Citazione:
Originalmente inviato da Gianluca efiori.com
Oppure spegnere la tv che forse è la cosa mejo per tutti!
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@Rosaspina... se ti lancia fisicamente addosso dei vasi, il discorso cambia RADICALMENTE, hai tutta la mia comprensione e di al cretino che gli è andata bene che li ha lanciati a te e non a me!
@Sea Perdonami, ma non capisco come mai inizi il tuo primo intervento dicendo "Provo a spiegare meglio il mio punto di osservazione:"
cioè meglio di cosa? non capisco...
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L'informazione forzosa e faziosa non mi è mai piaciuta...
Non mi piaccione le 'letture' di fatti viziose, non mi piace la tv che da decenni condiziona la vita di tutti con dettami utili solo a pochi...
L'uso di internet garantisce abbastanza 'anonimato' per far emergere a volte, la violenza gratuita e la stupidità, senza dover renderne conto a nessuno.
Ho assistito a una presentazione 'utile' ad autori televisivi in crisi, dove si è perso l'uso della capacità di ragionare...e si usa il cinismo puro per attrarre un pubblico desensibilizzato, pronto ad usare il telecomando in cerca di sensazionalismi.
L'analisi dell'episodio Christine/Albano ZERO:
Ci si è limitati a far emergere il dolore di uno schiaffo, senza inquadrare la gravità della provocazione e l'assurdità di una televisione/autori che oramai ci propone palesemente l'assurdo, senza neanche dipingerlo di realtà.
Questo mi ha spinto a intervenire su molti blog, che hanno continuato a proporre il punto di vista pro-audience a striscia, senza alcuna criticità.
Scusate, ma credo che sia opportuno, su questo 'incidente' e anche su altri tristissimi fenomeni poter richiamare l'attenzione.
Non sono solo le persone o i personaggi direttamente coinvolti a venir stritolati nelle loro vite, a veder annullare i loro valori testimoniati di una vita.
E' una società intera che con un po' di disattenzione, si lascia avvelenare costantemente l'esistenza, fino ad un avvelenamento 'fatale'.
Un po' come è successo a Napoli, si procede 'accumulando' immondizia e poi ci si scopre ammalati di cancro, senza distinzione tra esseri umani, bambini ed adulti, uomini o donne.
Questo episodio (Albano/Christine) è stato ospitato come argomento in molti blog e ha offerto una grande occasione per mostrare e dimostrare la forza di condizionamento sul pubblico.
Non ho trovato un solo articolo che abbia presentato l'episodio per intero, si è fatta 'informazione' facendo solo da cassa di risonanza a 'striscia'.
Gli interventi sono sttai qualitativamente deludenti, perché hanno mostrato una società che è pronta a scandalizzarsi a comando di striscia, senza analizzare, senza riflettere. E facendo così ha dimostrato di non saper proteggere i propri valori (non solo quelli di Albano Carrisi) e la propria esistenza, basandosi su una informazione contraffata e architettata a dovere solo per portare un po' di audience in più, a chi fa' soldi con la televisione.
Per cortesia non classifichiamo questo come una 'ovvietà'.
Il mezzo tv, ad oggi utilizzato essenzialmente come industria, attività economica va oltre per forza di condizionamento, che vuoi per un fine, vuoi per un altro, viene comunque utilizzato senza fare troppi sconti alla società.
Sono intervenuta per cercare di spiegare il mio punto di vista, provando a far vedere l'episodio nella sua interezza, che è anche il contesto dove si è realizzato.
Non si tratta di un 'semplice' 'scherzo' che scherzo non è, bensì reato, non si tratta solo di una reazione forte in un momento importante della vita di un artista (Sanremo è considerato un appuntamento di straordinaria importanza e di ovvia associata tensione, per Al Bano e per tutti coloro che partecipano, sia in qualitò di direttori, cantanti o semplici assistenti...) ma si tratta(va )di un momento sociale di riscontro di una vita.
