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  #1 (permalink)  
Vecchio 11-10-2007, 20.38.24
L'avatar di Phoenix
Phoenix Phoenix non è connesso
Pollice Giallo
 
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Cool Per voi è importante conoscere i nomi?

E' una domanda che mi è saltata alla mente poco fa, osservando quella che sembra essere 'Odorata', la sconosciuta rosa della Langhe del post di Cerchina.

Mi sono reso conto che il fascino che quella rosa esercitava su di me è cresciuto esponenzialmente nel momento in cui ho saputo essere, o comunque immaginato che fosse, Odorata.
Sono matto?

Camminando nel giardino con mia mamma, poco tempo fa, mi divertivo a insegnarle a chiamare le rose per nome. "Quella è Cornelia" "Quella è Blush Noisette e quest'altra Mutabilis, infine questa è la 'Palazzo di Cristallo'".

Ed ora mia mamma si diverte a chiamarle con il loro nome.
Non sono più anonime macchine da fiore, hanno cominciato ad acquisire una personalità e un'identità dal momento in cui sono state "chiamate".
Forse l'uomo ha bisogno di nominare, se non di personificare ogni cosa, per avvicinarla a se stesso.

Ma con le rose, questa necessità è particolarmente sentita. Sarà mica che queste signore spinose siano quanto di più vicino, poeticamente, sentiamo a noi?

E se, abbandonando per un attimo, a malincuore, l'aspetto romantico della questione, il fatto che l'uomo abbia ibridato dalla rosa originale un infinità di creazioni più o meno apprezzabili l'avesse resa più di ogni altra pianta la proiezione dei suoi desideri e, quindi, di se stesso?

allora...non saremo mica delle HT noi uomini del nuovo millennio? O delle inglesi?? Io mica mi sento inglese... Magari sono una rosa tappezzante

Beeene. Sono giunto al delirio.
A voi la palla.

Ultima modifica di Phoenix : 11-10-2007 alle ore 21.45.29.
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Vecchio 11-10-2007, 22.18.21
L'avatar di Anna Damiani
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Bella riflessione questa Phoenix...
Ci ho pensato anch'io ogni tanto a questo perchè e una risposta vera mica l'ho mai trovata.

Un po' è la curiosità. Vediamo una pianta che ci piace e dobbiamo leggere, leggere e leggere per capire cosa vuole, come lo vuole e perchè lo vuole.

Un po' il conoscere di lei, dopo averne scoperto le generalità, ci aiuta a capire come utilizzarla o se possiamo utilizzarla nel nostro contesto.

Un po' è quasi una relazione che si va ad instaurare. Non so, forse è come dici tu, ci sembrano meno macchine da fiore e organismi con una propria identità e una propria storia.

Se io penso a me stessa cinque anni e mezzo fa, nell'approccio con le rose, devo dire che ero ne più ne meno, una delle tante amanti del genere Rosa.
Compravo HT che mi sembravano bellissime, oggi mi fanno quasi fare un "Bleah".

Per qualcuna avevo un gusto bulgaro e per qualcun altra guardavo solo la corolla e del portamento, chissene...
Poi il profumo non era una condizione importante, oggi è un valore aggiunto quasi irrinunciabile.

Pian piano è arrivata la conoscenza, come si chiama questa, cosa fa quella, a che famiglia...Famiglia, famiglia di rose, see, che ridere, le famiglie delle rose e chi ci pensava mai che fossero animali così complessi e così ricchi di appartenenti!

Ti si apre una voragine di informazioni da immagazzinare, un tuffo da effettuarsi a corpo morto da uno strapiombo e lo compi senza nemmeno rifletterci un secondo, anzi, ti dai una spinta pazzesca senza stare a pensarci, le gambe corrono, non vedi l'ora di tuffarti di sotto e andarti a godere tutto, di appropriarti di tutta la conoscenza senza smettere mai di voler conoscere. Le braccia annaspano nel vuoto, cerchi di abbracciare tutto il sapere possibile...Hai una fame che sembra atavica, ti scopri bulimica, nel voler conoscere, ad un'età in cui molti non se ne fanno più molte di domande, provi quell'eccitazione mentale che solo la conoscenza può dare.

Più ti documenti, più scopri. Altri arcani ti si svelano, ti chiedi come hai fatto a non notare prima le differenze, ti chiedi come hai fatto a non farti delle domande, le stesse che adesso ti fai di continuo.

Mah, forse tutto questo si chiama passione. Per le piante ma anche per la conoscenza.
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Vecchio 11-10-2007, 22.42.34
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Pollice Giallo
 
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E' vero...passione e conoscenza sono due fattori che si intrecciano...all'aumentare della conoscenza aumenta anche la passione, con l'aumentare della passione cresce la voglia di conoscenza...

E il nome è la prima cosa che l'uomo chiede quando fa conoscenza con qualcuno.
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Vecchio 11-10-2007, 22.44.35
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E il nome è la prima cosa che l'uomo chiede quando fa conoscenza con qualcuno.
E' vero, ma quello di chiedere il nome è un riflesso indotto dall'evoluzione...Oppure è nella natura dell'essere umano dover dare un nome?
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  #5 (permalink)  
Vecchio 11-10-2007, 23.02.12
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Pollice Giallo
 
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Mhm...chissà se persino un antropologo saprebbe rispondere!

