Giardinaggio efiori.com  



 

Torna Indietro   Giardinaggio efiori.com > Giardinopedia > Giardinopedia: le nostre schede sugli alberi

Robinia pseudoacacia

Questa discussione si intitola Robinia pseudoacacia nella sezione Giardinopedia: le nostre schede sugli alberi, appartenente alla categoria Giardinopedia; Nome botanico : Robinia pseudoacacia Nome comune : falsa acacia, gaggìa. Foto xmery: Foto xmery: Foto xmery: Foto xmery: Famiglia ...

Rispondi
 
Strumenti Discussione Modalità Visualizzazione
  #1  
Vecchio 24-01-15, 07:24
L'avatar di xmery
xmery xmery è offline
Tutor delle sezioni: Appunti di viaggio, Libri di giardinaggio e recensioni, Quattro zampe in giardino
 
Data Registrazione: 26-05-09
Località: parma
Messaggi: 19873
Grazie dati: 4996
Ringraziato 2311 volte in 1758 post
Punti reputazione: 215
Predefinito Robinia pseudoacacia

Nome botanico: Robinia pseudoacacia

Nome comune: falsa acacia, gaggìa.

Foto xmery:



Foto xmery:




Foto xmery:



Foto xmery:



Famiglia: Fabaceae/ Leguminosae/ Papilionaceae

Genere: Robinia

Origine: originaria dello stato americano della Virginia, fu importata in Europa nel 1601 da Jean Robin come pianta ornamentale propagandosi da lì in tutta Europa e in Asia. In Italia nel 1662 era presente nell’Orto Botanico di Padova.

Progenitori: specie botanica.

Habitat: predilige i luoghi secchi e caldi, si trova nelle golene, nelle radure delle foreste, sulle pareti rocciose, lungo i sentieri, gli argini, nei terreni ruderali e negli incolti, fino a 1200 mt. di altitudine.

Portamento: a maturità si presenta come un grande albero deciduo, con tronco eretto e ben ramificato e chioma ampiamente colonnare, molto gradevole alla vista.
Gli esemplari giovani, hanno portamento arbustivo, con rami esili, spesso un po' disordinati, leggeri e frondosi.

Possiede un sistema radicale a crescita molto rapida, in grado si consolidare il terreno e capace di raggiungere anche i 7 metri di profondità sui substrati più leggeri. Offre quindi in poco tempo un‘eccellente protezione all’erosione.

Dimensioni: albero di seconda grandezza, può diventare alto 18/20 mt. e largo 10, ma gli esemplari boschivi possono misurare fino ai 25 mt di altezza.

Foglie: La foglia è picciolata, con due stipole alla base, che diventano spine; sono alterne, composte e imparipennate, di colore verde brillante intenso, più chiaro nella pagina inferiore, lunghe fino a 25 cm., sono formate da 7 a 21 piccole foglioline obovate a loro volta munite di un piccolo picciolo.
ingialliscono in autunno prima di cadere.

Fiori: i racemi penduli, ascellari, lunghi fino a 20 cm. sono formati da piccoli fiori papilionacei. Il calice è composto da 5 lobi e la corolla da petali larghi e arrotondati verso il margine libero, a dar vita al piccolo fiore di circa 2 cm. L’androceo è formato da 10 stami: uno libero e gli altri 9 a formare il pistillo.

I fiori contengono abbondante nettare e sono attrattori di api che producono la qualità di miele, erroneamente chiamato di acacia, che si caratterizza per la sua fluidità e il sapore delicato.

Colore: bianco crema, con lievi sfumature dorate e verdognole al centro.


Profumo: intenso e dolce che si spande nell'aria.

Periodo di fioritura: abbondantissima tra fine aprile, maggio e giugno.