La vita di un personaggio straordinario non è più preziosa di altre vite, è soltanto esemplificativa di altre vite fatte di impegno, di valori e successi, che non si misurano solo attraverso la 'materialità' raggiunta (soldi, fama, rispettabilità, ecc.), ma anche attraverso la testimonianza della propria spiritualità, che è decoro, che è attenzione verso il prossimo, che è il successo (ma non solo di artisti) partendo da situazioni dove l'impegno personale è determinante, e altrettanto determinante è la modalità di realizzazione.Vite dove non ci sono 'Farnesine' o telefonate da Berlusconi al presidente della RAI, per distinguersi, solo tanta bravura e tanta determinazione.
In questo panorama, che va ben oltre il singolo episodio, presentato da striscia per metà, che si carica di valori importantissimi nella vita di tutti, non solo di Albano Carrisi, è doloroso assistere a interventi commenti che impoveriscono noi, le nostre vite.
Se sono intervenuta in molti blog (con moltissimi interventi, spiegando e argomentando, a volte anche riproducendo interventi già pubblicati) è per invitare ad una riflessione più autentica, non in difesa di Albano Carrisi, che comunque rimane una persona di eccezionali qualità, morali ed artistiche, ma in difesa di uno qualsiasi di noi, che si può trovare schiacciato nella propria esistenza da una 'macchina' insensibile.
Ma in realtà dalla qualità di interventi sul tema, mi permetto di dire che già siamo stati "schiacciati da questa macchina" (per dirlo con una metafora), stiamo già facendo vedere i 'danni' prodotti dalla "macchina-tv" nelle nostre vite... ragioniamo o pensiamo di farlo semplicemente ricopiando le istruzioni di 'striscia'...
Il mio non è un invito a giustificare il gesto in senso di 'giustizia'.
Credo che ognuno abbia il diritto di portarsi dietro ferite un po' speciali e che possa essere comprensibile che offra dietro una provocazioe studiata ad hoc per il tipo di persona (qui personaggio, con la possibilità di conoscere meglio i lati deboli o sensibilizzati della sua esistenza) una risposta/reazione forte.
Una persona che ha subito u gravissimo incidente di macchina non può reagire identicamente ad uno 'scherzo/finto incidente' come una persona che non ha subito le gravissime conseguenze (fobie incluse) di chi non ha mai avuto quell'esperienza.
E mi sembra ancora più assurdo affermare che deve sopportare 'lo scherzo' meglio di un altro perché agli incidenti di macchina ci è abituato...
Stiamo sconvolgendo non solo punti di osservazione, ma addirittura testimoniando paralisi della attività di ragionamento.
Sono altrettanto sconfortata da interventi vari che leggono il mio intervento come una 'patente' alla libera reazione violenta...
Facio un esempio di persona 'abusata' nella sua esistenza e di reazione: una donna violentata che in quel orrendo contesto offra una risposta 'violenta' secondo me è comprensibile. Comprensibile il suo essere sconvolta e il suo intervento in difesa della sua vita, intesa come valori, non solo come corpo.
Niente di paragonabile ad una risposta 'dente per dente' in qualsiasi occasione pratica della vita quotidiana.
Stiamo parlando di provocazioni di una eccezionale durezza ed impietosità, che non hanno neanche la 'scusante' della casualità della vita, anzi c'è l'aggravante della chiara intenzionalità ad usare dolori altrui.
Stiamo parlando di un percorso osceno della tv, che usa due volte la vita di una persona:
1. che provoca e deride e offende nel dolore
2. che distrugge la vita di una persona, mostrando un momento di grave errore, anche se è (purtroppo) una reazione ad una provocazione grave.
Un errore (la sberla) che si è generato in un contesto di eccezionalità, visto le caratteristiche della vita di chi era coinvolto, suo malgrado.
Un gesto che Albano stesso ha commentato come uno schifo, qualcosa che non dovrebbe succedere, ma ha anche evidenziato che non dovrebbe neanche succcedere che una persona debba trovarsi in situazioni create ad hoc per usare i dolori e le debolezze per fare un po' di spettacolo.
Uso una espressione popolare "chi è stato morso dalla vipera ha paura anche delle lucertole"... gli autori rai pieni solo di cinismo e di autorevolezza da audience (come se fosse una nuova moralità) hanno usato senza alcun ritegno il dolore di una persona per i loro scopi.
Quindi la mia reazione commento è un invito alla riflessione per salvaguardare le nostre vite, che sono mente e corpo.
P.s.: allego sotto una metafora di "Maria". e se avete letto fin qui grazie per il vostro tempo.