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Pollice Giallo
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Data registrazione: 01-10-2007
Residenza: Italia centrale
Messaggi: 964
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Felicia: esperienze di una giardiniera sconsiderata.
Dopo un anno vissuto pericolosamente sulle strade, nel giugno scorso mi sono regalata una splendida felicia (o agatea). L'ho subito trapiantata usando metà terriccio universale, metà terra da giardino e un pugno di stallatico equino. E' stata in fiore per un mese dopo di che ha comiciato a crescere vigorosamente e disordinatamente senza più fiorire. Ho concimato per tutta l'estate con un 20-20-20 con microelementi e innaffiato copiosamente. Ai primi di luglio volevo quasi disfarmene, poi Cerchina, a Pitigliano, mi ha dissuaso (grazie!!!). é stata spostata dove gode di 4-5 ore di sole giornaliere. Poi ho fatto un piccolo esperimento, ne ho potato la metà, accorciando i rami di due terzi e lasciato gli altri lunghi. Un bel casino, infatti adesso la metà intonsa è piena di boccioli, l'altra è compatta, piena di germogli, ma di fior neanche l'ombra. a questo punto, prima di combinare ulteriori guai, vi chiedo come trattare per l'inverno. Basterà del TNT (nel giardinetto ci sono solo gelate occasionali e rare)? sarà meglio potarla dopo la fioritura, almeno per pareggiare un po' la lunghezza dei rami?
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12-10-2007, 12.03.13
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Pollice Giallo
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Data registrazione: 27-09-2007
Residenza: (ForlìCesena)
Messaggi: 552
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La questione della crescita disordinata è sicuramente dovuta al poco sole di cui ha goduto fino ad ora.  La mia, messa ad arrostire impietosamente, è un cuscinozzo compattissimo e allargato, con piccole e fittissime foglie.
Questo è dovuto anche alle mie poche concimazioni e annaffiature, con ogni probabilità :p
il mio consiglio è quindi quello di potarla, quindi di esporla a quanto più sole possibile.
per il discorso rusticità, io credo che tu possa permetterti di lasciarla all'esterno coperta con TNT giusto per sicurezza, pare che sia una pianta da zona 9a/9b: dovrebbere reggere anche a -5 °C. Ma i condizionali sono d'obbligo 
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12-10-2007, 12.50.03
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Pollice Giallo
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Data registrazione: 01-10-2007
Residenza: Italia centrale
Messaggi: 964
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Grazie Phoenix, seguirò i tutoi consigli. A dire la verità l'ho spostata subito dopo pitigliano, quindi forse il disordine sarà in parte dovuta al suo portamento, in parte alle annaffiature. In ogni modo anche la mia ha tantissime foglioline e tutte ravvicinate, solo che gli steli non potati sono lunghi e si sparpagliano un po'.
Se sopravviverà sarà fornita di un vasone ancor più grande e la lascerò libera di svilupparsi quanto vuole. In ogni modo è una pianta molto resistente e tollera anche avversità che creano tanti problemi alle altre (ragnetto rosso, un po' di siccità nel periodo delle vacanze, potature da edward manidiforbice ubriaco...) La consiglio caldamente.
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12-10-2007, 13.01.38
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Esperta paesaggista
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Data registrazione: 21-06-2007
Residenza: Nord Italia
Messaggi: 2,632
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Dopo tutto 'sto parlare un'immagine da ingolosirsi ci vuole no?
Felicia amelloides o Agathea che dir si voglia, signori, eccola qui.
La mia, con lei, è stata una felice esperienza per due anni e poi mi ha abbandonato per il freddo e l'eccesso idrico.
A nulla è valso coprirla col TNT ma se viene coltivata in vaso, starà sicuramente meglio di come è stata con me. 
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12-10-2007, 13.05.04
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Pollice Verde I DAN
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Data registrazione: 05-10-2007
Residenza: imperia
Messaggi: 4,657
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ce l'ho anche io da diversi anni, e mi da un sacco di soddisfazioni, anche se quando l'ho piantata ero ancroa più ignorante di adesso in materia, e l'ho messa in piena terra, ma sotto il pruno, e becca sole sì, ma parziale, infatti anche la mia cresce un po' disordinata, o meglio cerca di trasbordare per cercare il sole credo  quindi sono costretta a potarla, ma lei non si arrabbia mai e continua a farmi fiori, non cuscinate di fiori ma soddisfacenti, ora e piena di bocciolini e qualche fiore, appena saranno sbocciati vi posto fotina.
Per il freddo, non preoccuparti, perchè io non l'ho mai protetta, e ti assicuro che in inverno nel mio iardino non fà caldo per niente, si becca tanto umido e freddo e niente sole, ma lei se ne frega 
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12-10-2007, 13.22.38
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Esperta paesaggista
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Data registrazione: 21-06-2007
Residenza: Nord Italia
Messaggi: 2,632
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E qui torniamo a discutere di un annoso argomento: il microclima.
E' vero che anche in Liguria può far freddo, così come può farne a Roma, in Umbria o in Lombardia e in Piemonte, ma vanno sempre considerate non tanto le temperature ma:
- umidità
- correnti
- quanto dista il mare in linea d'aria
- quanto dista la montagna in linea d'aria
- quanto è protetta una zona dai venti
- quanta esposizione al sole
- le precipitazioni piovose e/o nevose
- per quanto tempo la temperatura sta sotto lo zero durante una stagione
A questo va aggiunto il microclima del giardino o del balcone stesso, comprese le caratteristiche pedologiche (del terreno) in cui vivono le piante.