Frutti/semi: i frutti appaiono a settembre come legumi schiacciati e sottili, leggermente pubescenti, di colore bruno o bruno-rossastro. All’interno contengono da 3 a 10 semi, disposti in fila lungo il bacello. Hanno forma reniforme, colore bruno scuro e piccole dimensioni (circa 4 /5 mm.)
I semi della robinia vengono trasportati dal vento fino a più di 100 metri di distanza e possono sopravvivere nel terreno anche per più di dieci anni per poi improvvisamente germinare non appena è disponibile abbastanza luce.

Corteccia: nei rami giovani la corteccia si presenta reticolata, mentre in quelli adulti diventa rugosa e fessurata, screpolata e nodosa, con colori che vanno dal grigio a marrone chiaro. Sia il fusto che i rami hanno numerose spine scure, di moderate dimensioni.

Esposizione: sole o ombra parziale.

Tipo di terreno: questa pianta si adatta a qualsiasi tipo di substrato, siliceo o argilloso, ma predilige terreni freschi e sciolti. E’ prioritario scegliere un terreno profondo e un adeguato spazio in cui far sviluppare il possente apparato radicale.

Rusticità: resiste ottimamente ai geli, all’inquinamento delle aree urbane, alle zone salmastre o spazzate da forti venti.

Crescita: rapida, può raggiungere 7 metri in 6 anni

Longevità: trattandosi di una specie pioniera, cioè che viene sostituita nel tempo da altre essenze, nei luoghi d'origine ha una vita relativamente corta; non così in Europa ed Asia dove, per la facile germinabilità e la forte capacità di rigettare anche dalle radici, ha un pesante ruolo di ostacolo alle specie indigene.

Malattie: molto resistente a qualsiasi attacco di parassiti e malattie fungine, può occasionalmente essere soggetta a larve minatrici, che ne deturpano il fogliame.

Cure successive all’impianto: gli esemplari acquistati in vaso vanno interrati in primavera o autunno. Nel preparare la buca per l’impianto, è sempre bene aggiungere letame maturo, che aiuterà la buona crescita della piccola pianta.
Occorre particolare attenzione a non toccare il pane di terra che avvolge le radici e ad interrare bene il colletto.
Per tutto il primo anno successivo all’impianto, si deve aver cura di irrigare la pianta senza lasciarla mai asciugare completamente. Una volta che l’alberello si è ben assestato saranno sufficienti le precipitazioni atmosferiche.


Moltiplicazione: è un albero che emette con facilità polloni sia radicali sia direttamente dal colletto che danno origine a nuove piantine nelle vicinanze; anche i semi cadendo a terra contribuiscono ad auto-disseminare la pianta.

Se si vuole tentare la semina casalinga, in primavera interrare i semi in vasetti profondi con terriccio e sabbia, dopo averli conservati in frigorifero durante l’inverno.

Quando la piantina sarà un po' cresciuta, si consiglia di praticare una lieve potatura del fusticino al fine di proporzionare la parte epigea a quella ipogea più lenta a formarsi.

Utilizzo: grazie al suo apparato radicale molto esteso, è spesso utilizzata per consolidare terreni riportati o aree franose.
grazie alle numerose spine che le rendono impenetrabili viene utilizzata anche come pianta da siepi di confine.

In passato venne usata su larga scala per rimboschire terreni degradati, ma oggi si tende a limitarne l’utilizzo forestale in quanto la sua estrema rusticità e velocità di crescita, finisce per limitare e spesso soppiantare la flora autoctona a crescita più lenta.
Ne è un esempio ciò che è successo in
vaste aree della pianura Padana, dove spesso ha sostituito i pioppi e i salici autoctoni che crescevano lungo le rive dei fiumi.

Alcuni ricercatori riferiscono casi di intolleranza verso altre specie arboree come il faggio, la betulla, l'olmo o la farnia, probabilmente a causa della produzione di sostanze allelopatiche secrete dalle radici, che sono in grado di limitare la crescita di alberi vicini.

