La mia quercia.
Maestosa, imponente, porta meravigliosamente i suoi anni, gli anziani del posto dicono che ne ha sicuramente più di centoventi.
Pensare che, sotto i suoi rami hanno passeggiato, trovato ristoro dal sole,
magari qualcuno si sarà anche scambiato dolci effusioni d'amore, mi fa venire la pelle d'oca.
A volte ,cerco di immaginarmi le sue radici affondate nel suolo.
In questo misero fazzoletto di terra, una riva di pochi metri e per di più in pendenza.
Osservo i suoi rami sinuosi ma forti, la sua folta chioma, in questo periodo il cinguettio degli uccellini la rendono viva, quasi magica.
E poi il suo capo, slanciato verso il cielo, il sole.
Da due decenni è la mia compagna discreta.
Il mio rifugio. Quante volte mi sono sdraiata sotto la sua chioma, quante riflessioni, domande e quante lacrime non solo mie ha raccolto.
Lei è lì, immobile ma viva, sembra una creatura pienamente realizzata.
Quante volte l'ho ringraziata per tutta l'energia che mi trasmette.
So per certo che mi sopravviverà, e un domani lontano regalerà ad altri le stesse emozioni che oggi suscita in me.
