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La semina delle orchidee

Questa discussione si intitola La semina delle orchidee nella sezione Orchidee: Approfondimenti, appartenente alla categoria Orchidee; Credo sia opportuno fare un po’ di chiarezza in merito alla riproduzione da seme delle orchidee, perché mi sono accorta ...

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  #1  
Vecchio 20-10-11, 00:23
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Credo sia opportuno fare un po’ di chiarezza in merito alla riproduzione da seme delle orchidee, perché mi sono accorta che è un argomento per tanti ancora poco chiaro.

Anche io, quando mi sono avvicinata al mondo delle orchidee, pensavo che questo tipo di propagazione fosse simile alla normale semina dell’alisso, o della lobelia, o dei tageti… ma non è proprio così!
E’ vero che anche le orchidee si possono seminare, e con successo, ma purtroppo per noi orchidofili casalinghi, l’operazione non è affatto semplice, perché richiede materiali piuttosto ricercati, una particolare cura nella sterilizzazione dei materiali stessi e…tempo!

Procediamo con ordine allora!

In natura i semi delle orchidee, che sono minuscoli come polvere ed ogni pianta ne produce milioni e milioni, vengono trasportati dal vento, e solo un occasionale numero di essi avrà la possibilità di germinare, in quanto perché questo possa accadere, dovranno cadere laddove siano presenti i fattori necessari al loro sviluppo: il più importante ed assolutamente indispensabile è la presenza di una “micorriza” , ovvero di un fungo simbionte, il quale fornirà moltissime sostanze nutritive alla pianta durante tutta la sua vita.


questi sono i semi




e questo è il seme al microscopio





Fu soltanto nel 1922 che il dr. Lewis Knudson dell’Università di Cornell (USA), dopo decenni di tentativi andati in fumo, riuscì a fare germinare i semi di un’orchidea.

Vi riporto la parte di un paragrafo, tratto dal meraviglioso libro “Le Orchidee” della grande Rebecca Tyson Northen - edizione 1981- che io ho la fortuna di possedere, che credo possa essere utile:

“……… Egli aveva eseguito sperimentazioni in precedenza, che dimostravano che gli zuccheri influenzano favorevolmente lo sviluppo di una pianta. I suoi studi gli suggerirono che i semi di orchidea possono aver bisogno della presenza di zucchero per poter germinare.

Egli attribuì i successi ottenuti con i funghi non al loro diretto effetto sul seme stesso, ma alla digestione, da parte di funghi, di alcuni carboidrati e di sostanze azotate presenti nel substrato di coltura.
Zuccheri erano tra i materiali liberati durante il processo.

La sua teoria si rivelò esatta, Il dr. Knudson scoprì che i semi germinano prontamente senza la presenza di funghi quando vengono seminati su una gelatina di agar-agar alla quale siano state aggiunte le necessarie sostanze nutritive e zucchero.
Egli lavorò con molta pazienza per trovare qual era lo zucchero più adatto per quest’uso e in quale concentrazione. Dovette altresì regolare le proporzioni delle sostanze nutritive minerali.

Le beute contenenti la soluzione nutritiva di agar furono sterilizzate e i semi disinfettati per uccidere tutti gli organismi estranei che avrebbero potuto portare con sé. Le beute furono sigillate dopo l’introduzione dei semi e lasciate indisturbate finchè le piantine non si furono ben sviluppate, da otto mesi ad un anno più tardi.

Le beute funzionarono come perfette case di vetro, offrendo alle piccole pianticelle protezione da insetti e da ogni contaminazione, e provvedendo loro costantemente un’atmosfera umida, fino a che non furono cresciute. Questo metodo è chiamato simbiotico.

Il dr. Knudson, con il suo metodo rivoluzionò la coltura delle orchidee. Incertezze circa i risultati, confusione e rischi furono aboliti per sempre; grazie a lui i coltivatori ebbero a disposizione una tecnica assieme facile e sicura. Misurare gli ingredienti per la gelatina di agar-agar è piuttosto semplice e oggi è persino possibile comprare la mistura già preparata alla quale va aggiunta solamente l’acqua.”



Gli orchidofili che vogliono tentare questo esperimento (io non credo ne avrò mai il coraggio), dovranno procurarsi una bottiglia, la beuta preferibilmente, di vetro bianco molto trasparente, con l’imboccatura molto larga che, come chiusura potrà avere un tappo di bachelite a vite o un turacciolo di gomma.

Prima di essere usato il tutto dovrà essere sterilizzato.