Altre varietà o cultivar: sono presenti in commercio diverse interessanti varietà e cultivar:

- 'Casque Rouge' (sin: R. x margaretta 'Casque Rouge', R.x margaretta 'Pink Cascade'): di minori dimensioni, con fiori rosa-porpora scuro, profumati e rami senza spine.

- 'Umbraculifera' (sin: 'Inermis'): a crescita ridotta, scarsa fioritura, senza spine e a chioma globosa, ideale come albero da parco.

- 'Frisia': con fogliame giallo oro, virante al giallo verde in estate e al giallo arancione in autunno.

- 'Tortuosa': a crescita lenta con rami contorti, che la rendono molto decorativa anche in inverno a rami spogli.

- 'Pyramidalis' (sin. 'Fastigiata'): si distingue per la forma colonnare della chioma, è ideale nei casi in cui sia necessario avere alberi alti e senza espansione laterale, come in viali contornati da palazzi o nelle siepi frangivento.

- 'Semperflorens': come indica il nome, fiorisce ininterrottamente da aprile fino all'autunno.

- 'Myrtifolia': con foglie piccoline e crescita moderata, dopo 10 anni raggiunge i 4 mt circa.

- R. pseudoacacia var. monophylla, il nome deriva dal fatto che la fogliolina terminale della foglia composta è molto più grande delle altre; viene usata in parchi e giardini per l'assenza di spine e soprattutto per la fioritura eccezionale: in primavera l'albero è completamente ricoperto dalle bianche infiorescenze a grappolo.

Curiosità: come tutte le leguminose ha la capacità di arricchire il suolo di azoto, in quanto le sue radici sono in simbiosi con microorganismi azoto-fissatori (si tratta per la precisione di un batterio, il Rhizobium leguminosarum, che è in grado di fissare l'azoto atmosferico).

I fiori della pseudoacacia, sono commestibili e comunemente utilizzati per frittelle, frittate, marmellate, infusi e liquori.
Invece tutte le altre parti della pianta
per la presenza di alcaloidi sono tossiche se ingerite dall’uomo e da alcuni animali come i cavalli, tanto da portare al divieto di una sua coltura in Australia. Capre e conigli si cibano senza problemi delle foglie di falsa acacia.


Il legno di acacia è usato sia come combustibile (brucia anche da fresco, comprese le ramaglie, seppur col difetto di scoppiettare molto) sia in falegnameria pesante. Il suo legno giallo, duro e pesante viene utilizzato per paleria, mobili da esterno e parquet.
__________________
_____________________________________________
I cani quando li chiami rispondono all'istante scodinzolando con gioia qualsiasi cosa stiano facendo, dormire, mangiare, giocare ...i gatti, prendono il messaggio e rispondono non appena possibile....
_________________________________________________

il mio piccolo blog di tutto un po'...:

http://ilgiardinonascosto.wordpress.com/

Ultima modifica di Cerchina; 21-02-15 alle 20:52
Rispondi Con Citazione
I seguenti 3 utenti hanno ringraziato xmery per questo post
lalla (16-10-16), LiborioAsahi (24-01-15), Silvana (24-01-15)

Alt Oggi
Fiore
Pubblifiore :p
 
Data registrazione: 01-01-2001
Località: Prato di casa
Interessi: Giardinaggio
Messaggi: 999999
Sono: un fiore pubblicitario
Standard Link sponsorizzati

    

  #2  
Vecchio 24-01-15, 07:33
L'avatar di Cerchina
Cerchina Cerchina è offline
Nostra Signora della Giardinopedia
Responsabile Giardinopedia

 
Data Registrazione: 27-09-07
Località: Valsesia e Marche
Messaggi: 32268
Grazie dati: 688
Ringraziato 878 volte in 604 post
Punti reputazione: 515
Sono....: Donna
Predefinito Approfondimenti ulteriori sull'utilizzo della Robinia:

Approfondimenti ulteriori sull'utilizzo della Robinia:

Viste la controversie esistenti sulla robinia ci sembra utile riportare un riassunto tratto dal sito:

Una specie che fa discutere | waldwissen.net

Citazione:
Per alcuni, la robinia è una neofita invasiva che dovrebbe essere sistematicamente estirpata. Altri vedono nella robinia una specie che offre opzioni selvicolturali interessanti e sicure in proiezione futura. Essa rappresenta una specie alternativa tra le possibili specie arboree da gestire nelle aree marginali attualmente dominate dal faggio e dalla quercia, in quanto nessuna altra specie a legno duro ha delle prestazioni produttive tanto elevate ed è in grado di produrre in breve tempo del legname apprezzato per le sue eccellenti proprietà tecnologiche.

