Citazione:
Originalmente inviato da rosaspina_58
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Provo a spiegare meglio il mio punto di osservazione:
1. Christine commette un gesto che è reato, delitto, anche se questo reato viene pubblicizzato per scopi legati all”audience’ come ‘innocente scherzetto’ da ’striscia’.
2. a questo reato (pubblico e contro la persona) un individuo ha risposto con un altro reato.
considerazione 1.
“l’aggressione” è a carico di Christine.
Si tratta di agire per gli interessi di una tv in cerca di sensazionalismo, per accattivare un pubblico desensibilizzato, agendo, con consapevolezza e determinazione contro i valori di una vita, quella di Albano Carrisi, e credo che non offenda solo le idee o le abitudini del signor Carrisi, ma sono valori di proprietà di una intera società. Un gesto identico, se prodotto a persone rappresentative, produrrebbe un reato ancora più grave: il vilipendio.
E in ogni caso, se venisse proposto nella quotidianità, credo susciterebbe non poche reazioni di protesta.
Ad esempio: mostrando ‘per scherzo’ falli di gomma a qualsiasi ora, durante i vari programmi tv, magari al posto dei veri, tradizionali, microfoni.
2. la reazione all'aggressione di Christine, programmata (e forse anche 'desiderata, visto la volontà dichiarata di Christine di voler entrare a far parte del mondo dello spettacolo e le 'granzie' di visibilità di Albano Carrisi, che alla notorietà ci è arrivato per merito e indiscussa bravura -gusti musicali a parte. La sberla (che di per sé è reato) di Albano Carrisi, nasce come RISPOSTA, trova una giustificazione, che ha valore anche legale di 'attenuante' perché generata da una grave offesa di valori onesti, testimoniati dalla sua stessa vita. Dalla derisione, oscenità, insolenza del gesto, di Christine, nasce la sberla di Albano, sberla in difesa della sua vita e di valori importanti, quali l’impegno dimostrato ad agire in una società per realizzarsi con decoro, capacità e rispetto.
Si tratta di una chiara reazione di disgusto e ‘correttiva’, sostenuta anche nelle parole “impara a vivere”, verso un gesto che espresso privatamente e tantomeno pubblicamente NON ha l’effetto di uno ’scherzo’, NON viene accolto dai più come tale.
A tutte le persone che ho sentito io in questi giorni, è apparso un gesto volgare, irrispettoso, offensivo verso la vita di Albano, ma anche verso la propria vita, da parte di un'altra “povera stupida in cerca di successo, come quell’altra”.
Scusate le parole, ma cerco anche di riportare (solo) le parole meno gravi…
La gente che ho sentito io, ha espresso una condanna gravissima sulla tv e sullo spazio dedicato alle ‘Christine’. Vale a dire che si propongono modelli, fatti, che non rispettano la vita di un individuo, ma che potrebbe essere anche la nostra vita e neanche rispondono ad un tipo di spettacolo accettabile.
Quindi il mio riferimento alla ‘violenza’ che si può fare ai danni delle persone, NON si ferma al semplice gesto di reazione del signor Albano Carrisi, ma includeva la chiara violenza espressa direttamente contro Albano Carrisi da Christine, e, indirettamente, la violenza che aggredisce anche noi pubblico, che ci riconosciamo nelle persone normali, per bene, che vengono raggiunte da gesti squallidi, grotteschi, offensivi, osceni, non per il contenuto sessuale, ma perché caricandosi di interpretazioni sociali, diventano vera offesa di un individuo considerato nella sua interezza, sia uomo che donna, sia corpo che mente.
Io ho invitato in molti blog a non citare la violenza alle donne, né alle presunte ‘ragazzine/fanciulle’ di 28 anni, né paragonato una aggressione programmata (nella ferma intenzione di ottenere visibilità a spese altrui) alla libertà di uscire di casa...
Quindi non capisco perché in troppi blog la notizia dell'incidente sia stata presentata in modo parziale, deresponsabilizzando Christine dell'aggressione e del reato di oscenità in pubblico, e della violenza privata alla figura di Albano Carrisi, come individuo e AL Bano personaggio pubblico e anche dimenticando la differenza tra la prima vera contro il prossimo, aggressione che ha consapevolmente e intenzionalmente visto Christina come interprete.
Invito ad analizzare il gesto compiuto da Christine (gesto compiuto dietro richiesta degli autori rai, ma la sua responsabilità non cambia, esiste la possibilità di rifiutarsi e l'obbligo di rifiutarsi a commettere gesti che sono reati) un gesto che è REATO, non un innocente scherzetto.
Una aggressione ai danni di una persona può generare una risposta/reazione ‘forte’, corretta o sbagliata, legale o illegale.
REAZIONE che può essere forse troppo ‘forte’ per alcuni, per altri ‘ovvia’, per altri ‘passabile’, per altri ancora ‘tropo poco’ ecc… anche se rimane un gesto da evitare.
La mia analisi mette l’accento sul fatto che sarebbe meglio (a partire dagli autori rai in questo caso) evitare di proporre reati per fare spettacolo.
E in ogni caso sarebbe opportuno offrire rispetto al prossimo, uomo o donna, famoso o meno.
E che le "Christine" forse sono figlie di tanta, troppa generazione di valori sani in cambio di un po' di notorietà (secondo me appartengono alla nuova specie 'femminile' ideata e proposta dai media, una specie deformata dai gonfiaggi, tiraggi, che sia pronta a fare di tutto e a farsi fare di tutto... una specie di richiamo 'sessual demente' per un pubblico di guardoni e di insensibilizzati).
Con onestà, riflettiamo partendo dalla gravità del gesto di Christine e non decontestualizziamo il gesto di reazione, come proposto da 'striscia' affamata (dal bravissimo Fiorello) di audience. Grazie.