Si verificano situazioni particolari, talvolta, per cui una pianta che da me non vive bene, magari a casa del mio vicino campa benissimo o viceversa.
Poi, in linea generale, si stabiliscono dei parametri medi, ma delle volte è il singolo contesto che può fare una differenza.
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12-10-2007, 20.23.14
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Garden Designer
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Data registrazione: 02-10-2007
Residenza: Provincia Monza
Messaggi: 309
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E poi si dovrebbe anche fare un discorso sulla rusticità delle piante e sulle temperature, un fattore spesso che ingenere molte inutili discussioni e che vorrei chiarire ...
Si prendono in considerazione tre tipologie di temperature:
- temperature ottimali: quelle che consentono alla pianta di crescere al meglio delle sue possibilità (e non vivacchiare stentando), con possibili ulteriori distinzioni in base alla fase fisiologica della pianta;
- temperature cardinali: quelle al di sotto e al di sopra delle quali la pianta rallenta la sua attività, arrestando una o più funzioni vitali (senza morire); per esempio, in caso di temperature più elevate di quella ottimale, la pianta chiude gli stomi e rallenta la fotosintesi; altro esempio, in caso di temperature più basse la pianta va in riposo (ma non muore);
- temperature critiche: quelle minime e massime oltrepassate le quali la pianta muore; esempio concreto: in un inverno 'norrmale' l'Impatiens (che non è annuale) muore.
Bisogna poi valutare la velocità di passaggio dalle temperature ottimali a quelle cardinali e / o critiche, un notevole e repentino abbassamento / innalzamento della temperatura può provocare la morte della pianta anche prima del raggiungimento della temperatura critica.
Ulteriore considerazione doverosa è la stretta connessione allo stato di salute e allo stato fisiologico della singola pianta: una pianta in buone condizioni, perché non in stress, con un buon apparato radicale, nelle condizioni ambientali ideali ecc. resiste meglio di altre.
Ultima modifica di alchemilla : 25-11-2007 alle ore 20.45.52.
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12-10-2007, 20.29.05
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Garden Designer
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Data registrazione: 02-10-2007
Residenza: Provincia Monza
Messaggi: 309
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Ort, forse avresti dovuto concimare con un concime a basso titolo di azoto, privileginado privilegiando fosforo e potassio; di solito, si preferisce (se e chi lo ritiene) somministrare il classico 20:20:20 in primavera.
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13-10-2007, 19.12.20
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Pollice Giallo
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Data registrazione: 01-10-2007
Residenza: Italia centrale
Messaggi: 964
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Hai ragione Alchemilla, il mio problema è che mi sono convertita da poco all'idea che si debba concimare. per anni ho coltivato aggiungendo solo pochissimo concime bio: stallatico e cenere, dove possibile. le fioriture stentate mi hanno un po' fatto cambiare idea,ma devo ancora impadronirmi della tecnica di concimazione e devo convincermi ogni volta quanto sia utile il concime. Ad esempio quest'anno ho utilizzato un po' di fosforo, ma senza troppa cognizione di causa. insomma, devo ancora studiare!
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13-10-2007, 21.20.05
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Pollice Bianco
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Data registrazione: 10-10-2007
Residenza: Firenze
Messaggi: 161
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Ort, apprezzo molto la tua "coscienza ecologista" per il modo di avvicinarrti alle concimazioni "non naturali".
Spesso ed in modo sbagliato pompiamo le nostre piante di concimi e fitofarmaci, solo perchè abbiamo letto o ancor peggio sentito dire che sono di giovamento alla pianta, senza mai pensare dove vanno a finire...logicamente tutto va a finire nel nostro amato e malato Mare Nostrum.
Lungi da me di voleler fare predicozzi ecologisti, quando le mie piante necassitano di trattamenti con fitofarmaci gli uso senza sensi di colpa, ma sempre con "salus menti" leggendo attentamente le modalità d'uso e le conseguenze per l'ambiente, e facendovi ricorso solo se strettamente necessari, insomma se è in pericolo la sopravvivenza della pianta.
Ritornando alla concimazione della Agathea coltivata in vaso, è bastata un'unica somministrazione di osmocote a primavera (un cucchiaino da caffè colmo) per avere una pianta rigogliosa e rifiorente, nonostante il piccolo vaso in cui è contenuta (24-26 cm.).
Ho smesso di usare concimi liquidi, mi sono accorto che se non supportati da abbondanti innaffiature (quindi sprego di un'altra risorsa non illimitata come l'acqua) tendono a "salare" il terriccio del vaso, con relativi danni radicali. Persino alla Petunia pianta avidissima di nutrimento non ho mai somministrato concime liquido, come consigliato da "tutti".
Certo non ho attenuto le cascate di fiori che siamo abituati a vedere sulle foto che publicizzano i vari concimi, ma ad ottobre inoltrato ed in posizione oramai ombrosa continua ha fiorire, cosa mai avvenuta gli anni passati usando concimi liquidi, a settembre le piante erano oramai esausta e seccavano prematuramente. Nel toglirle dal vaso notavo una patina bianca di sali sulla superficie interna dei vasi, frutto della deposizione di sali dalle concimazioni liquide, tutti minerali non usati dalla pianta e quindi non sfruttati, accumulati nel vaso e dispersi nell'ambiente....Meditate gente..meditate.:F_Cov002:
__________________
Lord Roberto
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