In risposta il servizio cantonale di Zurigo competente in materia di conservazione della natura raccomanda invece per tutelare gli ambienti secchi, di lottare attivamente contro la Robinia pseudoacacia, se necessario anche utilizzando degli erbicidi.

https://www.infoflora.ch/assets/cont...robi_pse_i.pdf

La robinia è di gran lunga la specie neofita più comune nei boschi e che possiede un temperamento invasivo nelle stazioni più calde e asciutte. ma è anche considerata un'alternativa possibile per gestire secondo, metodi selvicolturali, le aree marginali in un contesto di mutamenti climatici.

E' considerata come una specie arborea pioniera in grado di insediarsi in modo piuttosto efficiente nelle aree ruderali e percorse dagli incendi boschivi. Il vantaggio competitivo della robinia, dato dalla sua capacità di fissare nel suolo l'azoto atmosferico, si rileva controproducente dal punto di vista della conservazione della natura.
Infatti, a seguito dell'arricchimento dei suoli in termini di azoto, le piante più rare finiscono per essere estromesse da questi ambienti, avversate da altre piante erbacee come le ortiche. Pertanto, su stazioni particolari, la robinia non sembra essere una specie forestale apprezzata dal punto di vista della conservazione della natura.


I metodi di lotta consistenti nei tagli rasi e nel decespugliamento ripetuto difficilmente sono coronati da successo poiché le robinie continuano ad emettere polloni radicali mentre anche le loro ceppaie possiedono un'elevata capacità pollonifera e spesso si ottengono solo effetti contrari.

Oggi essa viene considerata a livello mondiale, dopo il pioppo e l'eucalipto, come la terza specie più diffusa nelle piantagioni. Questa dominanza a livello mondiale può tuttavia comportare anche un certo rischio cumulativo, nel caso in cui dovessero apparire nuove malattie o parassiti.

Se la robinia viene utilizzata in contesti ben definiti, allora la specie e la rispettiva coltura sono decisamente sostenibili da un punto di vista ecologico globale. Se però si diffonde in ecosistemi boschivi particolari e si sviluppa senza perseguire obiettivi consapevolmente definiti è necessario riconoscerne la pericolosità.


Ciononostante, in risposta alle sfide emergenti come la massima produzione di risorse rinnovabili, in stazioni forestali relativamente povere oppure laddove occorre proteggere dall’erosione i terreni su territori scoscesi o abbandonati, è indispensabile saper rivalutare, senza pregiudizi, l'idoneità e la sostenibilità di questa specie.
__________________

L'indirizzo della moderazione è moderazione@efiori.it
Per piacere scrivere solo per inviare le schede della giardinopedia, per tutto il resto rivolgersi direttamente sul forum

"provare a fornire nuove informazioni a una persona che nutre pregiudizi é come proiettare luce su una pupilla: si contrae". [Oliver Wendell Holmes, Jr.]
Rispondi Con Citazione
I seguenti 2 utenti hanno ringraziato Cerchina per questo post
Silvana (24-01-15), xmery (24-01-15)
  #3  
Vecchio 15-10-16, 21:32
L'avatar di marcolindeifior
marcolindeifior marcolindeifior è offline
Pollice Bianco
 
