Il contrasto delle piante infestanti è la nota dolente di ogni coltivatore, hobbista o professionista. La loro diffusione può avere impatto gravissimo negli appezzamenti interessati, con gravi ripercussioni anche economiche qualora si tratti di colture professionali.
Di seguito, cercherò di descrivere brevemente alcune delle tecniche di bonifica più utilizzate.

Diserbo manuale, meccanico e pacciamatura

Il diserbo manuale è un sistema spesso utilizzato negli appezzamenti di piccole dimensioni e consiste nell'estirpazione manuale delle malerbe. Il vantaggio di questo sistema è che l'eliminazione delle infestanti è immediata.

Tuttavia, occorre prestare molta attenzione durante l'operazione di rimozione, poiché l'estirpazione della sola parte aerea (cioè quella fuori terra) non eliminerà la parte vitale della pianta, che probabilmente emetterà nuovi germogli in breve tempo.

Consiglio quindi di effettuare questa operazione su terra bagnata, perché facilita l'estrazione della radice, e di assicurarsi che tutta la parte sotterranea venga eliminata. Occorre tuttavia ricordare che l'eventuale emissione di semi precedente all'estirpazione probabilmente la vanificherà se le condizioni biologiche e ambientali continueranno a essere favorevoli.

Il diserbo meccanico si realizza mediante l'utilizzo di apposite macchine, che possono essere di piccole, medie o grandi dimensioni (per superfici estese).

Consiste nell'utilizzo di macchinari provvisti di dispositivi di taglio (lame) o di strappo (catene, fili di nylon) che eliminano in maniera piuttosto violenta e indiscriminata la parte della pianta fuori terra.
Questo sistema è efficace nel caso di infestazioni gravi su fondi dove non siano presenti colture pregiate e rappresenta il metodo più rapido, per esempio, per la pulizia delle aree adiacenti strade, sedi ferroviarie, terreni incolti o inaccessibili.

Un altro sistema piuttosto diffuso e molto efficace è la pacciamatura. La pacciamatura riproduce quanto avviene in natura: il fogliame e altri residui vegetali, depositandosi al suolo, formano una specie di “tappeto” naturale che impedisce, soprattutto per mancanza di luce, la germinazione della vegetazione spontanea.

I materiali utilizzati per la pacciamatura possono essere organici o inorganici. Quelli organici sono la paglia, i residui di sfalcio dei prati, pezzi di corteccia, mentre quelli inorganici sono di solito teli di materiale plastico (porosi o non porosi), pietra, ghiaia, ecc.
Una ulteriore funzione della pacciamatura è quella di limitare l'evaporazione del terreno, favorendo quindi la conservazione dell'umidità e il benessere delle piante coltivate.

Lotta biologica


Una delle principali tecniche di lotta biologica consiste nell'introduzione ambientale di insetti fitofagi o altri organismi viventi (esempio: batteri). Esistono naturalmente alcune controindicazioni, come ad esempio il rischio di sovrapopolazione dell'agente biologico stesso.

Il principio su cui si basa questa tecnica è lo stesso che si applica con le tecniche di contrasto entomologico, dove l'elemento da contrastare non è l'insetto nocivo, ma la pianta.

Qualora l'equilibrio ecologico non venga alterato in maniera irreversibile e dannosa, questo sistema di lotta alle infestanti può risultare particolarmente efficace perché è spesso in grado di autoperpetuarsi nel tempo. Di contro, va considerato l'elevato costo di ricerca e sperimentazione.

Un'altra controindicazione consiste nella necessità di individuare colture bersaglio fitobiologicamente distanti dalle colture circostanti. Esistono alcuni esempi di successi ottenuti con questo sistema, in particolare con l'introduzione di coleotteri parassiti delle piante sottoposte al contrasto.

Un altro esempio riguarda l'introduzione (inoculazione) di spore fungine nelle risaie.
Il trattamento non è rapido come il diserbo chimico, ma gli effetti residuali sono pressoché irrilevanti.


Autore: Carlo Queirolo (Gardener)