Con un imbuto sterilizzato anch'esso, si potrà introdurre l’agar nella bottiglia, per uno spessore di circa 4 cm. Richiusa la bottiglia sarebbe consigliabile ri-sterilizzare il tutto. Quando la bottiglia si sarà raffreddata, coperta da un panno di lino pulitissimo, si potrà procedere alla semina.


ecco un esempio di una bottiglia adatta a questa operazione




Questo è l'agar ancora in fili




e questo è sciolto



Perchè si usa l'agar? perchè i semi di orchidea sono completamente privi di nutrimento e quindi, quando arrivano a germogliare, non hanno poi la forza e il nutrimento necessari per far comparire ad esempiole prime foglie, ed è per questo che devono "approfittare" delle sostanse nutrititive gentilmente offerte da qualcun altro, il famoso fungo (la micorriza).

Non avendo noi la possibilità di avere la micorriza, ci dobbiamo accontentare dell'agar, che è una gelatina molto nutriente che per fortuna non permette la formazione di muffe e sostituisce brillantemente il fungo.

Sembra (dico sembra perché lo leggo sui miei libri, ma non ne ho la prova) che anche in Italia esistano dei preparati ai quali si debba aggiungere solo l’acqua necessaria perché i semi possano subito germinare.

Queste formule sono state ideate sempre dal dr. Knudson e da Wacin & Went. Una volta aggiunta l’acqua a queste soluzioni, si completa con l’aggiunta di agar ed il preparato sarà pronto per la semina.

I semi dovranno preventivamente essere disinfettati in una soluzione antisettica per 4/5 minuti, successivamente asciugati e servendosi di un contagocce (naturalmente anch’esso sterilizzato), si spargerà una piccola quantità di semi sull’agar.
Pensate che la quantità di semi da introdurre in una bottiglia ha un volume pari a mezzo chicco di riso e contiene circa 1000 semi.

A questo punto si può chiudere la bottiglia con il tappo di gomma sterilizzato e lo si sigilla completamente servendosi di una candela accesa dalla quale si farà cadere qualche goccia di cera che andrà a coprire sia la parte superiore che quella laterale che aderisce all’imboccatura, per fa sì che non possa avvenire alcuna contaminazione.
Si incappuccernno il tappoo e il collo con un sacchetto di polietilene fermato con un elastico o con della carta stagnola.

La temperatura ideale è tra i 21° e i 24°, al limite si può scendere sino a 18° di notte, ma mai al di sotto. La bottiglia dovrà essere riposta in luogo ombreggiato ma umido e maneggiata il meno possibile.

Il primo movimento lo si può vedere dopo una quindicina di giorni quando i semi cominciano a gonfiarsi. Dopo circa 45 giorni diventeranno verdi e dopo due o tre mesi spunterà qualche accenno di fogliolina. Sempre molto lentamente spunteranno le radici e dopo sei mesi, finalmente. il seme sarà bene sviluppato.
Dopo 10/12 mesi dalla semina le piantine saranno ben sviluppate e si potrà così procedere al trapianto.





Le piantine dovranno essere maneggiate con cura





Tutte le foto sono prese in rete.

PS: tengo a precisare che tutto ciò che ho scritto purtroppo non è dato dalla mia esperienza personale, perchè non ho mai seminato orchidee, ma da informazioni che ho letto e studiato su qualche splendido libro che mi sono regalata.


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Piera

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Ma i vivai partono da seme o da cosa?
cioè mi sembra un procedimento molto delicato per un vivaio.
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Vecchio 20-10-11, 00:48
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quando sono andata da Nardotto non ho visto nulla di relativo alla semina e non me ne ha parlato proprio.

credo che ci siano vivai specializzati in quello e basta, anche perchè ci vuole un laboratorio vero e proprio come una nursery

credo sia un'esperienza affascinante però.


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Piera

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wowwww!!!

io i materiali li avrei, il laboratorio anche, potrei fare delle prove

in rete si trova qualcosa di più dettagliato?

devo studiare un pò

Ultima modifica di lamartinz; 20-10-11 alle 13:04 Motivo: thead in approfondimenti, no emoticons
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  #5  
Vecchio 20-10-11, 12:57
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è vero! non ci avevo pensato: tu potresti provare davvero.
se mai dovesse succedere, dimmelo che ti do anche le formule per i preparati, che forse tu potresti farti da sola senza cercarli già pronti

ma anche come temperatura e umidità, ci siamo?
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Piera

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  #6  
Vecchio 20-10-11, 15:26
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Vi posto un link interessante Orchidando.forum

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Quando mi ero fissato con le orchidee, avevo una voglia incredibile di provare... pensate che avevo anche impollinto qualche fiore con successo!!! solo che poi, per cause di forza maggiore, ho abbandonato tutto... ma se avessi i materiali a portata di mano, ci proverei senz'altro!

Anzi, vi incito a provare... su Orchidando.net Orchidando.forum seminano tanto con buoni risultati.