Io credo che faccia parte della natura di un essere umano come di tanti essere evoluti la necessità di identificare le cose: non appena l'uomo ha svilluppato un linguaggio parlato la prima cosa che ha imparato, probabilmente, è stata dare i nomi!

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  #6 (permalink)  
Vecchio 11-10-2007, 23.05.02
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Mhm...chissà se persino un antropologo saprebbe rispondere!

Io credo che faccia parte della natura di un essere umano come di tanti essere evoluti la necessità di identificare le cose: non appena l'uomo ha svilluppato un linguaggio parlato la prima cosa che ha imparato, probabilmente, è stata dare i nomi!

Sì, insomma, giusto per banalizzare la bellezza di questa discussione, il mio quesito era un po' quello del domandarsi se sia nato prima l'uovo o la gallina.

Ma cercando di tornare nel cuore della chiacchierata, però è anche curioso che ci siano molti appassionati di giardino e di piante che certe domande non se le pongano.

Dove sta la differenza fra gli esseri umani in questo diverso approccio?
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  #7 (permalink)  
Vecchio 12-10-2007, 06.50.27
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Pollice Verde
 
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Molti appassionati di giardino e di piante non si pongono certe domande semplicemente perché vedono le piante come oggetti, soprammobili, come un arredo esterno della casa. Non vedono la pianta in sé, come qualcosa di vivente ed unico.
Mi è piaciuta la vostra riflessione. Sono d'accordo su quanto dite.
Il mio ambiente esterno è disordinato e sovraffollato proprio perché mi innamoro di ogni cosa che vive, cresce, si rinnova, si propaga (stavo per scrivere partorisce). Sto cominciando ad apprezzare le piante grasse proprio perché ho scoperto (io l'ignorantona) che non sono quasi oggetti immobili ma viventi con fioriture spettacolari. Questo loro sforzo sovrumano di rinnovarsi e di riprodursi mi sta intrigando parecchio.
Mi piace studiare il fenomeno evolutivo di tutte le piante e quindi dar loro un nome è cosa importante, identifica una su tutte le altre. Questo non vuol dire che poi me li ricordi.
Se avessi più spazio arriverebbe certo anche per me il piacere della disposizione delle piante, della scelta del colore e delle foglie. Tutto questo però non tanto per "arredare" ma per meglio far risaltare quella foglia, quel ramo o quel fiore.
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  #8 (permalink)  
Vecchio 12-10-2007, 08.12.27
L'avatar di boba74
boba74 boba74 non è connesso
Esperto Bonsai
 
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Quoto tutti.
Dare un nome agli esseri viventi è una cosa esclusivamente "umana". Lo scopo però credo che sia molto diverso, non sempre è ispirato dalla semplice necessità di catalogare, suddividere, raggruppare, penso sia una cosa istintiva da quando esiste il linguaggio (molto prima della scrittura).
Io so il nome scientifico di tutti i miei bonsai, dapprima per la semplice necessità di conoscere per ciascuno le sue esigenze colturali, ma poi pian piano, come dice Ros, più ci si informa e più si vuole conoscere, capire tutti i meccanismi adattativi, fino a passare a letture scientifiche che parlano di evoluzione, genetica, paleobiologia, matematica del caos.... argomenti che ormai non hanno più nulla a che fare con ciò da cui sono partiti, ma che sono legati con un filo diretto. Filo diretto creato dalla nostra logica, che se ci pensiamo bene, ci consente di creare sempre un collegamento tra due qualunque argomenti, nessuno escluso.


mannaggia, devo cambiare avatar, mi sto sempre più immedesimando....
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  #9 (permalink)  
Vecchio 12-10-2007, 09.17.44
L'avatar di cerchina
cerchina cerchina è connesso ora
Esperta Giardiniera
 
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naturalmente vorrei rispondere con cose assolutamente intelligenti ma avete detto (quasi) tutto voi.
Anch'io quoto tutto: i motivi che mi spingono a voler conoscere i nomi delle piante sono i medesimi di tutti voi.

In qualche modo parrebbe che dare un nome alle cose le faccia esistere, anche se poi una cosa esiste in sè anche se noi non la conosciamo o non sappiamo darle un nome.

La passione poi ti spinge a voler approfondire e di fatto ti fa entrare in un vortice che, come giustamente osserva Phoenix, porta a soddisfazioni che poco hanno a che fare con il mero aspetto "tecnico".
Si, è eccitante poter pensare che quella rosa sia la odorata o che quel sedum sia...quel cavolo che è, poi entrano in gioco anche altri elementi come per esempio l'affinarsi del gusto, in qualche modo si aprono gli occhi al mondo.
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  #10 (permalink)  
Vecchio 12-10-2007, 09.52.11
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Nominare è fare proprio, credo che si instauri una relazione più profonda con una pianta quando ne conosci il nome, ciò di cui ha bisogno, le caratteristiche................un pò come si fa con le persone!

Purtroppo la mia memoria ogni tanto fa cilecca.............
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"Ci sono delle farfalle che vivono un solo giorno e se sono fortunate
nascono in una giornata di sole...."



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