle nostre esperienze surfistiche (surf da onda, non windsurf)...
Ci avviciniamo ad una coppia in spiaggia e chiediamo: "Com'è il fondale qui?" Tutta sabbia ci rispondono... FIgata pensiamo noi! Che imbecilli, l'unica cosa che ci interessava era che non ci fossero rocce affioranti ad accogliere i nostri frulloni fra le onde.
Su la muta, un giro di paraffina, fissiamo i leash 4 bracciate e siamo già al largo, ci guardiamo e pensiamo, cazzo stiamo diventando forti si vede che l'allenamento sta dando i suoi frutti! (chi surfa sa che specialmente le prime volte ad uscire si fa una fatica immonda)...
Come bambini iniziamo provare a prendere onde (circa di 2,5-3 metri quel giorno) e qualcuna la prendiamo, qualcuna ci frulla per bene... insomma ordinaria amministrazione, quando dopo circa 30 minuti... non posso fare a meno di notare che non vedo più luca da un pò e che la spiaggia è lontana, molto lontana. Decido che è meglio che mi riavvicini... ORRORE!!! Remo verso la spiaggia e... avete presente quando infilate la mano in un ruscello e l'acqua vi va il bordino a causa della corrente? bene... io remavo verso riva e la tavola andava al largo, ovviamente nel frattempo arrivavano set da 5/6 onde che mi frullavano tenendomi sotto anche più di 25 secondi.
Riemergo e decido che devo tornare a riva, mi prende il panico, inizio a remare come un fossenato, niente da fare dopo due minuti ho il cuore a mille le braccia gonfie e stanche e il respiro affannatissimo (e questa non è una gran bella cosa quando da un momento all'altro potresti finire sotto per una ventina di secondi.
Bene, penso... sono ufficialmente nella XXXXX, cosa potrà mai succedere ora? Succede che il simpatico ammasso di scogli che dalla spiaggia scorgevo appena, ora è sempre più vicino a me, la spiaggia è sempre più lontana e ormai è diventata la classica linea all'orizzonte, Luca sono ormai più di 20 minuti che non lo vedo più (magari era a 30 metri da me, ma con il su e giù delle onde, chi lo sa? uralre non è servito e il fiato è meglio risparmiarlo) e la corrente mi sta portarto dritto dritto a scogli, guardo le onde infrangersi violentemente sugli scogli e arrivo a prendere una delle decisioni più brutte che abbia mai preso.
Recupero il senno, mollo il panico e penso, OK Gian, recupera le forze e tienile tutte per l'impatto con le rocce e vedremo come "giocarcela" quando saremo li ( si lo so parlo al plurale, ma in quel momento un amico era necessario)...
Prego, inizio a fare tutte le promesse e i fioretti possibili ed immaginabili nel caso "mi vada bene", ne faccio così tanti che ad un certo punto sogno quasi di non salvarmi, talmente piatta sarebbe stata la mia vita se avessi dovuto mantenere tutte quelle promesse...
Ma succede che una prima onda mi prende e mi trascina per quasi 60 metri verso riva, si esaurisce e subito dopo altre 3... vedo la riva, prendo fiducia e ricomincio a remare, la tavola va dove voglio io... n altra onda, remo ancora, mi tuffo, tocco in punta, ma tocco... sono a riva, mi sdraio, ho il cuore impazzito, ho paura che scoppi letteralmente, ho le braccia che farebbero invidua a juri chechi quando è sugli anelli...
Mi riprendo e vedo Luca là, nello stesso punto dove ero 10 minuti fa. Lo guardo, ma non posso fare nulla, entrare di nuovo in acqua è inutile, lo guardo e spero, la situazione è quasi peggiore di prima, ora sono impotente. Nessuno in spiaggia, nessuna guardia, nulla... io e la speranza.
Vinciamo. Luca rientra... è sconvolto come me.
Ci si ripiglia, a 1 km circa c'è un chiosco, bere qualcosa è proprio quello che ci vuole, entriamo... la signora (avrà avuto 50 anni) ci vede vestiti da surfisti e ci fa: " Ragazzi, oggi non entrate in acqua, c'è corrente e ieri hanno tirato fuori 2 ragazzi vivi, ma a brandelli...
"hem veramente signora siamo appena usciti"
"Voi siete due coglioni!" con un tono da mamma però... che dire... aveva ragione.
Cosa è successo?
* I fondali sabbiosi sono i più pericolosi perchè generano fortissime correnti.
* Semplicemente abbiamo avuto la sforutna/forutna di entrare in un giro di correnti che quel giorno (era ferragosto fra l'altro) faceva quel determinato "giro" quindi l'allontanrsi, gli scogli, le onde, i pensieri, il remare... tutte cazzate... il nostro destino era già scritto, era già disegnato dalla corrente...
* Mai entrare in acqua se non ci sono dei local già fra le onde.
Il giorno dopo abbiamo preso le tavole e siamo andati in un altro spot a surfare ancore, siamo subiti rientrati in acqua altrimenti si rischia di non rientrarci più (come è capitato ad un mio amico ad Acapulco, ma la sua storia è decisamente più drammatica).
Il surf è bello, è poesia, ma bisogna farlo con molta attenzione e criterie, lezione imparata e pellaccia salvata! E... come dice il mio maestro, scottarsi senza brusciarsi completamente è un'immensa fortuna, fanne tesoro. (Paolone)
Metto una foto dello spot (quando è calmo... quando per i surfisti è noia... ma a me piace tanto lo stesso) e una del maledetto scoglio.
L'ho rischiata anche un altra volta, ma lo racconterò più avanti... e voi... come andò quella volta che....