Il bello di quest'esperienza è che, impollinando anche e soprattutto le normali orchidee "commerciali", che sono tutte ibride, si possono ottenere da un solo incrocio molteplici cloni anche diversissimi tra loro, visto che nelle orchidee la rimescolanza genetica al momento dell'impollinazione è particolarmente "attiva".

Immaginate se si impollinassero due ibridi.

Comunque se qualcuno di voi volesse provare la semina, consiglio di iniziare con i semi di Bletilla che, avendo un minimo di endosperma, germinano piuttosto velocemente.
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Vecchio 20-10-11, 15:34
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Citazione:
Originariamente Scritto da je suis... Visualizza Messaggio


Il bello di quest'esperienza è che, impollinando anche e soprattutto le normali orchidee "commerciali", che sono tutte ibride, si possono ottenere da un solo incrocio molteplici cloni anche diversissimi tra loro, visto che nelle orchidee la rimescolanza genetica al momento dell'impollinazione è particolarmente "attiva"...
Guardate un po' cosa ho trovato su questo sito:
ORCHIDEE SEMINE IBRIDI CREATI DA ME

Sapete cosa hanno generato queste due meraviglie?





Ben otto cloni, diversissimi tra loro:
























Incredibile!
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  #8  
Vecchio 20-10-11, 15:36
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interessantissimo!!!

ma quindi jes, tu hai impollinato, ma servono due piante diverse?
e come hai fatto?
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  #9  
Vecchio 20-10-11, 15:56
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lama... si, ho impollinato! e posso assicurarti che è un'esperienza magnifica...
per il numero di piante necessarie...dipende.

Io, avevo all'epoca 4 phalaenopsis commerciali, erano tutte e tre bianche con il labello giallo-verde. Credo si trattasse di ibridi di P. aphrodite.

Nonostante ciò, non ho incrociato le piante, bensì ho autoimpollinato ogni fiore...

Dell'impollinazione delle orchidee aveva già parlato in questo topic: http://giardinaggio.efiori.com/forum...re-i-semi.html

Riporto il messaggio :

Citazione:
vabbè... ho capito che siete timidi e volete che cominci il sottoscritto.
probabilmente non vi interesserà molto, ma credo che sarà interessante, vi parlerò infatti dell'impollinazione e dei semi delle Phalaenopsis, le orchidee maggiormente diffuse dai nostri fiorai.

allora, un normale fiore di phal (da ora in poi sarà il diminutivo di Phalaenopsis ) si presenta così:



la cosa particolare delle orchidee è che il polline non si costituisce di "polverina" come la maggior parte delle piante, ma è "condensato" in dei corpiccioli: le sacche polliniche.
Esse si trovano all'estremità della colonna, l'organo del fiore che "sporge", nella foto seguente vi mostrerò le sacche polliniche, viste in trasparenza




perchè "in trasparenza" vi starete chiedendo? perchè le sacche polliniche sono protette da uno "scudetto" che finisce con un dentino.



ora passiamo alla parte più importante: l'impollinazione.

Come procedere

prendete uno stuzzicadenti e con delle due punte spingete il dentino dello scudetto di cui sopra dall'interno: lo scudetto salterà e al 70% le 2 sacche polliniche rimarranno attaccate allo stuzzicadenti, se ciò non avviene inumidite la punta dello stuzzicadenti e cercate di fa aderire il filino che unisce le 2 sacche polliniche allo stuzzicadenti.

ora bisognerà fare un lavoro "di precisione".
Dovete inserire le sacche polliniche in questo "buco" posto sotto la colonna.



in genere una volta spinte ben dentro, le sacche polliniche rimangono lì attaccate per azione di una specie di collante, se non è così inumidite con un po' di saliva le 2 sacche e vedrete che funzionerà!

Ora bisogna solo aspettare, se l'impollinazione è riuscita, in poche giorni i petali appassiranno - in taluni casi, però, cambiano colore ma non seccano-ma solo i petali, il picciolo infatti rimarrà verde e ben saldo allo stelo.
Poi incomincerà a gonfiarsi.



La capsula richiede in genere un tempo di maturazione dai 4 ai 6 mesi (dipende dalla specie, se non sbaglio l' equestris è piuttosto veloce ) ed è pronta quando secca e comincia ad aprirsi (mai comunque, prima che sia passato il tempo sopra indicato).

I semi che troverete all'interno sono, potremmo dire, spore, in quanto non contengono endosperma e in natura germinano solo in simbiosi con un fungo, diverso di specie in specie.

Ecco perchè la semina delle orchidee va fatta in vitro, mediante dei substrati particolari e in condizioni di sterilità.

Niente di impossibile comunque, infatti si possono avere discreti risultati anche a casa ma questa è un' altra storia...


Le foto sono state prese tutte da questo sito e relativo forum(più nello specifico... qua e qua) dove potete trovare come seminare a casa.
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mi ero persa quel thread!
grazie mille!
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