Gli esperti non si sono sbizzarriti ancora, perchè sono presissimi e questo è un argomento hot o hard, che dir si voglia, e che merita un serio approfondimento nonchè esaurienti spiegazioni, mi par di capire...

L'ultima volta che ho parlato di concimi, è finita a botte...Speriamo in bene per questa volta va...
Comunque, faccio intanto una premessa perchè data l'ora e la stanchezza non sono lucidissima per cui riprenderò con calma l'argomento ad un'ora più consona.
Dunque, innanzitutto bisogna fare un distinguo fra piante in piena terra e piante in vaso.
Senza ombra di dubbio le piante in piena terra (a parte qualche singolo caso) hanno meno richieste rispetto a quelle coltivate in vaso, soprattutto se al momento dell'impianto si seguono pochi ma fondamentali concetti.
Sicuramente il fabbisogno di una pianta costretta fra "quattro mura" è maggiore MA...attenzione, spesso si fa l'errore di eccedere e il risultato, come ha giustamente osservato Nenne, è esattamente quello del dopare una pianta che sì, continua a vegetare rigogliosamente e a fiorire, ma che si sfianca come capiterebbe a qualunque essere vivente al quale si richieda un ritmo di "lavoro" non consono alle sue capacità.
Nel giro di poco tempo, la pianta va in uno stato di forte stress e, come noi esseri umani, si ammala, emette rami flosci, non riesce praticamente a costituire quelle cellule che servono a darle un aspetto sano, cioè quelle cellule deputate al ricambio fisiologico.
Una pianta, in natura, è progettata per crescere una certa quantità di centimetri/anno, di fiorire per una certa quantità e di mettere una quantità giusta di fogliame a seconda di genere e specie o varietà.
Indubbiamente deve avere le migliori condizioni "abitative": terreno, esposizione, temperature, correnti fredde o calde etc..
E arriviamo al terreno. In pieno campo la pianta reperisce, attraverso tutta una serie di scambi e di trasformazione degli acidi umici, quello di cui ha bisogno per star bene.
Indubbiamente un aiuto primaverile o autunnale (secondo il tipo di pianta) non guasta proprio perchè contribuisce all'apporto di quelle sostanze che o favoriscono certi processi o danno loro origine.
In vaso questo fatica moltissimo ad avvenire e quindi, si è costretti ad "aiutarla" un po'.
Quello che da quando frequento questo mondo (il giardinaggio hobbistico) io noto, è che c'è una sorta di ansia nei confronti delle nostre amiche. Fiorisce poco, fiorisce piccolo, cresce poco, fa foglie meno belle di quando l'abbiamo comprata.
In realtà, io credo, che prima di chiederci cosa le debba dare, dovremmo tutti chiederci, se abbiamo dato alla nostra pianta, le condizioni più vicine all'ottimale per vivere e con ottimale intendo il suo ottimale e non certo quello che noi vorremmo.
Certo, Gardenie e piante esotiche sono di gran lunga più appetibili di una banalissima Bergenia o di qualunque altra essenza a cui siamo avvezzi sin da troppo tempo, ma nessuno, però, si domanda mai perchè in certi climi o comunque a certe latitudini, si siano utilizzate più o meno ovunque, sempre le stesse essenze.
Questo non significa non sperimentare, ci mancherebbe, ma solo accettare che ci siano piante che stanno bene con noi, altre meno e altre ancora, non stanno bene affatto nei nostri contesti.
Questo discorso un po' esula dal principio della concimazione, ma l'ho fatto come premessa ad un altro ragionamento che introduco e che spero apra il contraddittorio.
Da quando vivo qui, ho attraversato diverse fasi: prima di tutto quella dell'inesperienza, poi quella di una modestissima conoscenza, subito dopo quella della lettura in merito e poi quella dell'osservazione e dell'annotazione dei diversi cambiamenti di una pianta secondo i miei interventi.
Devo dire che ormai ho sposato la linea del: non intervento e cioè lascio fare quasi tutto alla pianta, salvo poche, pochissime cose.
Posso giurarlo, io non concimo mai e devo dire che i risultati che vedo sono più che soddisfacenti.
Le piante si sviluppano secondo i loro criteri e i loro paramentri, mi danno quello che possono e tutto sommato non mi lamento, anzi, non si ammalano in maniera importante e quando lo fanno, rimediano da sè.
L'ho detto molte volte, nemmeno le Rose concimo, niente e dopo 5-6 anni che metto le mani in questo giardino, mi sento di poter affermare che oggi, allo stato attuale, non ne hanno bisogno.
...to be continued