Data Registrazione: 15-11-13
Località: bergamo
Messaggi: 104
Grazie dati: 10
Ringraziato 62 volte in 37 post
Punti reputazione: 0
Sono....: Uomo
Predefinito

dopo le due schede molto tecniche , vorrei condividere con voi la mia visione romantica della pianta scoperta dal botanico Robin bellezza di 400 anni fa nel nuovo mondo e portata qui per la nostra gioia.... fin da piccolo quando giravo beato dopo i compiti nei boschetti degradati della pianura bergamasca la pianta in questione mi ha sempre affascinato le belle foglie che piacevano tanto ai miei coniglietti , il magnifico grappolo di fiori che poteva persino essere mangiato crudo (i bocciolini staccando la corolla son dolcissimi, anche ai figli ho insegnato a mangiarli cosi... e soprattutto quel profumo dolcissimo che era ed e' tuttora per i miei sensi l'estasi e l'apoteosi della natura che esplode con tutta la sua forza nella primavera .

poi il legno duro e anch'esso profumato chiaro all'esterno e scuro nel durame ,,e quella sua particolarita' di preparare i terreni fissando l'azoto... per caso due anni fa piantai un paio di metri quadri di topinambur vicino alle rubinie in un terreno semiabbandonato e a novembre raccolsi sotto gli occhi allibiti di mio padre tre cassette di rizomi grossi e succulenti....

avrete capito quanto apprezzi questa pianta di cui qui nella pianura padana non potremmo mai farne a meno , ma e' stato circa tre anni fa che ho capito la vera importanza di questa essenza alle nostre latitudini , da quando ho cominciato ad allevar le api mosso prima ancor che dalla golosita' del miele e dalla sfida di allevare un essere cosi affascinante e utile all'ambiente , senza questa pianta non potremmo mai assaggiare questa prelibatezza il trasparentissimo e perennemente allo stato liquido miele di robinia... credo che le api senza robinia, con tutti i problemi che l'agricoltura crea alle agli insetti farebbero ancor piu' fatica a sopravvivere, lasciamo quindi che questa bella pianta colonizzi gli ambienti distrutti dall'uomo , tanto nel bel bosco fitto e sano di essenze autoctone credo che non potra' mai far danni dopotutto e' gia' diverse centinaia di anni che si e' stabilizzata , se fosse davvero cosi invasiva ci sarebbero solo boschi di robinia....

Ultima modifica di marcolindeifior; 15-10-16 alle 21:36
Rispondi Con Citazione
I seguenti 5 utenti hanno ringraziato marcolindeifior per questo post
lalla (16-10-16), oldhen (15-10-16), Rosmarie (16-10-16), Silvana (15-10-16), xmery (16-10-16)

Alt Oggi
Fiore
Pubblifiore :p
 
Data registrazione: 01-01-2001
Località: Prato di casa
Interessi: Giardinaggio
Messaggi: 999999
Sono: un fiore pubblicitario
Standard Link sponsorizzati

    

Rispondi

Tag
pseudoacacia, robinia

Strumenti Discussione
Modalità Visualizzazione

Regole di Scrittura
Tu non puoi inviare nuove discussioni
Tu non puoi inviare risposte
Tu non puoi inviare allegati
Tu non puoi modificare i tuoi messaggi

Il codice BB è Attivato
Le faccine sono Attivato
Il codice [IMG] è Attivato
Il codice HTML è Disattivato



Tutti gli orari sono GMT +2. Adesso sono le 09:02.

Powered by vBulletin® Version 3.8.5
Copyright ©2000 - 2017, Jelsoft Enterprises Ltd.
Search Engine Optimization by vBSEO 3.6.0
Alcune foto potrebbero provenire da altri siti. Qualora qualcuno riconoscesse la propria foto e non avesse piacere di vederla su questo forum è invitato a comunicarlo all'Amministratore. Provvederemo a rimuoverla al più presto.

Powered by vBulletin® Version 3.8.5
Copyright ©2000 - 2017, Jelsoft Enterprises Ltd.
Search Engine Optimization by vBSEO 3.6.0